Imola. Dopo la pausa dovuta alla pandemia da Covid 19, la presidenza del Consiglio Comunale, in linea con la tradizione della città, aderisce al “Viaggio della Memoria” al campo di Mauthausen e al Memoriale di Gusen, dal 13 al 15 maggio, che culminerà quest’anno con l’incontro internazionale di Mauthausen in programma domenica 15 maggio.

All’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned) parteciperanno anche undici studenti maggiorenni degli Istituti Secondari di secondo grado di Imola, di cui sei saranno a carico dei fondi a disposizione della presidenza del Consiglio Comunale. Gli undici studenti partecipanti sono: Lucio Tampieri, Lucia Bacchini, Francesca Baldisserri (5AS Liceo Scientifico Valeriani); Simone Gardella, Enrico Miccoli, Pietro Poletti, Andrea Zaffagnini, Mattia Zuppiroli, Luca Digirolamo, Christian Neretti, Riccardo Corrado (5ATA ITIS Alberghetti).

Complessivamente, la delegazione imolese sostenuta dal Comune sarà composta da 14 persone. Oltre al presidente del Consiglio Roberto Visani e ai sei studenti delle scuole superiori parteciperanno anche le consigliere e i consiglieri comunali Anna De Veridicis (PD), Antonio Ussia (Imola Corre), Filippo Samachini (Imola Coraggiosa), Marinella Vella (Lista Cappello), Rebecca Chiarini (Gruppo Misto) e l’assessora al Welfare, Daniela Spadoni.

“Ringrazio gli studenti imolesi che hanno maturato la scelta di fare questa esperienza così significativa. Quest’anno il viaggio della Memoria si svolge in un momento storico segnato da una guerra assurda che sta di nuovo insanguinando l’Europa. Ciò che non doveva ripetersi più è invece tornato riportando bombardamenti, violenze, odio e morti. La memoria di quanti sacrificarono la loro vita per liberare l’Europa dal nazifascismo rappresenti un monito per le nostre coscienze per riaffermare il valore della pace e il diritto di ogni popolo di poter vivere in pace”, dichiara Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale.

“Sarà un viaggio con molte implicazioni particolari – afferma Roberta Dall’Osso, presidente della sezione Aned Imola – quello di quest’anno. Sono molto soddisfatta della grande risposta data dai consiglieri e dagli assessori che hanno accettato numerosi e con convinzione la nostra proposta. Ringrazio la presidenza del Consiglio Comunale e l’Anpi di Imola che permetteranno ancora una volta ad alcuni studenti di far parte della delegazione imolese nella più grande manifestazione antifascista d’Europa. È sempre una commozione enorme vedere il Gonfalone della Città di Imola sfilare nel corteo assieme alle centinaia di città italiane ed europee ed è il modo più corretto di onorare i 9 caduti imolesi nel KZ di Mauthausen”.

“Personalmente ho sempre apprezzato la storia e penso che i viaggi di istruzione in luoghi che hanno segnato per sempre il cammino dell’uomo siano non solo utili, ma necessari per capire a pieno cosa i nostri antenati hanno passato. Anche se questo non ci renderà più felici ma sicuramente ci renderà più consapevoli. Quindi da questo viaggio a Mauthausen mi aspetto di imparare tanto sulle atrocità commesse in quel campo, pur sapendo, purtroppo, che non potrò cambiare quello che è successo, ma potrò approfondire il perché è successo e magari evitare che succeda di nuovo”, commenta Riccardo Corrado, 5ATA ITIS.

Mentre Lucio Tampieri, 5AS liceo Valeriani, sottolinea: “Ci è stato proposto, poco tempo fa, un estratto dagli scritti di Antonio Gramsci, per una simulazione della prima prova d’esame, e ci è stato domandato come possa un ragazzo oggi essere cittadino e partigiano. Si può affrontare questo quesito percorrendo sentieri diversi, e argomentare su questo tema può rivelarsi faticoso e differente per tutti noi, ma la Memoria non può di certo essere esclusa da questo tema. La Memoria, con la M maiuscola, non può essere solo una giornata, non può essere uno strumento da utilizzare quando ci fa comodo, e non deve essere venduta o comprata, come si compra una lattina da una macchinetta. La Memoria, infatti, va continuamente stimolata, contestualizzata e va vissuta in prima persona, affinché sia una “buona memoria”. Nietzsche diceva che “bisogna avere una buona memoria per mantenere le promesse”. Certo, lui non si riferiva alla memoria della Shoah, ma questo aforisma ci può fare riflettere su questo tema. Le promesse di libertà, uguaglianza e giustizia, che i nostri vecchi partigiani ci hanno lasciato in eredità, oggi giorno stanno man mano svanendo in festività che il nostro paese non sente neanche più proprie, e se il vento fischiava, ora, fischia più forte. Questo viaggio, che ci è stato proposto, verrà affrontato da noi, non solo per un senso civico ma anche per un senso di responsabilità e rispetto verso chi ha combattuto e chi ha vissuto le atrocità perpetrate durante la prima metà del secolo scorso. Ricordare ciò che è successo, e farlo andando nei luoghi in cui tutto è accaduto, è il nostro modo, forse più genuino e comunque efficace, per essere cittadini, non solo d’Italia ma anche del mondo, e per essere partigiani contro le disuguaglianze e i soprusi che ancora oggi sono diffusi sul nostro pianeta”.