Il Comune di Imola in campo per la cybersicurezza. Nei giorni scorsi, infatti, l’Amministrazione comunale ha firmato il Protocollo d’intesa con Comune di Bologna, Città metropolitana di Bologna e altri Comuni dell’area metropolitana in materia di sicurezza informatica. La sicurezza cibernetica costituisce uno degli interventi principali previsti dalla Missione 1 (Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A.) del PNRR, all’interno della quale si inseriscono anche gli specifici obiettivi del Piano Italia Digitale 2026. In particolare, la Missione 1 del PNRR, “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella P.A.”, mira a trasformare profondamente in chiave digitale la Pubblica Amministrazione italiana, con l’obiettivo di renderla “la migliore alleata dei cittadini e delle imprese”.

Questa trasformazione digitale segue l’approccio Cloud first, orientato alla migrazione dei dati e degli applicativi informatici delle singole amministrazioni verso un ambiente cloud. E qui sta uno dei due nodi più problematici. Se infatti il percorso di migrazione in ambito cloud e di adozione delle misure di cybersecurity delle amministrazioni centrali appare più definito, nel caso di enti locali minori, emergono importanti criticità, legate all’insufficiente “massa critica” per una gestione individuale di servizi cybersecurity. Da qui la soluzione obbligatoria indicata dal PNRR: costituire aggregazioni di enti locali in raggruppamenti ad hoc per l’esecuzione di attività di trasformazione/migrazione dei servizi nel Polo strategico nazionale o presso i provider certificati.

Come lavorare sulla sicurezza dei dati
(confcommercioimola.it)

A cosa serve il protocollo d’intesa – Il protocollo d’intesa tra il Comune di Bologna, la Città metropolitana, il Comune di Imola ed altri dell’area metropolitana è lo strumento individuato per dare risposta alle criticità connesse alla trasformazione digitale della Pubblica amministrazione. In primo luogo, infatti, costituisce proprio un punto di aggregazione fra enti locali, così come richiesto dal PNRR e dà quindi risposta alla prima criticità, quella legata all’esigenza di fare “massa critica”.

In secondo luogo, consente di dare risposta anche alla seconda criticità, che si aggiunge alla precedente, legata alla migrazione dei servizi digitali in cloud e all’adozione delle misure di cybersicurezza: ovvero la necessità del rafforzamento e rinnovo delle competenze digitali del personale della Pubblica Amministrazione. Il Protocollo d’intesa dà risposta anche a questa seconda criticità, attraverso l’avvio di percorsi di formazione del personale, in ambito cybersecurity, indirizzati su due azioni principali. La prima azione consiste in un intervento formativo diffuso per tutti i dipendenti pubblici (Comuni, Unioni del territorio, realtà sanitarie e Regione stessa), in grado di integrare e rafforzare gli strumenti già esistenti o in fase di realizzazione a livello regionale e nazionale, possibilmente in collaborazione con l’Università e gli altri livelli di istruzione rilevanti su questo argomento.

La seconda prevede un’azione territoriale di sistema, per la creazione di figure tecniche specialiste competenti sulla cybersecurity per la pubblica amministrazione, attualmente non disponibili sul mercato del lavoro, indispensabili per potenziare all’interno degli enti le strutture dedicate alla sicurezza informatica. Queste figure andranno ad affiancare i tecnici che già sono in campo all’interno delle strutture dedicate alla gestione dei servizi informatici degli enti, allargando le competenze in dotazione agli enti locali per la gestione della sicurezza informatica.

Il 25 maggio due appuntamenti sulla cybersecurity – Così come previsto dal Protocollo d’intesa suddetto, il Comune ha avviato la collaborazione con Almae Matris Alumni-Unibo, sul tema della cybersecurity. Il 25 maggio si svolgeranno due appuntamenti dedicati a questo tema. Il primo, dal titolo “Cybersecurity? Che lavoro!” si svolgerà dalle 15 alle 17 nell’aula magna dell’Istituto “Alberghetti” e vedrà, dopo i saluti istituzionali dell’assessore alle Attività produttive, Pierangelo Raffini, i maggiori esperti di cybersicurezza e start up incontrare gli studenti. Il secondo appuntamento si svolgerà nel cortile palazzetto della Rocca Sforzesca, dalle 18 alle 20.30. In questo caso si tratta di un seminario-talk, aperto al pubblico, dal titolo “Cybersecurity, a chi tocca?”. Porterà i saluti istituzionali il sindaco Marco Panieri, seguito dall’introduzione di Chiara Berti, presidente Almae Matris Alumni.

Ricordiamo che l’Associazione Almae Matris Alumni-UniBo rappresenta la Community degli alunni dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e con questo evento si propone di generare una rete di relazioni di mentorship per rafforzare il rapporto tra alunni esperti e meno esperti della Community e per creare una comunità di professionisti innovativi e di eccellenza. Inoltre, l’evento vuole essere un’occasione di approfondimento su una tematica particolarmente attuale come la Cyber Security, coinvolgendo professori dal profilo internazionale e aprendo l’iniziativa anche alla cittadinanza.