Oggi, in Europa sono in corso battaglie campali, ma in Italia se dovesse cadere il governo cadrebbe sul catasto perché la casa è il sommo bene. La battaglia ucraina potrebbe volgere a tregua se ci si adeguasse alla situazione sul campo e si accettasse che l’esercito russo sta catturando il territorio del Donbass e una fascia che lo collega alla Crimea, fascia dai russi ritenuta necessaria per la sicurezza della Crimea. Sappiamo bene che questo non accadrà e che la guerra si avvia ormai a durare, anzi gli ucraini, sostenuti dalla Nato[1], stanno alzando il tiro con missili e sabotaggi sulle infrastrutture nelle zone russe oltre confine. La sicurezza europea è sfuggita al controllo, probabilmente non è mai stata sotto il controllo delle nazioni europee.

La Germania ha perso clamorosamente la sua battaglia (economica) difensiva ma può ancora porre condizioni. Nel 2017 Limes titolava ‘Così gli Stati Uniti attaccheranno la Germania’[2]: ‘Impedire alla Germania di acquisire lo status di egemone europeo è nella memoria geopolitica degli Stati Uniti. Interdire a Berlino la possibilità di dominare la massa euroasiatica, unilateralmente o in ostile coabitazione con la Russia’.

L’Impero del dollaro ha sempre intercettato le economie che potevano fargli concorrenza, prima il Giappone con le tigri asiatiche, oggi l’Europa (la Germania) domani la Cina. I neoconservatori che controllano lo ‘stato profondo’[3] in Usa ritengono sia necessario indebolire e frammentare lo stato più vasto al mondo. I cocci restano all’Europa, da custodire. La Germania pensava invece che la Russia potesse diventare una colonia economica utile: una Russia che sarebbe stata tanto dipendente da una Europa con l’economia a tutto gas quanto l’Europa dipendeva dalle fonti energetiche russe.

Sulle macerie del progetto europeo una Commissione Europea alle dipendenze di Washington ci ricorda il nostro status di protettorato occupato militarmente e, per Germania e Italia che saranno fra le più colpite dalla perdita degli idrocarburi russi, il nostro status di nazioni sconfitte nella seconda guerra mondiale (la co-belligeranza italiana dal 1943 semmai un aggravante perché gran parte della resistenza italiana era socialista o comunista). La continuazione della guerra (solo russo-ucraina, per ora) è un costante ricatto sull’economia europea in recessione, con inflazione in forte aumento sia sull’energia che su tutto il resto, a seguire aumento del costo del lavoro (si spera) e spirale inflazionistica.

Questa spirale (aumento costi-aumento salari-ulteriori aumento costi) si sta sviluppando in misura minore anche negli Usa, che la contengono con rapidi aumenti dei tassi di interesse (la BCE lo farà più avanti, per prudenza). Il Pil si stava riprendendo rapidamente dalla batosta Covid ma subisce ovviamente un freno dovuto al diminuito potere d’acquisto della popolazione. Lo stato che trova miliardi per le armi all’ucraina[4] non ha grandi disponibilità di denaro per sostenere i cittadini che ricadono nella povertà[5].

La gente, che non approva l’invio di armi e la guerra in generale non solo in Italia ma anche in Europa e persino, oso sperare, in Polonia, sarà pure una fascia minoritaria ma tende ad aumentare col tempo. C’è persino la classe operaia: i portuali di Genova si sono rifiutati di scaricare le armi. La gente sa di essere l’eterna sconfitta su cui si riversano i costi e i sacrifici della guerra, così in Italia come in Ucraina e in Russia.

Il vincitore, anzi i vincitori sono tre, per ora. La situazione però, sia nella guerra in senso stretto che in quella economica può cambiare rapidamente. Il vincitore principe è l’industria bellica europea e statunitense[6], la spesa annuale globale per le armi si avvicina nel 2021 a $2000 miliardi, con cifre rilevanti anche nel nostro paese. Per un confronto nel 2018 la spesa sanitaria mondiale annuale era di $8.734 miliardi (fonte World Industry Outlook). Il secondo vincitore è il complesso estrattivo minerario, in particolare i produttori di gas e petrolio USA estratti con il fracking.

Gli Stati Uniti (che solo con Obama hanno permesso di esportare idrocarburi all’estero) avranno fra qualche anno (vedi il Wall Street Journal) ma non al momento,[7] quantitativi di gas da esportare a prezzi da tre a sette volte maggiori di quelli che paghiamo per il gas russo. Probabilmente questa è la condanna a morte del nostro mondo perché tra il metano prodotto dal fracking e i soldi alle lobby che cercano di rallentare la transizione energetica, la sostenibilità e le energie rinnovabili saranno eclissate a favore del gas.[8]

Il terzo vincitore (si dice che Biden sia ben connesso a questa struttura) è il blocco della finanza, banche, assicurazioni (su entrambe le sponde atlantiche) che tratta soprattutto del capitale immobiliare: beneficerà della confisca di importanti capitali sia della banca centrale russa che degli oligarchi[9] e controlla i meccanismi delle sanzioni economiche. Esso non ha però evaso il compito di tagliar fuori dal sistema monetario globale la banca centrale russa, manca il tassello del default: sino al 25Maggio è possibile (ma dipende da un placet politico) pagare ai creditori della Russia la valuta (euro-dollari) inviata da Mosca.

Questo è l’unico impiego che Mosca può fare della valuta pregiata che riceve ogni giorno in pagamento delle sue forniture.[10] Un default che Mosca definisce artificiale sarà impugnato legalmente e ci si è accorti che i contratti non specificavano il foro legale competente, quindi potrebbe non essere un foro anglosassone, come di regola![11]

Queste tre strutture oligarchiche (armi, petrolio e finanza) controllano di fatto la politica estera degli Stati Uniti e influenzano significativamente le elezioni federali e locali.

La battaglia campale in corso in Europa riguarda il suicidio assistito della nostra economia[12] per mezzo dell’embargo del petrolio ora in discussione che in teoria avrebbe evidenziato un conflitto nell’Unione Europea, si noti che la Russia deve ancora subire le conseguenze delle sanzioni e dell’embargo del petrolio non si cura sino a che trova navi e assicuratori disposti a favorirla (anche la Grecia) per trasportare in India il petrolio che venderà spot, cioè a prezzi molto alti anche se scontati.

Sia il Washington Post che il Financial Times ci assicurano che ogni problema è risolvibile e che l’Ungheria (contro la quale di recente è iniziata una procedura d’infrazione della UE) alla fine non porrà il veto alle sanzioni proposte[13]. Per Ungheria e Slovenia, senza accesso al mare e legate a un oleodotto russo, per la Bulgaria fortemente dipendente dalle forniture energetiche russe, le conseguenze saranno immediate (l’Ungheria ha quindi deciso di pagare in rubli).ma le conseguenze per l’Europa si manifesteranno entro l’autunno.

Putin si è mosso per primo avanzando la richiesta di pagamento in rubli per le forniture energetiche. Le risposte suggerite (Janet Yellen) sono state inizialmente di mettere un tetto ai prezzi (mi raccomando, il prezzo del gas USA non deve salire troppo altrimenti alle elezioni di novembre saranno guai per i democratici), poi di affrettare la sostituzione del petrolio russo con altre fonti. A questo scopo si potrebbero anche sdoganare Iran e Venezuela che hanno molto petrolio. Pericoloso per noi il fatto che l’OPEC sembri allinearsi alla Russia. Il bisogno di gas e petrolio ci proietta sui paesi sull’altra sponda del Mediterraneo, seriamente a rischio di insicurezza alimentare e, di conseguenza, politica (le primavere arabe iniziarono con rivolte per il pane).

Qualche adepto della terza guerra mondiale[14] suggerisce di mandare la flotta per scortare le navi che dovevano portare il grano e l’olio di girasole bloccate nei porti ucraini, scordando che i contendenti li hanno minati (ogni tanto qualche mina a spasso se la ritrovano i turchi). La battaglia del grano russo e ucraino[15] non interessa molto perché i neocon ritengono che la popolazione mondiale sia in eccesso di un 20%. Se i prezzi salgono ci sono ditte che fanno fior di profitti, ma appena si propone (GB) di tassare gli alti profitti per aiutare le persone le cui bollette sono raddoppiate sembra che caschi il mondo (a meno che non si avvicinino le elezioni).

Spesso in guerra bisogna improvvisare e coordinare le manovre, si vedrà se la robusta burocrazia europea sarà flessibile e rapida a organizzare i collegamenti e le compensazioni fra i diversi paesi: un sussidio qua, un prelievo di gas là. Teniamo presente noi italiani che, continuando a sforare i parametri del debito, ci troveremo presto di fronte una Germania di pessimo umore (insieme al Nord Europa) e rischiamo la fine della Grecia.

A Ramstein[16]un consiglio di guerra Nato il 26 Aprile scorso ha visto invitata l’Ucraina ma anche il Giappone e la Corea del Sud che con Australia e Nuova Zelanda formano la Nato del Pacifico ed ha iniziato a preparare la vera battaglia campale. Confermata appieno la nostra posizione di ausiliari, truppe cammellate che a malapena vengono informate del cambio di strategia: ora forniamo armi offensive all’Ucraina che così potrà continuare ad aggredire il mostro nella sua tana, cioè a colpire il territorio russo, come sta facendo da giorni aumentando il rischio di escalation.

Le perdite di soldati russi sono state pesanti ma quelle ucraine, sia civili che militari, devono essere spaventose, certo ci sono anche i mercenari (molti dei quali in Azovstal), pardon, volontari, ma rischiamo di veder massacrato l’esercito ucraino, poi chi ce la fa la guerra? Ma certo, la faranno gli ‘alleati’, non più riluttanti come i tedeschi per l’Iraq o Berlusconi per Gheddafi, al di là della guerricciola locale si profila la battaglia campale: Oriente contro Occidente, società libere paladine dei diritti civili (per esempio Egitto, Arabia Saudita, Trump) contro dittature sanguinarie. Ma come abbiamo fatto a non accorgerci in 20 anni che Putin non era così intelligente, simpatico, abbastanza liberale e con gli occhi azzurri come tutti pensavamo? Se questo conflitto, fondamentalmente economico, contro Cina, Russia e India (Iran, Brasile, Sud Africa, Israele(?), Turchia, parte dell’America latina) durerà 30 anni ed entrambe le parti, insieme a gaia nostra madre, risulteranno perdenti non lamentiamoci: non abbiamo impedito questo sviluppo, non abbiamo fatto la pace.

(Cecilia Clementel)

[1] Ovvero da Biden che manovra ‘I nostri alleati’ in Europa.

[2] Limes 5, 2017 USA-Germania, duello per l’Europa. www.limesonline.com/cartaceo/cosi-gli-stati-uniti-attaccheranno-la-germania

[3] Deep state

[4] Non è chiaro quante quali armi si trovino nei nostri depositi, di fatto quelli NATO si stanno svuotando.

[5] Pensate che anche Putin ha deciso sussidi per la popolazione.

[6] Vedi Econopoly 14 Gennaio 2021 Bruno Salerno ‘Armi, crescita record nel 2020’ Il Sole 24 ore. Le ditte in questione registrano nel 2022 notevoli aumenti nelle borse.

[7]  Poiché Arabia ed Emirati si sono negati a Washington l’unico collaboratore per il gas e petrolio è il Quatar!!

[8] Viene richiesta la certezza di 20 anni di attività perché le strutture per la gassificazione e il trasporto del gas abbiano un profitto economico tale da giustificare gli investimenti richiesti, fra 20 anni saremo in piena crisi climatica.

[9] Biden ritiene di poter sequestrare e vendere entrambi ma legalmente ha solo il potere di bloccarli. Tuttavia i legali USA sono creativi e riuscirono a incamerare fondi iraniani per compensare i danni dell’attacco alle torri gemelle, cui l’Iran non era in alcun modo connesso.

[10] Oggi La stampa in prima pagina titola ‘Il petrolio del Diavolo’, sulla scia del delirio manicheo. Meglio ‘ossigeno dell’economia europea’. Anche questa mediatica è una battaglia campale che ha per oggetto la realtà, la verità.

[11] Anche per i crimini di guerra la Russia ha aperto una struttura legale per investigare gli quelli ucraini. Perché non si fida di noi??

[12]  Vedi su leggilanotizia.it del 16 Aprile il mio contributo: la guerra delle sanzioni: petrolio e gas, dollari e rubli.

[13] Occorre un voto unanime. Si spera che finalmente la palla al piede dell’unanimità sia abolita dall’EU.

[14] Non ritengo che l’idiozia umana si spinga fino al punto di usare armi atomiche, conto sul Pentagono.

[15]

[16] Michele Martelli ‘Draghi di Ramstein’ blog di micromega 3 Maggio 2022 [grazie Michela per il link]