Nella pausa militare che vede liberate le due grandi città del nord: Kiev e Kharkiv, con la guerra in corso sul fronte del Dombass in lenta evoluzione occorre mantenere l’attenzione in Europa sugli esiti delle sanzioni, contro-sanzioni e sulla diversificazione dei fornitori delle risorse energetiche che sono da sempre il tallone d’Achille dell’Europa. La stessa Ucraina interviene sul gasdotto che passa nel suo territorio[1] così interrompendo parte dei trasferimenti di gas per l’Europa, e la Russa blocca il gasdotto Yamal, che in teoria riforniva Germania e Russia (ma era quasi inutilizzato) e in realtà potrebbe portare fino a un sesto delle forniture europee. Lo ha fatto perché entrambe hanno rifiutato di pagare in rubli. Dal 10 maggio anche il flusso del gas russo alla Finlandia è bloccato[2] (probabilmente a causa dell’intento del paese di unirsi alla Nato).

C’era una volta la storia con la S maiuscola prima che la bufera mediatica odierna la facesse a pezzi[3]. Ritorno ad articoli nel mensile Limes di Dario Quintavalle: ’L’Ucraina è viva anche grazie a Putin’[4], articolo del 2017 dedicato al panorama dell’Europa baltica , a quella fascia fra il mar Nero e il mar Baltico che comprende l’Ucraina. Poco prima dell’anno 1000 una dinastia vichinga fonda la ‘Kiev russa’.
Ricchi mercanti i vichinghi scendono i grandi fiumi (Volga, Dniepr, Danubio) verso il mar Nero, dove si offrono come guerrieri a Costantinopoli, fornendo (insieme a russi) gran parte della guardia personale dell’Imperatore bizantino (Vareghi o Guardia Variaga).
Gli stretti contatti fra Turchia (che fornisce armi all’Ucraina da anni) e Kiev si legano a un passato lontano. I paesi baltici hanno implorato la Nato di accoglierli negli anni ’90. In quest’area la coscienza della storia passata e presente è viva e colorita di risentimento verso l’Europa classica, il nucleo EU.
Il Baltico si vede come una nuova Europa, un’ Europa di mezzo con un progetto economico ma soprattutto geopolitico volto a escludere la Russia e, nel caso della Polonia, anche in funzione anti tedesca.

La rivoluzione di Maidan del 2014 che la Russia ritiene esser stata un colpo di stato potrebbe essere, secondo l’articolo citato, anche un affare baltico. ‘ Nel corso degli anni soprattutto i paesi baltici hanno originato audaci iniziative diplomatico-militari, costringendo gli americani ad intervenire in medias res, o ad intestarsi le operazioni altrui.
Come capitato in Ucraina all’inizio del 2014. Allora furono i governi polacco, lituano ed estone (insieme a quello svedese) a condurre la situazione oltre al punto di non ritorno, proponendo a Kiev di firmare l’accordo di associazione all’Unione Europea[5]. Nell’assoluta ignavia di Bruxelles e cogliendo gli Stati Uniti parzialmente di sorpresa.
Da almeno un quarto di secolo[6] il Dipartimento di Stato, assieme a note istituzioni della finanza newyorkese, coltiva in Ucraina occidentale una fitta rete di organizzazioni non governative, nell’intento di persuadere l’opinione pubblica locale a recidere i legami con la Russia: obiettivo ultimo è privare Mosca della prima linea di difesa…Non a caso il massiccio e surrettizio intervento dell’intelligence e della politica statunitensi[7] si è realizzato soltanto nel febbraio 2014, quando parve evidente che i promotori non sarebbero stati in grado di gestire unilateralmente la crisi. Da allora Washington cerca di resistere alle insistenti richieste di armare Kiev avanzate proprio dai vicini della Repubblica Ucraina.

“E’ meglio non giungere a tanto, perché un tale passo provocherebbe la reazione ancor più violenta di Mosca”, spiegò nel 2015 il generale Philip Breedlove, supremo comandante Nato, inviando un chiaro messaggio agli alleati orientali’. (le sottolineature sono mie). La Polonia è il capofila dei paesi baltici:‘satelliti degli Stati Uniti con licenza di agire…disposti a condurre Washington allo scontro frontale con Mosca pur di sottrarsi alle fauci russe’, conclude l’articolo di Dario Fabbri su Limes 12/2017 dal quale ho tratto la lunga citazione.[8]

La determinazione di non armare l’Ucraina viene meno rapidamente dopo il 2017, essa viene a fare concretamente parte della Nato che (nella zona orientale, legata alla Polonia) vi ha addestrati cinque battaglioni all’anno per almeno 5 anni, battaglione Azov incluso, con standard ed armi Nato. Il Cancelliere tedesco Scholz nega vi siano forze naziste rilevanti in Ucraina ma, ripercorrendo la storia vedremo che non solo ciò è falso ma che ideologie naziste ‘Blut und Boden’, terra e sangue, fanno la spina dorsale del patriottismo ucraino, e temo siano attivi patriottismi basati sulla purificazione etnica anche in paesi vicini. In mainstream media (giornali e fonti televisive assai rispettabili) solo pochi anni fa che l’Ucraina fosse una kleptocrazia controllata da oligarchi, con una magistratura debole e corrotta, che Kiev controllasse poco e male il paese, che le milizie apertamente usassero simboli ed ideologie derivate dal nazismo era tranquillamente affermato.

Nei Panama papers[9] e nei Paradise papers emergono prove della spoliazione del paese ad opera di oligarchi corrotti (e compare anche la moglie di Zelensky) che nascondevano i proventi in paradisi fiscali. Nel periodo 2015-16 combattendo i separatisti in Donbass l’allora minuscolo esercito ucraino non aveva dato buona prova di sé, urgeva rizzargli la schiena con combattenti determinati e decisi, pazienza se erano affezionati a simboli usati dalle SS (il totenkopf fra gli altri). Pazienza se le milizie ingaggiate in compiti di polizia locale avevano la mano assai pesante (massacro di Odessa).
Questa lunga e sanguinosa storia ha inizio un secolo fa quando nel 1929 nella Galizia orientale, allora parte della Polonia, già parte dell’Austria-Ungheria, nasce l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini (Oun) che vuole un’Ucraina etnicamente omogenea e indipendente e combatte la Polonia, considera nemica la Russia comunista e gli ebrei, visti come sostenitori di Mosca.
Dopo il patto di non aggressione russo-tedesco del 1939 (Ribbentrop-Molotov) la Polonia viene spartita fra i due e la Galizia diviene parte della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Nel Giugno 1941 La Germania invade e nei territori occidentali i tedeschi vengono accolti con entusiasmo.

L’0un incita a massacrare comunisti, ebrei, polacchi e ungheresi (una non piccola minoranza etnica nei Carpazi), ne vengono uccisi a migliaia e le milizie ucraine fanno da manovalanza sia per i pogrom che per i campi di concentramento[10].
La Cia di Foster Dulles protegge diversi gerarchi dell’intelligence nazista, fra questi Reinhard Gehlen, responsabile del fronte orientale, re-impiegato a capo di una rete spionistica operante dalla Germania Ovest che reintegrerà circa 4000 agenti nazisti.
Anche il leader banderista Mykola Lebed offrì i suoi servigi agli Alleati, venne trasferito negli Usa e protetto dalla Cia, mentre Bandera, la cui organizzazione aveva avuto il sostegno del servizio segreto britannico, viene trasferito con la famiglia in Germania dagli americani per proteggerlo dai sovietici.

Questi fatti e maggiori dettagli si trovano nel testo di Roberto Iannuzzi del 13.05.2022, postato su Intelligence for the people.[11] Con i banderisti e simili organizzazioni di ex collaborazionisti nazisti la Cia compie omicidi e campagne di sabotaggio in Ucraina e Unione sovietica, collaborando con simili formazioni filonaziste come la guardia di ferro rumena ed il partito delle croci frecciate ungherese.
Agenti ucraini addestrati dalla Cia operano fino al 1956, quando i sovietici hanno la meglio su tali formazioni. “Intanto negli Usa, in un gruppo di studio sotto la guida di Mykola Lebed e la supervisione della Cia[12], viene plasmata un’identità ucraina nazionalista che romanticizza il concetto di razza ucraina in opposizione ai russi e bielorussi…Quando il blocco sovietico crollò nel 1991 molti gruppi tornarono in ucraina e cominciarono ad organizzarsi in partiti politici… la glorificazione degli antichi leader dell’Oun come Stepan Bandera venne incoraggiata dal nuovo Presidente ucraino Viktor Yushenko…che chiuse la sua Presidenza nominando Bandera “Eroe dell’Ucraina”.

Nonostante il massiccio sostegno statunitense nel 2010 Yushenko perse le elezioni a vantaggio di Viktor Yanukovych, considerato più vicino ai russi. L’estrema destra nazionalista rimase minoritaria nel paese, i suoi gruppi erano profondamente divisi…questi gruppi sarebbero stati in grado, quattro anni più tardi, di prendere in ostaggio le proteste di Maidan, a Kiev, e di assumere posizioni chiave nel nuovo governo, affermatosi dopo il rovesciamento di Yanukovych, ancora una volta con il sostegno di Washington”[13]  La tematica del pericolo neonazista in Ucraina è sostenuta vigorosamente anche dall’organo ufficioso del partito comunista cinese, il Global Times.[14]

Su questo ininterrotto e ormai secolare percorso di contatti, collusioni e attività di intelligence o di sabotaggio si innesta il rapporto conflittuale fra milizie della destra ucraina ed esercito. Recentissima la notizia che Zelenskyi (inizialmente in conflitto con le milizie) ha sostituito il Comandante delle milizie territoriali (senza spiegazioni).

La parabola di Zelenskyi, eletto con il 73% nel 2019 (sull’onda dell’esasperazione del pubblico e del serial televisivo comico ‘servire il popolo’, in cui egli recita la parte di un presidente ucraino) che scioglie il parlamento e ottiene per il suo partito il 43% alle successive elezioni politiche nel 2019 è rapida.
Non riesce a ottenere un accordo con i russi per il Donbass e a contrastare la corruzione, promesse con le quali aveva fatto la campagna elettorale, si scontra inutilmente con il potere degli oligarchi e con l’immunità dei politici.
Nell’ottobre del 2020 alle amministrative vincono liste civiche collegate a candidature locali forti al ruolo di sindaco e il partito di Zelenskyi scende al 17% dei consiglieri eletti e al 30% dei sindaci.[15]
Che egli abbia controllo sul paese e sui militari (I battaglioni di nazionalisti di destra inseriti nell’esercito) è opinabile. Che egli rischi di essere ucciso se mostra cedimenti nelle trattative di pace è probabile. Il messaggio principale agli alleati di Zelenskyi è che il paese ha bisogno di armi, sia difensive che offensive. Sono stati forniti al paese prima del 24 Febbraio circa 3 miliardi di dollari di armamenti e nelle fasi iniziali del conflitto se ne sono aggiunti altri 12 miliardi, ora il Congresso americano dovrebbe approvare $40-50 miliardi di dollari, sia per sostituire negli arsenali Nato gli armamenti forniti all’Ucraina che per armare e addestrare l’esercito ucraino.

Si calcola che il paese necessiti di $5 miliardi al mese per poter funzionare. Sono cifre enormi: nel passato recente (2015) il budget dell’esercito ucraino era di $4.4miliardi e l’attuale budget annuale militare della Federazione russa è di $64 miliardi. Si tratta anche di quantità notevoli di armi e la spesa è paragonabile a quella disponibile in un anno negli Usa per affrontare il cambiamento climatico.
Un semplice missile Stinger (Manpad, operabile da due uomini) è in grado di abbattere un aereo, anche un aereo civile. Il senatore americano Rand Paul, sostenuto da una cinquantina di parlamentari repubblicani, si è opposto a tale spesa (proposti $40 miliardi) sia perché non vi sono precedenti per un tale livello di assistenza militare nemmeno in Afghanistan sia perché egli richiede un ispettore che controlli dove tali armi vengano consegnate.

Un articolo recente sul Washington Post riporta il fatto che da trent’anni (quando i sovietici vi lasciarono gli arsenali militari) l’Ucraina è un centro di mercato illegale per armi leggere. Il rischio che parte dei rifornimenti scivolino sul mercato nero di armi è considerevole, la corruzione diffusa. Ho spiegato con che tipo di militari abbiamo a che fare nelle milizie ucraine; mercenari da entrambe le parti saranno in possesso di un ampio spettro di armi, la possibilità di controllare dove e come verranno usate è assai ridotta.

Per evitare che armi potenti arrivino nelle mani sbagliate vi sono accordi internazionali (end-use agreements) che impedirebbero di lasciare le armi in mano a terzi senza permesso del venditore, ma gli Usa intendono trasferire elicotteri MI17 all’Ucraina, elicotteri che erano stati comperati dalla Russia dieci anni fa con la clausola che non potessero essere trasferiti a paesi terzi senza l’approvazione della Federazione russa[16].
Della serie: le regole sono fatte per gli altri, non per noi. Le conseguenze non sono un problema nostro. Non sarebbe la prima volta che organizzazioni terroriste si impadroniscono di depositi di armi: Al Quaeda lo fece in Irak e i Talebani in Afghanistan.
La corsa ad armare l’esercito ucraino testimonia del desiderio di fermare i russi e sostenere gli ucraini, suggerisce anche una grossa preoccupazione che la situazione militare sfugga di mano o che la Russia possa fare ulteriori progressi, nonostante i contrattacchi ucraini.

William Hartung, un esperto sul controllo degli armamenti al Quincy Institute, afferma che mentre in Afghanistan gli Stati Uniti avevano una buona idea di dove finissero le armi che fornivano in Ucraina stanno navigando alla cieca con le forniture di armi alle milizie e all’esercito ucraini[17]. Privi come siamo di informazioni militari attendibili non ci resta che attendere l’evolversi degli eventi, sperando che la Nato riesca a trattenere la Polonia che vorrebbe intervenire con una ‘forza di protezione’(!) nella zona di Leopoli.

Non abbiamo la chiara coscienza di essere in una guerra mentre il rischio di escalation o passi falsi aumenta di giorno in giorno. Cresce la tentazione di affidarci alle decisioni politiche prese senza di noi ma a nome nostro e restare in silenzio, seguire la corrente evitando conflitti con gli amici, attendendo di fare un agile salto sul carro del vincitore. Ma se fossimo tutti perdenti, Usa inclusi?

(Cecilia Clementel)

[1] Diversi anni fa fonte di conflitto con i russi che accusavano l’Ucraina, pagatrice morosa, di rubarne il gas destinato all’Europa. Il pretesto usato dall’Ucraina ha un sapore di beffa.

[2] Questo continua a provocare un aumento dei prezzi LNG venduto spot, mentre con i gasdotti il gas è fornito a prezzo fisso con contratti di diversi anni, che a volte vincolano il compratore a pagare anche se non prende il gas: take or pay.

[3] Clamorosa la gaffe di Zelenskyi che per la festa della vittoria mette una foto di un miliziano ucraino con la testa di morto delle SS sul giubbetto. L’errore viene corretto dopo mezz’ora ma la foto resta in circolazione.

[4] Dario Quintavalle: ’L’Ucraina è viva anche grazie a Putin’ Limes ‘Trimarium fra Russia e Germania’ 12/2017 p.253 e Dario Quintavalle: ‘ Per scacciare i gattopardi mettiamo l’Ucraina sotto tutela’ Limes ‘La Russia in guerra’ 12/2014, p.35

[5] Che il primo ministro Yanuchovych si rifiuterà di firmare, dando inizio alle proteste, infiammate poi dai paramilitari nazisti.

[6] Da quasi un secolo, come vedremo oltre.

[7] Barbara Nuland, tuttora in campo.

[8] Dario Fabbri, La fatale storicità della nuova Europa, Limes, 12/2017, pp.51-58.

[9] Fonte uacrisis.org: I Pandora papers svelano il coinvolgimento di Zelenskyi in una rete di società offshore, possibile destinatario dei milioni dell’oligarca Kolomoyskyi.

[10] La storia di Stefan Bandera è ampiamente discussa nei media, così come la sua riabilitazione recente. Fu probabilmente assassinato dal KGB nel 1959, vedi Wikipedia.

[11]  Roberto Iannuzzi: Gli USA e il nazismo ucraino, più di 70 anni di storia, 13 Maggio 2022 su Intelligence for the people.

. https://robertoiannuzzi.substack.com/p/gli-usa-e-il-nazismo-ucraino-piu?s=r

[12] Molte di queste informazioni trovano conferma in documenti de-secretati degli archivi della CIA.

[13]Roberto Iannuzzi, Ibid. passim. Come abbiamo visto sopra dal testo di Dario Fabbri in Limes 12/2017 l’intervento degli stati baltici precede e richiede poi l’intervento dell’intelligence USA. Si veda la registrazione della famosa telefonata “Fuck Europe”di Victoria Nuland con un collega dell’intelligence, postata anonimamente nel sito BBC all’inizio del 2014. La storia reale è complicata nei dettagli, i talk shows televisivi e i troll se ne facciano una ragione.

[14] Fan Lingzhi & Huang Lanlan:’New-Nazism poisons Ukraine, Europe under US, west connivance’ in Global Times, 17 Maggio 2022.

[15] Fonte: uacrisis.org. Le elezioni amministrative ucraine. La voce di Wikipedia ‘Volodymyr Zelenskyi’ è molto dettagliata e illuminante.

[16] John Hudson ‘Flood of weapons to Ucraine raises fear of arms smuggling’.(marea di armi all’Ucraina crea timori di contrabbando di armi) In The Washington Post 14 Maggio 2022.

[17] Ibidem.