Imola. Il Comune promuove un incontro pubblico per approfondire e condividere un progetto innovativo che utilizza un processo di pirogassificazione (un processo chimico che permette di convertire materiale ricco in carbonio, quale il carbone, il petrolio, o le biomasse, in monossido di carbonio, idrogeno e altri composti gassosi) per la produzione di fibra di carbonio recuperata. Il progetto, a cura di Hera Ambiente, è l’esito di una collaborazione con il Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna e con la Curti S.p.A. di Castelbolognese, importante realtà, tra l’altro, nella produzione di macchine automatiche per applicazioni industriali in campi differenziati, che ha progettato e curato l’impianto pilota. Nell’ottica dell’economia circolare e del consumo zero di suolo è stata fatta la scelta di realizzare l’impianto all’interno di un capannone inutilizzato situato all’interno della sede di Hera di via Casalegno. Questa scelta ha richiesto una procedura di variante urbanistica attualmente pubblicazione e visibile sul sito del Comune di Imola per la quale è possibile presentare osservazioni fino al 13 giugno. Attualmente, per l’impianto, è in corso la procedura di autorizzazione a cura di Arpae.

La sede di Hera in via Casalegno; all’interno di un vecchio capannone posto nelle vicinanze Hera vuole realizzare il nuovo impianto

 

L’appuntamento con i cittadini è per lunedì 30 maggio alle 20.30 al Centro sociale Zolino. “Abbiamo scelto di organizzare un incontro pubblico nel centro sociale di Zolino per poter condividere in tutti i suoi aspetti questo innovativo impianto di riciclo della fibra di carbonio. Un esempio importante di economia circolare che, oltre a rigenerare un materiale prezioso e strategico per la motor valley, consente di ridurre del 90% il consumo di energia rispetto alla produzione da materia prima vergine”, spiega Elisa Spada, assessora all’Ambiente e Mobilità Sostenibile.

Una fibra di carbonio riciclata con le stesse caratteristiche e performance di quella vergine – Ad oggi, gli scarti derivanti dalla lavorazione della fibra di carbonio sono destinati quasi esclusivamente allo smaltimento in discarica o al recupero energetico. La sfida lanciata con il progetto dell’impianto ha l’obiettivo di rigenerare la fibra di carbonio recuperata mantenendo inalterate le performance di leggerezza e resistenza della fibra vergine. Potenzialmente si tratta di un materiale che può essere riciclato all’infinito, in piena sintonia con i principi dell’economia circolare.

I vantaggi sono sensibili: l’impatto ambientale complessivo di questa nuova soluzione tecnologica sarà infatti inferiore del 50% a quello delle modalità di trattamento e smaltimento comunemente adottate. Non solo: rispetto alla produzione di fibre vergini, il processo che ogni anno permetterà di ottenere almeno 140-160 tonnellate di fibra di carbonio riciclata (70-80 tonnellate all’anno per ciascuna delle due linee di produzione) comporterà un risparmio energetico del 90%, con un conseguente e significativo abbattimento delle emissioni climalteranti implicate.

La fibra di carbonio viene utilizzata in numerosi settori, in primis l’automotive e il settore aerospaziale ma anche nautica, mobilità sostenibile ed eolico.  Le caratteristiche di leggerezza e resistenza di questo materiale e i suoi molteplici utilizzi hanno portato a un incremento annuo del 9% della domanda di fibra vergine che difficilmente potrà essere sostenuta con una produzione da sole materie prime vergini. Da qui un vero e proprio “capacity gap”, che potrà essere colmato dalla produzione di fibra di carbonio riciclata che mantiene le stesse caratteristiche di quella vergine.

L’impianto innovativo coronerà una collaborazione avviata nel 2012 tra la Curti S.p.A. e il dipartimento di Chimica Industriale Toso Montanari dell’Università di Bologna che ha permesso la realizzazione di un impianto pilota e quindi una sperimentazione sul campo a Faenza che è durata tre anni.

L’impianto funzionerà attraverso un procedimento termico che libererà dalla resina, e dagli additivi aggiunti in fase di stampaggio e formatura, la fibra di carbonio, garantendo un prodotto in uscita pronto per essere riutilizzato. Il calore prodotto verrà recuperato e trasformato in energia.