Il Piccolo, settimanale della Diocesi di Faenza – Modigliana, nel n. 18 di giovedì 12 maggio 2022, ha dato spazio alla lettrice Silvia Ridolfi di Ferrara e alla traduzione effettuata direttamente da lei, di un eloquente intervento su The Moscow Times di Nina Belyayeva, deputato del Consiglio distrettuale di Semiluksky della regione di Voronezh nella Russia occidentale, a circa 250 chilometri dal confine con l’Ucraina, che si è dichiarata contraria alla “Operazione militare speciale” di Putin e perciò è stata incriminata e costretta ad espatriare.

Il Moscow Times è un quotidiano online indipendente in lingua inglese e russa con sede ad Amsterdam. È stato stampato in Russia dal 1992 al 2017, dove è stato bloccato nel 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina (fonte Wikipedia).

Le parole di Nina Belyayeva

“Sono contraria alla decisione presa dal presidente e a quanto sta accadendo oggi sul territorio dello stato sovrano dell’Ucraina. Considero quanto sta avvenendo un crimine di guerra. Non avevo programmato il mio discorso, non sapevo neppure che si sarebbe discusso di me in Consiglio. La questione è stata sollevata perché avevo pubblicato dei post contro la guerra, e qualcuno si è lamentato. Il deputato Vyacheslav Zhukov del partito filo-governativo Russia Unita riteneva i miei post non coerenti con l’etica parlamentare e ha proposto di discuterne nella sessione del 22 marzo.
Mentre lui stava leggendo la sua interrogazione, io mi chiedevo cosa avrei fatto: ribadire la mia posizione o rifiutare di commentare?
Decisi che sarebbe stato un vero peccato non cogliere l’opportunità per dire forte e chiaro perché sono contro la guerra, perché la ritengo un crimine, e chiedere la pace e il ritiro delle truppe. Se fossi rimasta in silenzio, avrei perso il rispetto per me stessa. Non sarei più stata veramente cristiana e umana. Sarebbe stato un tradimento. Mi ha molto sorpreso il sostegno che ho ricevuto dopo la sessione. Tante persone diverse mi hanno scritto, non solo da San Pietroburgo e da Mosca, dove molte persone protestano. Tanti abitanti di piccole comunità mi hanno scritto: ‘Prima della tua presa di posizione, pensavo di essere l’unico qui a pensare così come te’. Molti mi hanno detto che il mio intervento li ha aiutati ad avere il coraggio di parlarne ai loro parenti. Molte persone mi hanno ringraziato per ciò che ho detto di Dio, del perché un cristiano non può essere a favore di questa guerra. È stato importante per la gente sentire questo, specialmente perché il Patriarca Kirill si era pronunciato in favore di questa guerra fratricida”.

Dopo la dichiarazione di Belyayeva, i deputati hanno richiesto la sua espulsione dal Consiglio poiché i suoi sarebbero “discorsi diretti contro la nazione”: i deputati l’hanno anche rimossa dalla Commissione sull’Etica e hanno chiesto alla Procura di valutare le sue azioni.

A quel punto, Belyayeva ha lasciato la Russia: della sua vicenda ha scritto anche l’agenzia internazionale Reuters.

(Tiziano Conti)