Spett. redazione,
sono consigliere comunale, nonché vicepresidente del Consiglio, nel Comune di Medicina (BO).

In occasione dell’adunanza del consiglio comunale del 29 aprile 2022 era ancora necessario possedere ed esibire il green pass, nonostante fosse terminato lo stato di emergenza, pertanto quello stesso pomeriggio avevo eseguito un tampone rapido e mi era stata rilasciata regolare certificazione covid attiva per 48 ore a partire dalle 16.14 del 29/04/22.

Alle ore 19 sono arrivato nella sala consiliare e al momento del controllo del GP ho richiesto alla segretaria generale del Comune di mostrarmi le deleghe autografe, da parte del ministero della Salute, al trattamento dei dati personali sul GP, così come richiesto dal GDPR sulla privacy, in quanto il ministero stesso risulta essere il titolare dei dati sul GP, secondo l’art. 15 del DPCM del 17 Giugno 2021.

La segretaria generale del Comune e il presidente del consiglio comunale (deputato al controllo del GP) hanno sostenuto che fosse il Comune il titolare dei dati personali del GP e pertanto non fosse necessaria alcuna delega.

A quel punto, non soddisfatto delle risposte ricevute e non sentendomi completamente tutelato dal punto di vista della privacy, ho mostrato al presidente del Consiglio di essere in possesso del messaggio SMS ricevuto dal Ministero per il download del GP valido e ho depositato un’autocertificazione a norma di legge, in cui dichiaravo di essere in possesso del lasciapassare digitale, ma nemmeno questa è stata considerata sufficiente.

Mi hanno comunque permesso di partecipare al consiglio comunale senza chiedermi di uscire, chiamandomi all’appello e permettendomi anche di relazionare sui due ordini del giorno presentati dal mio gruppo consiliare, ma dicendo che avrebbero riferito quanto accaduto alle autorità competenti, così come previsto dalla normativa.

Il giorno 14 maggio, in seguito alla segnalazione della segretaria generale del Comune, sono stato contattato dalle forze dell’ordine per accertamenti su quanto accaduto quella sera e il giorno 23 Maggio mi è stata notificata la sanzione di € 600 per non aver esibito il lasciapassare, anche se ho dimostrato di esserne in possesso.

Ovviamente avevo messo in conto questa possibilità e farò ricorso entro i termini previsti, ma più importante è essere riuscito a mettere in luce la grave deriva della situazione normativa italiana, che sta ponendo l’esibizione di un lasciapassare digitale, che lo Stato accende e spegne, come vincolo per potere accedere ai propri diritti.

P.S. Nel mese di ottobre 2021 presentai un ordine del giorno contro l’obbligo di green pass sui luoghi di lavoro, che venne respinto ma che spaccò la maggioranza (8 contrari e 7 favorevoli). Questo per darvi una visione più ampia sulla mia attività al riguardo e i suoi successivi sviluppi.

(Cristian Cavina)