Spett. redazione,
nella Bologna proiettata al 2030 con oltre un miliardo di investimenti, partendo dal Piano di rilancio e resilienza fino ai vecchi bandi per le opere infrastrutturali vedi Passante, non penso sia utile mettere su piani diversi le tante questioni, ambientali e non, che inevitabilmente si aprono quando si interviene sugli asset della mobilità.

Suggerirei un confronto sereno e pacato con tutti i soggetti preposti e rappresentativi, per esempio, sul tema dell’inquinamento acustico dell’aeroporto: tema non nuovo, ma che proprio per questo va affrontato cum grano salis come direbbero i latini.

Quindi le uscite estemporanee a nome di cittadini giustamente disturbati dai rumori degli aerei dovrebbero fare i conti con le istanze degli oltre 20.000 addetti che oggi operano complessivamente nell’indotto aeroportuale. Solo così troviamo le giuste soluzioni. A questo proposito, a Coalizione Civica domando: come mai sul Passante sono bastate alcune variazioni al progetto originale e qualche albero per sostenere che l’operazione è di sinistra, e sull’aeroporto invece no? Cosa serve perché sia di sinistra?

(Maurizio Lunghi Segretario generale Cgil Bologna)