Imola. Il comitato Agorà Montericco ha presentato ricorso straordinario al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento della delibera del Comune di Imola che prevede la realizzazione dell’isola ecologica di via Montericco e del conseguente permesso di costruire in deroga approvato dal Consiglio comunale lo scorso febbraio.

I ricorrenti sono cittadini dello stesso quartiere Montericco unitamente al comitato stesso. “Il quartiere interessato è caratterizzato da una zona verde con un parco attraversato da percorsi ciclabili – si legge nel comunicato del comitato -. L’area dove dovrebbe sorgere l’isola ecologica, è frequentata da bambini, famiglie e anziani che ogni giorno la attraversano a piedi o in bicicletta. La via Montericco, inoltre, è molto trafficata nelle ore di punta e la realizzazione dell’impianto porterebbe ad un aggravio di tale situazione visto il traffico in entrata ed in uscita dei mezzi pesanti coinvolti nelle operazioni di conferimento dei rifiuti. A seguito della petizione popolare che a raccolto 3000 firme, amministrazione comunale è sempre stata consapevole del dissenso dei residenti”.

D’altro canto il Comune, come più volte espressamente ammesso, “ha presentato la candidatura del progetto dell’isola ecologica ai fondi del Pnrr rinunciando ad un percorso di condivisione con i cittadini. Il ricorso sottolinea tra le varie motivazioni, proprio la violazione, l’erronea interpretazione della normativa in materia di permesso di costruire in deroga. La deroga adottata dal comune infatti, ha disposto una variante del proprio piano urbanistico senza seguire l’iter previsto per questo tipo di strumenti; iter che prevede tra le altre cose, proprio la partecipazione dei cittadini che sono stati palesemente estromessi in violazione della legge regionale 20/2000 che prevede, nel procedimento di modifica alla localizzazione, venga garantito il diritto di accesso alle informazioni, alla consultazione e alla partecipazione dei cittadini e delle associazioni costituite”.

Nel ricorso viene messo anche in evidenza che il Comune non ha in alcun modo dimostrato che l’opera poteva essere diversamente localizzabile, ne predisposto un’analisi ambientale e geologica. L’area di Montericco è una zona costituita di terrazzi alluvionali particolarmente fragile.

Il ricorso ha anche evidenziato la violazione della condizione espressamente indicata nell’atto di cessione del terreno. “Nel 1984 nell’atto di acquisto del terreno, gli allora proprietari cedenti ecologica, infatti, dovrebbe sorgere su un’area che nel 1984 hanno indicato come condizione inderogabile che nessuna edificazione doveva sorgere nella striscia di terreno inferiore a 50 metri di profondità lungo il fronte della via Montericco. Oggi l’isola ecologica dovrebbe sorgere proprio in questo terreno; dunque il comune ha ignorato e disatteso il vincolo sopracitato”.