Allarme siccità nel faentino: la scarsità di piogge ha portato, dallo scorso autunno fino a metà giugno di quest’anno, a un calo complessivo delle risorse idriche (pari al 62% in meno circa).

A maggio di quest’anno le temperature sono state infatti molto elevate; è stato il terzo maggio più caldo dal 1961, mentre quelle della prima metà di giugno sono mediamente superiori con punte vicino ai massimi assoluti che si ebbero nel 1991 e nel 2020.

Al momento le previsioni meteorologiche rimangono stabili: questo è dovuto alla presenza dell’ anticiclone che porta a un ulteriore aumento di temperature, con punte massime intorno ai 37° nelle pianure. Le portate fluviali (compresa quella del Po) sono in diminuzione, mentre invece le portate medie mensili parziali di giugno risultano inferiori alle medie storiche del periodo di riferimento nel territorio regionale, raggiungendo valori confrontabili con i minimi storici del periodo di riferimento nell’Emilia occidentale e in Romagna.

Per questo motivo, il presidente della Regione Emilia Romagna ha firmato il 21 giugno scorso un Decreto in cui si dichiara lo stato di crisi regionale connesso al contesto di criticità idrica nel territorio regionale per 90 giorni; con lo stesso documento è stato richiesto agli enti locali di mettere in atto gli interventi necessari per contenere e ridurre le conseguenze della crisi idrica.

Come conseguenza, anche il Comune di Faenza ha adottato un’ ordinanza in cui – nel periodo tra il 28 giugno e il 21 settembre(salvo eventuale proroga) – viene fatto divieto di prelevare acqua potabile dalla rete idrica pubblica per usi non prettamente domestici e per motivi igienico-sanitari.

In particolare, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 21 sarà vietato prelevare acqua dalla rete lavare cortili e piazzali, per il lavaggio domestico dei veicoli e per innaffiare giardini e prati. Ai privati è fatto altresì divieto di riempire piscine, fontane ornamentali, vasche da giardino e per il funzionamento di fontanelle a getto continuo, limitazioni che però non riguardano l’irrigazione negli orti sociali.

I prelievi di acqua dalla rete idrica sono consentiti esclusivamente per i normali usi domestici, zootecnici e industriali e per quelle attività autorizzate per le quali è necessario l’uso di acqua potabile; vengono esclusi dall’ordinanza i servizi pubblici di igiene urbana e le aziende (pubbliche o private) che prelevino l’acqua per riempire le piscine, previo accordo con il gestore della rete di acquedotto.

In caso di mancato rispetto delle disposizioni dell’ordinanza(fermo restando l’applicazione delle sanzioni penali) si procederà- ai sensi di Legge- con l’applicazione delle sanzioni amministrative da 25 a 500 euro da parte degli organi di vigilanza, in questo caso il comando di Polizia Locale dell’Unione.

(Annalaura Matatia)