Bologna. In queste settimane, ma più in generale in questa prima parte del 2022, è in corso una straordinaria attività di contrattazione articolata nelle imprese metalmeccaniche del territorio di Bologna. L’anno si è aperto con trattative in 96 aziende di ogni dimensione e con altrettanti contratti da rinnovare. Sicuramente sono arrivati a scadenza tanti integrativi anche perché negli anni del lockdown in molte aziende si è deciso in modo condiviso di prorogare gli accordi in scadenza o di sottoscrivere “accordi-ponte” (e cioè della durata di un anno), necessari a dare continuità e sicurezza alle parti economiche, rimandando ad un momento successivo il vero e proprio negoziato.

Quello in corso è un lavoro straordinario di contrattazione collettiva, che coinvolge in primis le delegate e i delegati della Fiom nelle aziende e le compagne e i compagni dell’apparato della Fiom di Bologna, perché nelle 96 aziende con i contratti da rinnovare sono occupati quasi 20.000 lavoratrici e lavoratori (senza considerare il personale assunto con contratto di somministrazione).

A inizio luglio, tra l’altro in una sessione specifica della nostra Assemblea del Consiglio Generale, abbiamo cominciato a fare qualche bilancio della stagione contrattuale, anche al fine di aggiornare le nostre “linee guida” per la contrattazione di secondo livello, con l’obiettivo di dare un indirizzo, una forte riconoscibilità, una coerenza e una omogeneità all’azione contrattuale della Fiom a tutti i livelli nelle aziende del territorio.

Innanzitutto in oltre la metà della aziende (51) e per oltre 10.800 lavoratori i contratti sono stati già rinnovati o sottoscritti (in caso di aziende dove è la prima volta che il sindacato conquista un accordo di secondo livello), e si delineano delle prime tendenze generali.

Innanzitutto in alcune aziende (Transtecno, ma anche Grb, Sadel, Cetra e Gaser) siamo riusciti a sottoscrivere i primi contratti aziendali nella storia di quelle imprese, segnando quindi per noi un importante percorso di allargamento della copertura della contrattazione di secondo livello nel settore: è un obiettivo che ci siamo dati e che dobbiamo perseguire con gradualità e determinazione, anche con verifiche intermedie per condividere le difficoltà e le migliori strategie.

E’ poi da segnalare che un altro gruppo di accordi aziendali: Motori Minarelli, la ex Sampingranaggi – oggi Bonfiglioli Bentivoglio -, e la Emag Su – già Samp Machine Tools-). Si tratta di accordi in aziende storiche del territorio che dopo crisi e vertenze anche dure (il disimpegno di Yamaha per quanto riguarda Minarelli e il fallimento del Gruppo Maccaferri per le altre due aziende) oggi sono in una fase di consolidamento e rilancio.

Ci sono poi, come è normale che sia, gli accordi che “fanno opinione” nel settore, con tanti contenuti economici (salario fisso e premi di risultato) e normativi in grandi aziende, come Ima e Bonfiglioli Riduttori. Ma è da segnalare anche l’accordo ponte (approvato con un grande consenso dei lavoratori e delle lavoratrici) in G.D che, oltre a confermare il premio di risultato, affronta e trova una soluzione allo storico problema che c’era in quell’impresa dell’assorbimento dei superminimi individuali.

Tornando ad Ima (azienda che insieme a G.D indirizza la contrattazione nel settore del packaging e che ha ormai una dimensione contrattuale che va oltre il territorio di Bologna) è sicuramente di grande interesse la normativa contrattuale che è stata introdotta in riferimento all’ “assistenza da remoto”[1]. Nel settore del packaging, infatti, il lavoro va rapidamente cambiando anche per effetto dell’incrocio tra le nuove tecnologie disponibili (Industry 4.0[2]) e le limitazioni imposte dalla pandemia alle trasferte.

Al centro della contrattazione però c’è ovviamente il salario, vera emergenza nei luoghi di lavoro, con l’aumento del valore del premi di risultato, ma anche la pratica di rivendicare e contrattare forme di “consolidamento” del salario, come aumenti mensili o premi feriali (con l’obiettivo di costruire, mattoncino dopo mattoncino e attraverso la contrattazione aziendale, la quattordicesima mensilità).

Accanto al salario si posiziona la nostra azione contrattuale sugli orari di lavoro, per ridurre gli orari a partire dai turni, per rafforzare le pratiche di autodeterminazione degli orari e per migliorare la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. A questo proposito va sicuramente ricordato il lavoro in corso di allargamento dei permessi retribuiti per visite mediche, genitorialità e diritto allo studio, ma anche le esperienze che assegnano ai lavoratori la possibilità di scegliere tra più salario o più tempo libero.

Un capitolo a parte è la contrattazione dello smart-working[3], che non bisogna ricondurre semplicemente ad una modalità di conciliazione tempo di vita-tempo di lavoro, ma che sta diventando in molti casi una forma di riorganizzazione delle attività lavorative.

Inoltre una delle nostre priorità, da sempre, è stata la lotta alla precarietà, che nella contrattazione aziendale significa introdurre limitazioni al numero massimo di lavoratori non a tempo indeterminato, percorsi certi di stabilizzazione per chi entra con contratto a termine e, infine, escludere la possibilità di ricorrere alle peggiori forme contrattuali precarie. Oggi c’è una nuova frontiera della precarietà, rappresentata dagli appalti e dai subappalti, e la nostra contrattazione si misura quindi con l’obiettivo di riunificare la condizione lavorativa.

Condizione lavorativa e intervento sull’organizzazione del lavoro vogliono dire anche non fare mai calare l’attenzione alla salute e sicurezza e all’ambiente di lavoro, e quindi negli accordi sottoscritti vediamo affermare e rafforzare il ruolo degli RLS (i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza), con la consapevolezza che la ripresa dopo la pandemia si sta traducendo in un aumento diffuso e pericoloso di infortuni sul lavoro, anche mortali.

Infine ci sono le “contaminazioni” che dai movimenti della società civile (ai quali spesso la Fiom partecipa in modo attivo) arrivano fino in fabbrica: parità di genere, lotta senza quartiere a tutte le discriminazioni[4], impegno ad una transizione ambientalmente sostenibile e, infine, la formazione per tutte e tutti sulla cittadinanza attiva e i temi sociali (dal corso sulla Costituzione in Lamborghini[5] alla crisi climatica in Bonfiglioli).

In conclusione, ancora una volta, con lo strumento della contrattazione collettiva il sindacato dei metalmeccanici, la Fiom, partendo dal punto di vista autonomo delle lavoratrici e dei lavoratori prova a intervenire sulla condizione materiale delle persone che lavorano. Sul salario, sui diritti individuali e collettivi, sull’ambiente e la sicurezza, ma anche sulle grandi questioni del nostro tempo. Lo facciamo partendo dai rapporti di forza, dal nostro insediamento, dal radicamento nei luoghi di lavoro, fatto di iscritte e iscritti e dalle delegate e dai delegati eletti in fabbrica e in ufficio, consapevoli che a Bologna i numeri parlano chiaro, con l’86% dei lavoratori che alle elezioni in fabbrica scelgono i metalmeccanici della Cgil. Lo facciamo non avendo paura del conflitto, come dimostrano i 100 giorni di presidio ai cancelli della Saga Coffee[6] ma anche gli scioperi articolati che hanno portato a sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto in Giorgio Fanti[7].

Ma dobbiamo essere consapevoli anche che mentre immaginiamo nuovi diritti e sperimentiamo soluzioni innovative non dobbiamo mai dimenticare di prenderci cura di quello straordinario patrimonio di contrattazione che ci hanno lasciato le compagne e i compagni che sono venuti prima di noi e che hanno reso Bologna un po’ la “capitale” della contrattazione articolata.

(Michele Bulgarelli, segretario Fiom Bologna)

[1] Cfr. Ilaria Vesentini, “Fiom, a Bologna le prime intese sul lavoro 4.0”, su Il Sole 24 Ore, https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/2022/05/21/video/estrema_destra_l_antidoto_e_il_lavoro-2123424/10 giugno 2022.

[2] Vedasi F. Garibaldo e M. Rinaldini, Il lavoro operaio digitalizzato. Inchiesta nell’industria metalmeccanica bolognese, Il Mulino, Bologna, 2022.

[3] Cfr. Alessandra Testa, “Lo smart working e la sfida delle aziende”, sul Corriere di Bologna, 2 aprile 2022 e Marco Bettazzi, “Lavoro, appello dei sindacati: No smart working fai-da-te”, su La Repubblica di Bologna, 2 aprile 2022.

[4] Cfr. Rosalba Carbutti, “In venti aziende accordi anti-discriminazioni” su Il Resto del Carlino Bologna, 25 giugno 2022.

[5] Cfr. Marco Bettazzi, “Sostenibilità e Corsi sulla Costituzione, la Lamborghini in attesa dell’elettrica”, su La Repubblica di Bologna, 29 giugno 2022. Sul progetto del corso sulla Costituzione in Automobili Lamborghini vedi anche: https://www.collettiva.it/copertine/internazionale/2022/05/21/video/estrema_destra_l_antidoto_e_il_lavoro-2123424/.

[6] Tutta la vertenza della Saga Coffee è documentata sul sito e sui social della FIOM CGIL di Bologna: www.fiom-bologna.org. Al link che segue comunicato sull’accordo che ha concluso la vertenza: https://www.fiom-bologna.org/2022/02/22/vertenza-saga-coffee-gruppo-evoca-concluso-il-referendum-sul-protocollo-sottoscritto-in-regione-i-lavoratori-e-le-lavoratrici-approvano-lintesa-allunanimita-una-g/

[7]https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid0vPQqHAyShEivS8tpge8LpmrwxegkNScfAk8ajrLi9krbQCTdiuyVMajGwjhTNkz3l&id=803938919670040&m_entstream_source=timeline