Imola. Riprende l’attività culturale del centro sociale “La Tozzona Aps” che già in passato ha proposto una serie di incontri ospitati nel prato retrostante la tensostruttura, incontri  che hanno riscontrato una grande partecipazione  da parte di un pubblico numeroso e attento.

Ad esempio le serate organizzate nel 2021 col professor Valter Galavotti sulla storia dei manicomi a Imola e la  rilettura italo-imolese dell’Inferno di Dante oppure con la compagnia “Le Flanella” di Castel Guelfo e altri.

Il prossimo 27 luglio alle 21, Galavotti, ex-assessore alla Cultura, affronterà un tema molto stimolante  “Una città per la musica. Da Imola in Musica all’Heineken Jammin’ Festival” e,avvalendosi anche di immagini e video, racconterà vicende, personaggi, aneddoti di questa storia appassionante.

L’allora assessore alla Cultura Valter Galavotti con un suo mito, Carlos Santana

Ventisei  anni fa, la prima edizione di “Imola in Musica” rappresentava una grande novità. In Italia a metà degli anni ’90 non esisteva nessuna manifestazione con quelle caratteristiche a cui ispirarsi e nessuna città italiana aveva legato in modo così forte e trasversale la musica , in tutti i suoi generi, alla valorizzazione dei beni culturali e delle risorse artistiche territoriali, associando  nello stesso programma e negli stessi  luoghi, senza barriere ed esclusioni, grandi artisti internazionali e scuole di base, esperienze professionali e amatoriali, musica colta ed artisti di strada.

Imola poteva contare  sulle considerevoli risorse musicali del nostro territorio: un patrimonio rappresentato da numerose scuole,  istituzioni pubbliche e private, associazioni impegnate nei generi più diversi  (l’Accademia pianistica “ Incontri col maestro”, la scuola Vassura-Baroncini , il centro musicale giovanile di  Ca’ Vaina, il Combo jazz club, Il Blooze people, i Canterini romagnoli , la Tavolata musicale, la Banda, il Circolo della musica, le  corali, i gruppi di danza…..) e da una serie importante di eventi e rassegne che spesso avevano avuto risonanza nazionale.

Finalmente  il centro storico  poteva essere  vissuto e valorizzato in modo nuovo grazie alla magia  della musica  nelle sue infinite espressioni e a numerose visite guidate  che hanno permesso al grande pubblico di  ‘scoprire’ o ‘riscoprire’  palazzi, chiese, sale, cortili e altri luoghi piacevoli.

Da allora è stato un  crescendo che ha portato la manifestazione a migliorare e svilupparsi, crescere continuamente  portando a Imola il meglio della musica italiana . Tra gli altri, Eugenio Finardi, Samuele Bersani, I Nomadi, Edoardo Bennato, Gli Stadio,  Pierangelo Bertoli,  Anna Oxa, Mauro Pagani, Paola Turci, Max Gazzè, Irene Grandi, Simone Cristicchi, Roberto Vecchioni, Gianluca Grignani, Ron, Pino Daniele, Luca Carboni, Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia.

Due anni dopo, nel 1998, all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” iniziava con un leggendario concerto di Vasco Rossi davanti a oltre 130mila persone la grande avventura dell’Heineken Jammin’ Festival che, per diversi anni, trasformò Imola nella capitale della musica giovanile. Questo evento è rimasto nella storia, non solo della nostra città, e per anni ha proposto il meglio della musica pop-rock internazionale , richiamando centinaia di migliaia di giovani accomunati dalla voglia di divertirsi, di stare insieme e di ascoltare buona musica.

Il racconto di Galavotti,che di quegli eventi fu protagonista, arricchito via via da video, interviste, documenti, spiega poi come è nato il festival e come ha preso un progetto innovativo e ambizioso in un momento in cui si poneva la necessità di ampliare l’utilizzo dell’autodromo oltre gli eventi motoristici (la parola magica era polifunzionalità). Ebbene l’Heineken costituì l’esempio più clamoroso, celebrato (e in seguito imitato) di come un autodromo potesse ospitare un grande festival musicale.

Imola, inserendosi tra i più importanti festival europei, diventava anche una capitale della musica rock in grado ogni anno di portare per tre giorni nella nostra città decine di migliaia di giovani. Questo significava un’attenzione straordinaria dei media, un battage promozionale enorme che attraverso spot, anteprime e servizi coinvolgeva le principali testate gornalistiche e le più importanti reti televisive , la presenza a Imola di tutta la stampa specializzata e l’arrivo di tanti ospiti illustri del mondo dello spettacolo e della cultura.

Il punto di forza della manifestazione era però costituito dai programmi, davvero stellari; ogni edizione proponeva almeno una ventina di cantanti e gruppi, il meglio del panorama internazionale. Per citarne alcuni , oltre a Vasco Rossi che dopo il ’98 tornerà al Jammin’ altre due volte nel 2001 e nel 2005 , altri grandi nomi: Carlos Santana, Metallica , Bon Jovi, Robbie Williams, Iron Maiden,  Lenny Kravitz, Oasis, Rem. , Blur, Cure, Depeche, Muse, Red Hot Chili Peppers, Green Day, Skunk Anansie, Annie Lennox e tanti altri.