Fra la probabile crisi di governo in Italia e la guerra in Ucraina, è stata messa un po’ da parte la forte crescita dei contagi da Covid che invece deve preoccupare il Paese ora e in vista dell’autunno.

Ci limitiamo, al momento, a scrivere sulla situazione nel territorio del circondario imolese in rapporto a quello regionale (sono i dati di cui disponiamo giornalmente) ricordando che l’Emilia Romagna, in percentuale, è fra le regioni più colpite dai contagi in Italia (certo in Lombardia e Campania sono molto superiori, ma là ci sono metropoli come Milano e Napoli che da noi non esistono).

Il report dell’Ausl di Imola del 12 luglio (riferito alla settimana precedente) è fin troppo chiaro: “Nuova progressione dei contagi: incidenza settimanale (1,261,1 nuovi casi x 100.000; +29,7%); media casi/die (241; +54,3), trasmissibilità sempre oltre la soglia epidemica: RD(t): 1,28 (+0,06); % test positivi: 35,1%; (+2,6%); contagi diffusi in tutte le età (età mediana: 47,5 anni) con prevalenza di Omicron 5 e carico sanitario incrementale” pur se l’azienda sanitaria sottolinea che “l’ondata Omicron 5 continua a crescere di intensità, anche se l’incremento dei casi di malattia nelle ultime due settimane (+30% e +25%) risulta meno marcato rispetto a quelle precedenti (+40% e +69%), e questo è un segnale di avvicinamento al picco” lasciando un filo di speranza per le prossime settimane. Sempre dal report, considerando la diffusione del Coronavirus nella scorsa settimana, nella classifica  di chi ha più contagi percentualmente prima è Rimini, meta prediletta delle vacanze estive, poi Forlì Cesena, terza Ravenna anch’essa con tante spiagge e poi Imola al quarto posto davanti a Bologna, Modena e a tutte le altre.

I dati degli ultimi giorni, guardando la percentuale dei contagi da Covid nel Ciricondario rispetto alla Regione, non lasciano dubbi. Eccoli considerando che sono sempre riferiti al giorno precedente: 24,9% nell’Imolese contro il 20,2% in Regione il 5 luglio, 41,4% nell’Imolese contro il 38,1% in regione il 6 luglio, 47% nell’Imolese contro il 37,3% in Emilia Romagna il 7 luglio; 44,1% sempre nell’Imolese contro il 34,5% in Regione l’8 luglio, il 26,4% contro il 20.9% il 12 luglio; il 34,7% contro il 37,8% il 13 luglio (in controtendenza) e il 33,6% contro il 33,6%, stessa percentuale, il 14 luglio.

Dunque l’Ausl non nasconde affatto una situazione assai difficile, ma cosa fa il mondo della politica del territorio imolese? Nulla o quasi, certamente bisogna ricordare che le decisioni relative alla pandemia riguardano il Governo e il livello nazionale, ma a nostro avviso da parte dei cittadini del circondario c’è troppo lassismo e allora bisognerebbe fare qualcosa. Poche mascherine nei luoghi chiusi e negli assembramenti all’aperto dove sono invece fortemente raccomandate dal Governo. Ma si sa a quanto valgono le raccomandazioni.

Davanti a tale situazione, il sindaco, la giunta e, addirittura meglio tutti insieme con il consiglio comunale in forma congiunta potrebbero fare un appello a una maggiore prudenza spiegando che la situazione è assai critica vista che anche i cosidetti “asintomatici o senza bisogno di cure all’ospedale” spesso stanno male con febbri alte ed altri effetti collaterali per alcuni giorni passandone almeno una decina prima di diventare “negativi”. Invece il primo cittadino e assessore alla Sanità non fa più da tempo l’abituale comunicazione sull’andamento del Covid in apertura del consiglio comunale e nessuno, nemmeno fra i gruppi consiliari di opposizione (a parte una comunicazione con annesso scarso dibattito di Nicolas Vacchi proprio il 14 luglio), la chiede ormai più.

Allora perché non mettersi tutti insieme, Giunta e Consiglio, per fare un appello che potrebbe divenire importante per sensibilizzare i cittadini? Ci sono resistenze dal punto di vista politico, lo capiamo, sarebbe un intervento impopolare in un momento del genere con tanti eventi interessanti nel periodo pre-feriale. In più, il centrodestra quando la pandemia era ancora più “cattiva” rispetto ad ora, ha sempre avuto una linea morbida chiedendo addirittura di fare i Consigli in presenza quando le probabilità di contagio erano assai alte e condannando in diversi casi il lockdown “duro” imposto dal primo governo Conte.

Sarà difficile una presa di posizione, per di più all’unisono, a favore della prudenza, magari anche dando il buon esempio da parte di amministratori e consiglieri comunali di tenere la mascherina nei luoghi al chiuso e in caso di assembramenti, cosa che a volte non fanno. Ma a mio modesto avviso, sarebbe comunque utile per ricordare che il virus è ancora vivo e vegeto in piena estate.

(Massimo Mongardi)