Firenzuola (FI). “In mezzo scorre il Fiume”, il festival diretto da Luisa Cottifogli, che vuole creare uno stretto dialogo tra musica, arte e natura in luoghi splendidi dell’Appennino tosco-romagnolo, approda in Toscana, precisamente alla pieve di Cornacchiaia (comune di Fiorenzuola) con un interessante percorso fra natura, musica, arte e tradizioni.

La pieve di Cornacchiaia (FI) in una suggestiva immagine invernale (Foto Sara Galeotti da Wikipedia)

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L’escursione

Si parte alle 16.30 (davanti alla pieve di San Giovanni Decollato – via Cornacchiaia 298/C, Firenzuola) alla scoperta del “Sentiero dei Tabernacoli”, un’antica strada che passa all’ombra degli alberi fra boschi di cerri, castagni, aceri e tocca i borghi di Cerro Montegemoli e Sigliola. Si va quindi alla scoperta degli antichi tabernacoli e delle madonne in terracotta e maiolica che costellano incroci e case dei borghi; fino a Sigliola dove si trovano alcune “teste” misteriose poste sulle case a difesa dagli spiriti maligni: un’usanza apotropaica che pare derivi dal costume degli antichi Celti di esporre davanti a casa le teste tagliate dei nemici.

Verso le 17.30 ritornando alla Pieve si visita nei pressi l’antica burraia e qui si scopre l’arte di ricavare il burro dalla panna, grazie ai racconti di Sergio Moncelli, appassionato di storia della montagna fiorentina e in particolare di Firenzuola. Si entra con lui nella pieve di origini medievali e si fa un viaggio nel tempo gustando il silenzio e l’intimità del luogo.

La pieve di Cornacchiaia, la chiesa più antica del territorio di Firenzuola, ha una storia tormentata fra distruzioni, ricostruzioni e incurie, e si porta dietro tanti miti e leggende sorte nei secoli, dalla sua mitica fondazione ad opera di San Zanobi alla probabile costruzione dell’attuale fabbricato ad opera di Matilde di Canossa, fino alla visita di Sant’Antonino, santo vegetariano ante litteram. Fra le decorazioni che si sono conservate si scoprono simboli arcaici.

Marina Mammarella e Agide Bandini

Il tardo pomeriggio (alle 18.30) dal silenzio antico della Pieve partono le note di un trio molto particolare, formato da violino, contrabbasso e fisarmonica. Il duo formato da Marina Mammarella (violino) e Agide Bandini (contrabbasso) si arricchisce per l’occasione della fisarmonica di Gianluca Campi, musicista virtuoso e originale. Il trio interpreta originali arrangiamenti de Le Quattro Stagioni di Vivaldi e di Piazzolla in un interessante intreccio fra musica e natura. Il concerto, infatti, è dedicato al ritmo naturale delle stagioni: le quattro stagioni di Vivaldi messe a confronto con le quattro stagioni di Piazzolla passando attraverso altri autori, in una meditazione fra musica e natura, alla ricerca della nostra essenza e della nostra anima.

Gianluca Campi

“Immersi come siamo nel rumore continuo delle città, dei motori, nel sottofondo confuso di radio, tv e cellulari, non ricordiamo più cosa significa anticamente ascoltare la nascita del suono dal silenzio, o tutt’al più dal sottofondo che esiste in natura, fatto di frusciar di foglie, scorrere d’acqua, canto d’uccelli, frinire di grilli e di cicale – si legge nella presentazione -. Entrare in un’antica pieve e ascoltare musica in questo caso è una sorta di meditazione che ci riporta a quando non esisteva l’inquinamento acustico della nostra contemporaneità. E le note delle Quattro Stagioni ci riportano al mondo che vedeva e ascoltava Vivaldi, il ‘Prete Rosso’ nato a Venezia sul finire del 1600. La sua musica ne Le Quattro Stagioni è descrittiva, ricrea i suoni naturali ricorrenti nelle stagioni. Ognuna delle quattro stagioni descrive il ciclo annuale della natura, gli uomini che lavorano e gli animali che lo abitano. Il primo concerto-stagione, la Primavera, imita il canto degli uccelli, il pastore addormentato, il mormorio delle piante e il cane che abbaia. Il secondo, l’Estate, descrive il torpore estivo della natura al sole e lo scatenarsi di una tempesta, raggiungendo la sua massima violenza alla fine dell’Autunno (il terzo), con l’ebbrezza soporifera di un abitante del villaggio che vendemmia felicemente e all’alba con i corni e i cani di un cacciatore. Nell’Inverno (il quarto), predominano le immagini sonore della pioggia, della neve e del ghiaccio”.

Questi colori scritti per un’orchestra intera vengono interpretati attraverso gli originali arrangiamenti di un trio d’eccezione, trio che non esisteva all’epoca di Vivaldi perchè la fisarmonica non era ancora stata inventata. Ma la fisarmonica, assieme al bandoneon, è strumento principale nella scrittura di Astor Piazzolla, uno dei grandi musicisti del ‘900, argentino di radici italiane, colui che ha riscritto il tango trasformandolo anche in un genere “da ascolto”, il cosiddetto “nuevo tango”, un approccio innovativo e rivoluzionario che mescolava elementi di musica da camera e di improvvisazione jazz, scatenando lo scandalo dei puristi del tango argentino tradizionale. Il trio interpreta anche estratti dalle “Cuatro Estaciones Porteñas”(le quattro stagioni di Buenos Aires), che Piazzolla ha scritto ispirandosi a Vivaldi.

Marina Mammarella e Agide Bandini sono una coppia sia nella vita che nel lavoro. Come duo hanno una lunga carriera fatta di concerti sia in Italia che all’estero, in collaborazione anche con altri musicisti di fama mondiale. Sono promotori di diverse rassegne sia a Parma che Ravenna e tengono corsi di perfezionamento di strumento e di musica da camera. Il loro repertorio è molto ampio e trasversale ai generi musicali, sempre improntato alla ricerca di nuove sonorità e rivisitazioni originali.

Gianluca Campi, un musicista virtuoso di Genova, a suo tempo “enfant prodige”, ribattezzato dalla critica come “il Paganini della fisarmonica” (ha elaborato i Capricci e i concerti del grande compositore genovese pubblicando un disco definito “eccezionale” sulla rivista “Musica”), è primo premio assoluto nel 2000 al trofeo mondiale di Alcobaça in Portogallo

“In mezzo scorre il Fiume”, fa parte di Bologna Estate 2022, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena