Sabato 16 luglio alle 21 nella Chiesa di San Domenico a Imola,  l’Orchestra de I Solisti Aquilani diretta dal M°Aldo Sisillo, eseguirà un programma d’eccezione con brani per flauto e archi di Gustav Holst, Edward Elgar e Giovanni Sollima, ma il focus della serata sarà l’esecuzione, per la prima volta al mondo, del brano “Dante, concerto per flauto” del giovane compositore inglese Gabriel Prokofiev (nipote del celebre Sergej), eseguito dal flautista di fama internazionale Massimo Mercelli. Una prima assoluta, dunque, e un omaggio al Sommo Poeta che l’autore ha preso a ispirazione per questo suo concerto, creato in occasione del recente anniversario dantesco.

Nel programma della serata si inserisce anche un “anniversario musicale”: esattamente cent’anni fa infatti veniva pubblicata la St. Paul’s Suite op. 29 n. 2 per orchestra d’archi di Gustav Holst, una suite in quattro tempi dedicata alla scuola londinese, la St.Paul School, in cui Holst lavorò come direttore musicale per circa un trentennio. Di trenta anni prima è invece la Serenata per archi op. 20 di un altro compositore inglese, Edward Elgar, forse il più rappresentativo compositore inglese tardoromantico, dedicata al costruttore di organi e musicista dilettante Edward W. Whinfield. A seguire ci saranno i due concerti per flauto e orchestra d’archi suonati da Massimo Mercelli, musicista di esperienza e sensibilità, che vanta un numero elevato di concerti a lui dedicati dai più grandi compositori contemporanei. E sia Sollima che Prokofiev non fanno eccezione; Sollima dedicò il suo Contrafactus proprio a lui, che lo eseguì per la prima volta nel 2001 nella Čajkovskij Hall di Mosca, mentre il brano di Prokofiev verrà eseguito a Imola, come detto, per la prima volta in assoluto.

Gli Aìghetta Quartet si esibiranno a Castel San Pietro

Lunedì 18 luglio, a Castel San Pietro alle 21, presso il Convento dei Cappuccini, il quartetto monegasco Aïghetta Quartett proporrà un programma che spazia dal jazz di Miles Davis ai moti dell’anima di Vivaldi attraverso le sperimentazioni di Piazzolla e Al Di Meola. Un repertorio fluido nella tecnica e nella varietà degli stili, grazie al quale hanno saputo imporsi nella scena contemporanea anche per la produzione musicale originale, sempre giocando tra i generi e i linguaggi.

La sensibilità jazzistica di Philippe Loli incontra il brio giocoso dell’Ouverture da Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, improvvisando sulle armonie rossiniane. Viene invece riservato lo spazio centrale del concerto al grande compositore spagnolo Manuel de Falla. Le cadenze pungenti e i brevi ma intensi episodi virtuosistici nei tre brevi lavori di de Falla s’incontrano con le composizioni originali di Olivier Fautrat, Loli e Alexandre Del Fa, per poi naufragare nei toni calorosi e entusiastici della Chanson Bohème dalla Carmen di Bizet. Questa aria, trascritta e ri-arrangiata molto spesso nel corso della sua fortunata storia, in questo caso potrà contare di un arrangiamento dove l’armonia giocherà a favore della complessità progressiva del pezzo, raggiungendo vette di virtuosismo sul dirompente finale.