Imola. Nell’ottobre 2022 si terra il Congresso della Fiom di Imola. Sarà l’ occasione per fare il punto dopo anni duri caratterizzati prima dalla pandemia e adesso dalla guerra in Europa.  Sono eventi epocali, che la nostra generazione non aveva conosciuto e che stanno impattando non solo sugli equilibri economici, lo sviluppo, le imprese e il lavoro, ma ancora di più sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori, messe a dura prova da questo shock.

La pandemia ha aggravato una situazione che era già fatta di una società con forti diseguaglianze, forti disparità sociali e con un mondo del lavoro che viene da anni di interventi legislativi di forte impronta liberista o neoliberista che dir si voglia.

Durante la pandemia con il contributo essenziale dei nostri delegati e delegate abbiamo cercato di non di non abbandonare le tante persone che di noi hanno avuto bisogno stando sempre attenti ad essere un punto di riferimento nei momenti più drammatici, rappresentando  un presidio di Democrazia.

Avere gestito in questi ultimi due anni centinaia  di accordi sindacali difensivi nonché gli accordi sulla sicurezza anti covid 19, ha un significato profondo che si traduce nel forte senso di responsabilità che abbiamo tutti messo nella nostra azione sindacale che ha contribuito alla tenuta della coesione sociale di questo circondario e di tutto il Paese.

L’ aver firmato i tre principali rinnovi contrattuali  Federmeccanica, Unionmeccanica e Cooperative nel corso del 2021 è stato un punto di successo per la Fiom. Il contratto nazionale è un elemento di stabilità che mette al centro il lavoro e i lavoratori che si sono fatti carico del paese in piena pandemia. Come Fiom Imola abbiamo condotto una straordinaria campagna di assemblee nei piazzali e sulle piattaforma voluta e determinata dalla Fiom.  La democrazia è e sarà sempre il punto della Fiom. Questo è il nostro modello di sindacato .

Con questa tornata contrattuale  si chiude un ventennio di attacchi fortissimi da parte delle imprese e di Confindustria contro l’ istituto del contratto nazionale  e contro l’idea di un sindacato che non fosse subalterno alle logiche del profitto e delle aziende. Ricordiamo gli accordi separati nel 2001, nel 2003 e poi di nuovo nel 2009 e nel 2012, contratti separati e non firmati dalla Fiom perché non sottoposti al voto di lavoratori. Ricordiamo l’ uscita della Fiat da Confindustria e con l’ adozione  del contratto specifico, con la trasformazione della natura dei sindacati che lo hanno sottoscritto da confederali a firmatari. Ricordiamo l’ art 8 di Sacconi con l’ obiettivo di rendere subalterno il Ccnl rispetto alla contrattazione aziendale e permettere agli accordi aziendali di derogare in peggio ai contratti nazionali e alle leggi dello stato.

In questi 20 anni la Fiom è rimasta se stessa affermando la pratica radicale della democrazia e abbiamo costruito una nostra identità chiara nelle linee di contrattazione : lotta alla precarietà , stabilizzare i contratti a termine , riunificare il lavoro, non sottoscrivere deroghe e difendere la qualità e la quantità del salario.

A livello territoriale alla fine del 2021 abbiamo rinnovato i contratti integrativi delle principali aziende del territorio afferenti al Ccnl di Federmeccanica (Walvoil, Danfoss e Robopac) ottenendo importanti consolidamenti di salario, riduzione oraria , superminimi collettivi e politiche sociali migliorate.

In questo 2022 stiamo trattando al rinnovo dei contratti aziendali nelle cooperative meccaniche del territorio e in altre 20 piccole e medie aziende.

Con questa contrattazione di 2 livello proveremo a migliorare le condizioni di circa 3900 lavoratori. Tutte le piattaforme presentate e gli accordi firmati sono stati validati dal voto dei lavoratori.

Abbiamo cercato di contrattare un Pdr correlato ad obiettivi raggiungibili e verificabili, confermando forme di erogazione con anticipi generalmente certi e conguagli annuali, erogato a tutti i dipendenti presenti in azienda cercando  di contraddire quelle serie di impostazioni aziendali che rimandano al salario totalmente variabile chiedendo  di introdurre una parte di salario fisso o consolidato.

Oltre ad aumentare il salario strutturale, contro un’inflazione che divora il potere d’acquisto mentre i profitti crescono; nelle piattaforme presentate abbiamo cercato di  limitare la precarietà, contro l’idea che sia normale vivere una condizione di incertezza perenne che penalizza salute, reddito e costruzione di futuro.

 

Per quanto riguarda la rappresentanza, la Fiom Cgil Imola ha consolidato il numero di iscritti passando dai 1841 nel 2018 ai 1934 nel 2022 e si conferma come il sindacato metalmeccanico più rappresentativo del circondario imolese.

Si tratta di un  risultato significativo che  conferma l’ importante domanda di sindacato nelle fabbriche imolesi e che ci rende consapevoli della responsabilità che abbiamo e delle aspettative che i lavoratori ci affidano.

Questi risultati sono stati ottenuti  grazie al  lavoro svolto in questi anni, dalle nostre delegate e delegati delegati , grazie alla loro determinazione e al loro costante impegno.

(Stefano Moni, segretario Fiom di imola)