“Il 2021, che ormai pare un passato remoto è stato un ottimo anno, tanto è vero che vari comparti economici avevano ripreso a crescere; penso alla ristorazione collettiva (messa in ginocchio dalla pandemia) che aveva ritrovato un equilibrio e un discorso simile mi sento di farlo per il trasporto collettivo.”

E’ cominciato così il nostro colloquio con Gianmaria Balducci presidente del settore Produzione, lavoro e servizi di Legacoop, ma subito il tono è diventato ben diverso: “Oggi siamo tutti estremamente preoccupati e i motivi non sono per niente misteriosi. La ripresa del covid,  l’inflazione galoppante, il rebus del gas,  i costi alle stelle dell’energia, i costi delle materie prime a cui si aggiungono la guerra in Ucraina e, per l’Italia la crisi governo che vede le forze politiche spaccate (e questo fatto non aiuta l’eventuale soluzione.”

C’è qualche altra brutta notizia?
“Si, ed è forse la peggiore, perchè la popolazione si sta impoverendo e quindi servono interventi estremamente urgenti per dare ossigeno economico agli italiani. Insomma un mix terribile a cui si aggiungono le incertezze sulla guerra, una crisi alimentare che è dietro l’angolo e una siccità che mette indiscussione i nostri modelli  di vita e di consumo”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Per usare un eufemismo lo possiamo definire un periodo molto complicato?
“Si e riparto dall’inflazione e dal fatto che non è semplice scaricare su consumatori o committenti i maggiori costi. Questo significa che le aziende che hanno margini  di redditività piuttosto ristretti possono rapidamente vedere la cisi. Quelle robuste vedranno comunque crescere alcuni costi, compresi quelli relativi alle linee di credito. Me lo ha confermato il direttore di Coopfond che mi ha detto che sono molto attenti nell’erogazione di sostegni perché temono un autunno molto difficile.”

In quali casi l’impatto delle difficoltà si fa maggiormente sentire?
“Sicuramente nel mondo degli appalti, a cominciare da quelli edili, che operano su periodi medio-lunghi perché i costi inizialmente previsti sono aumentati in maniera massiccia e non sempre il committente, pubblico o privato è disponibile a riconoscere una variazione delle condizioni economiche.
Un altro ambito in sofferenza è quello della ristorazione collettiva che conosce aumenti fortissime delle materie prime che utilizza (oltre agli aumenti energetici).
Le coop industriali stanno ancora vivendo la fase di crescita, con portafogli ordini interessanti, ma si notano anche qui i primi segnali di difficoltà accentuati da un clima di incertezza che non ci aiuta.
Ormai c’è chi scommette sulla crisi prossima ventura.”

Chiudiamo questo incontro con una riflessione sulla Cina, che mai come ora è il convitato di pietra che fa sentire comunque il suo peso.
“La Cina si è un po’ chiusa in sé stessa, è ancora la fabbrica del mondo , ma non è più, in questa fase,  il partner del pianeta.”

(m.z.)