Spett. redazione,
un aiuto concreto per gli impianti natatori, che, nonostante le chiusure a causa della pandemia (11 mesi complessivi, fra il lockdown di marzo e aprile del 2020 e le successive zone rosse) e le difficoltà a fronte dell’aumento delle spese energetiche, non hanno ricevuto ancora nessun sostegno.

Lo chiediamo attraverso una lettera aperta indirizzata al primo cittadino Marco Panieri e protocollata in Comune in data 19 luglio.

Nonostante la partecipazione del sindaco alla “Notte azzurra” delle piscine, la mobilitazione di 21 impianti natatori dell’Emilia-Romagna del 26 luglio dello scorso anno a cui ha aderito il complesso Enrico Gualandi, e la risonanza che ha avuto la giornata di chiusura degli impianti natatori a livello nazionale del 6 febbraio 2022, l’Amministrazione non ha tuttora fornito una qualsiasi risposta veramente utile per risolvere i problemi che gli impianti natatori si trovano ad affrontare.

Molti altri Comuni, rispondendo all’invito rivolto loro anche dall’Anci, hanno rivisto i Pef-Piani economici finanziari degli impianti natatori. Se c’è la possibilità di farlo, perché Imola non vuole fare la stessa cosa?

La Giunta dovrebbe perfezionare lo stanziamento dei contributi destinati agli impianti sportivi nel corso della seduta del Consiglio comunale di giovedì 28, con l’approvazione della delibera sull’assestamento del bilancio.

Oltre a ringraziare il consigliere di “Imola coraggiosa” Filippo Samachini e il consigliere di Fratelli d’Italia Nicolas Vacchi, che hanno sottoposto questo argomento all’attenzione dell’aula in sede di discussione del bilancio di previsione, saremo presenti in Consiglio comunale nel corso della seduta per una protesta silenziosa.

La lettera aperta al Sindaco di Imola

Siamo dipendenti e collaboratori della Deai Srl e Sportup Ssd e prestiamo la nostra attività presso l’impianto sportivo E. Gualandi in via Ortignola.

Siamo da sempre fortemente orientati all’eccellenza verso il cliente e amiamo con tutte le forse il nostro lavoro e i clienti ce lo riconoscono.

In un recente incontro con la direzione ci è stato comunicato che dall’inizio della pandemia a marzo 2020, che per noi ha significato 11 mesi di chiusura, cassa integrazione, protocolli sanitari, ecc. dal Comune di Imola, il nostro Comune, non abbiamo pressoché avuto nessun aiuto economico straordinario.

Possibile che sentiamo parlare di Comuni, che autorizzati da regolamentazioni, si fanno carico dei costi sostenuti o per lo meno degli extra costi dovuti al Covid 19 e dei danni subiti e noi di Ortignola nulla? Perché Sig. Sindaco noi no?

Eppure lei aveva aderito alla campagna “Salviamo le piscine” ed era venuto proprio nel nostro impianto il 26 luglio 2021.

Perché a Imola abbiamo un altro impianto sportivo (Ruggi) il quale ci risulta abbia avuto tutti questi aiuti e a noi no? Ci scusi ma noi non siamo di serie B.

(I dipendenti e collaboratori di Deai e di SportUp)