Bologna. Sono arrivati il 21 luglio al Tecnopolo di Bologna i primi componenti del supercomputer europeo Leonardo. I lavori proseguiranno per tutta l’estate. A regime, potrà effettuare 250 milioni di miliardi di operazioni al secondo e sarà impiegato anche in ambiti di ricerca nuovi come la medicina personalizzata, il cambiamento climatico, nuove fonti di energia, lo sviluppo di nuovi materiali, la bioingegneria.

L’installazione si può seguire sul sito >>>>

I numeri

Varcheranno infatti la soglia della cittadella della scienza nell’area recuperata dell’ex Manifattura Tabacchi quasi 5mila server e 157 rack, per un totale di oltre 360mila kg di peso e centinaia di chilometri di cavi. Il tutto trasportato da 30 Tir.

Le applicazioni di Leonardo

Oltre alle discipline scientifiche tradizionali, come fisica, astrofisica, chimica, fluidodinamica, Leonardo avrà il compito di affrontare progetti “di frontiera”: la medicina personalizzata, il cambiamento climatico, la ricerca di nuove fonti di energia, lo sviluppo di nuovi materiali, la bioingegneria.

Una parte delle sue risorse sarà destinata allo sviluppo di progetti industriali, e progetti in cui ricerca scientifica e ricerca industriale collaborano, come quelli basati sull’intelligenza artificiale, o lo sviluppo di digital twin (gemelli digitali, che riguardano la simulazione di impianti industriali a scopo predittivo, o per l’ottimizzazione dei processi).

Inoltre, Leonardo sarà protagonista della ricerca di soluzione alle sfide del presente e del futuro: pandemie, emergenze climatiche, fino alla realizzazione del “gemello digitale” della Terra.

La Data Valley dell’Emilia Romagna >>>>