Faenza. “Voci nella Natura” è il titolo della mostra inaugurata a Faenza sabato 16 luglio e aperta fino al 23 agosto nella galleria comunale d’arte “ La Molinella”, che vede esposte le opere di Silvana Bissoli, Claudia Corradini, Marisa Faccani, Bruno Graziani.

Si tratta di artisti, conosciuti e affermati, provenienti dal territorio, che hanno già alle spalle una loro storia personale. In comune mostrano l’attrazione e l’amore per la natura che esprimono nelle loro opere, tema che dà il titolo all’esposizione.

Possiamo definirli artisti contemporanei, perché lo sono di fatto, artisti che esprimono la tradizione, declinandola secondo la propria sensibilità. I loro elementi distintivi sono però del tutto differenti, in particolare nelle tecniche, addirittura distanti fra loro, che spaziano dall’uso dei pennelli veri e propri ma con diversi tipi di pittura, al legno utilizzato secondo metodi che nulla hanno in comune.

Subito all’ingresso della mostra troviamo esposti i quadri di Marisa Faccani.

Marisa Faccani

Faentina e autodidatta, era una matematica di professione, che si è dedicata completamente alla pittura a cominciare dal tempo di ritiro dal lavoro. Ha così messo a frutto talenti rimasti a lungo celati realizzando forse un’aspirazione segreta, un sogno nel cassetto. I suoi dipinti hanno colori tenui, sfumati, dolci e delicati, quasi trasparenti, che risultano particolarmente ben espressi dall’acquerello, la tecnica utilizzata dalla pittrice.

Borgo rurale

Nelle opere della Faccani la natura è protagonista indiscussa, una natura fatta di alberi, fiori, animali, tranquilla e accogliente, riconoscente verso la vita che la genera, una natura che suscita emozioni e sensazioni positive nell’osservatore.

I paesaggi di campagna sono spesso rappresentati ma non mancano le valli avvolte nella nebbia, il mare, le colline, i sentieri. Particolarmente presente il volgere delle stagioni, con i ricchi colori dell’autunno, o le distese di neve, oppure le tonalità dei fiori della primavera e dell’estate.….

Nei colori e nei soggetti dei quadri paesaggistici, in particolare dove figurano vecchi casolari e muri in luoghi di campagna, Marisa Faccani fa pensare a Ottone Rosai… Forse lei stessa si è ispirata a lui ?

Splendido anche un acquerello monocolore in mostra, che recupera immagini del passato, emergenti dalla memoria. In questo tipo di lavori, compaiono allora figure abbozzate, ma ben riconoscibili, che si integrano completamente nell’ambiente.

Ritorno dal lavoro

La mostra prosegue con i quadri di Claudia Corradini, artista faentina anch’essa praticamente autodidatta, che dal 2006 si dedica completamente ai pennelli scegliendo poi, tra varie tecniche, quella a olio, ma anche i colori acrilici, più moderni e meno scontati. L’uso dell’acrilico nella pittura è relativamente recente risalendo, come si sa, agli anni cinquanta del secolo scorso, ed è legato ai grandi movimenti avvenuti in quegli anni nel mondo dell’arte.

In contrasto con la collega precedente in mostra, Claudia Corradini utilizza tinte brillanti e colori vivaci, a volte per niente in armonia secondo i canoni classici. Le pennellate sono decise e i contorni ben definiti, su temi paesaggistici, talvolta architettonici. L’artista sembra prendere spunto anche dai viaggi che compie, soffermandosi su scenari e natura di luoghi lontani.

Un’opera di Claudia Corradini

L’osservatore non può che essere colpito dalla vivacità dei quadri, per i loro colori ma anche per essere spesso fuori dagli schemi classici: accanto a paesaggi tranquilli, altre opere sono meno scontate, al contrario piuttosto imprevedibili, e quindi con un discreto tasso di originalità.

Seguendo l’ordine di esposizione, arriviamo al terzo artista della mostra, Bruno Graziani. Originario di Modigliana, vive a Faenza da oltre quarant’anni, dove opera come intarsiatore, sia come artista che come maestro. La sua tecnica prende il nome di “pittura” ad intarsio, cioè che utilizza l’intarsio per creare quadri. Le sue produzioni ricordano moltissimo i bei mobili di pregio del ‘700 e ‘800, per i colori del legno, per la sensazione di calore che trasmettono, per i motivi geometrici degli intarsi.

Gatto in soffitta

E i motivi alla fine creano paesaggi architettonici perfetti, luoghi e ambienti, che si prestano anche come sfondo ad attraenti e piacevoli gatti sornioni, grossi scoiattoli oppure anche a insetti giganti.

Scoiattolo

Ultima artista in mostra, proseguendo nell’itinerario, è Silvana Bissoli, di origine veneta ma imolese di adozione, che non dipinge in senso letterale, ma crea immagini attraverso la tecnica della pirografia: incide utilizzando il fuoco, il calore in senso più generale. L’incisione è su legno, eseguita per mezzo di uno strumento dotato di punte metalliche scaldate con la corrente, che incidono il legno creando punti utilizzabili per disegnare figure ….

Silvana Bissoli

L’ulivo è centrale nell’arte della Bissoli. Pianta sacra alla dea Minerva, infondeva forza a uomini e cavalli secondo la letteratura antica. Nella Bibbia i riferimenti all’ulivo e all’olio sono numerosissimi come anche nel Nuovo Testamento. Ora la Chiesa utilizza l’olio nei sacramenti e la fronda come potente simbolo di pace.

Tutto questo è il substrato che Silvana Bissoli già possedeva quando faceva la sua scoperta dell’ulivo soggiornando nel Salento. Ora nel laboratorio imolese le incisioni su legno mostrano ulivi che sembrano prender vita, e tendere i rami a chi li osserva. Gli ulivi diventano donne, madri che abbracciano, personaggi che esprimono i temi della pace, dell’amicizia…. e tanto altro.

(Carla Cardano)