Nei giorni scorsi Fim, Fiom e Uilm di Bologna hanno sottoscritto con la direzione aziendale di Ducati Motor Holding un accordo che rafforza il sistema di tutele per i lavoratori dipendenti di aziende in appalto che applichino il contratto nazionale dei metalmeccanici.

Innanzitutto l’Accordo si posiziona in continuità con quanto già previsto in merito nei contratti aziendali di Ducati e nella Carta Volkswagen per i requisiti richiesti ai partner commerciali (fornitori) delle aziende del Gruppo.
L’accordo poi riconferma il principio (articolo 9) del contratto nazionale dei metalmeccanici che esclude la possibilità per le imprese del nostro settore di appaltare attività di trasformazione tipiche dell’azienda, e cioè il proprio core-business.
Infine, ed è l’oggetto dell’intesa di ieri, si riprende un contenuto proprio del contratto nazionale ma limitato agli appalti pubblici, estendendolo a tutte le attività di servizio (a partire dalla logistica, ma non solo) che in Ducati sono connesse al ciclo produttivo e svolte da lavoratrici e lavoratori metalmeccanici: la cosiddetta “clausola sociale”.

L’estensione della clausola sociale si applicherà agli appalti, anche già in essere, in caso di cessazione delle attività dovute ad un cambio appalto. Per Fim, Fiom e Uilm si tratta di un accordo importante, che va nella giusta direzione di riunificare il lavoro ed i diritti, rafforzando al tempo stesso il contratto nazionale, strumento che tiene insieme la categoria e che ne contribuisce a creare l’identità.