Alle ore 11 di martedì 26 luglio, Roberto Cicutto (presidente della Biennale di Venezia) e Alberto Barbera (Direttore artistico del settore Cinema) hanno presentato in diretta streaming la programmazione della 79° Mostra Internazionale dell’arte cinematografica di Venezia.

Il festival avrà luogo dal 31 agosto al 10 settembre e sarà inaugurato da “White Noise” di Noah Baumbach. Si tratta del primo film di Baumbach a non essere basato su una storia originale; la sceneggiatura è infatti ispirata all’omonimo romanzo di Don DeLillo, splendido esempio della letteratura postmoderna. Dopo “Storia di un matrimonio”, Baumbach mantiene il sodalizio con Adam Driver, che interpreta un professore affermatosi per i suoi studi su Adolf Hitler. Jack Gladney, così si chiama il protagonista, insegna in un college dell’America centrale ed è sposato con Babette (Greta Gerwing), quarta moglie. La storia assume una deriva esistenzialista in seguito ad una fuoriuscita di una sostanza tossica nei pressi dell’abitazione della coppia.

Oltre all’appena citato, il festival ospita altri registi di grande fama mondiale. Tra i più attesi c’è senz’altro Darren Aronofsky.
L’autore di “Requiem for a dream” torna sul panorama internazionale a cinque anni da “Mother!” e propone un dramma psicologico che ha come protagonista un uomo di quasi 300 kg (interpretato da Brendan Fraser, totalmente trasformato per il ruolo) che cerca di riallacciare i rapporti con la figlia adolescente.

Un altro tra i ritorni più attesi è quello di Martin McDonagh, che dopo aver cristallizzato il suo cinema con “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri” nel 2017, presenta “The Benshee of Inisherin”: film drammatico dall’impronta beckettiana, che racconta la fine di una lunga amicizia tra due amici e le conseguenze che ha per entrambi.

C’è grande trepidazione anche intorno a “Blonde” di Andrew Dominik, dove Ana de Armas sarà Marilyn Monroe. La pellicola ripercorre l’ascesa, la fama e la misteriosa morte della diva. È dal 2010 che il regista lavora al progetto, basato su un adattamento cinematografico del romanzo di Joyce Carol Oates, e dopo diversi avvicendamenti, è finalmente compiuto. Non resta che gustarselo.

Tra i gioielli di questa edizione, si annovera sicuramente “Bardo (or Chronicle of a Handful of Truths)” di Alejandro Gonzales Inarritu. Il regista, più volte premiato agli Oscar, non ha fatto trapelare notizie riguardo al film. Si vocifera che sia la più personale delle sue opere e che la durata si aggiri attorno alle 3 ore.

Anche il nostro Luca Guadagnino riapproda a Lido dopo la partecipazione nel 2015 con “A bigger splash”. Come spesso nella sua filmografia, il cineasta di Palermo, racconta un rapporto tra outsiders, interpretati da Taylor Russel e l’ormai feticcio Timothée Chalamet. Il titolo è “Bones and All”, un dramma romantico in cui i protagonisti vivono il loro primo amore in una società di cannibali, dalla quale cercano di fuggire per trovare il proprio posto nel mondo.

Altissimo livello anche per le proposte Fuori Concorso.

Uno dei film più attesi è “Call of God”, ultima fatica di Kim Ki-Duk, genio coreano venuto a mancare durante la pandemia di Covid-19. Il film, le cui riprese erano già terminate al momento della morte del regista, è stato poi completato seguendo le sue direttive.

Paul Schrader presenterà “Master Gardener”, un thriller poliziesco. Nel film Joel Edgerton interpreta un meticoloso orticoltore di cui emergono lati oscuri che demoliscono la sua vita quando la vedova per cui lavora gli accosta l’instabile pronipote.

Anche Harry Styles calcherà il red carpet di Venezia a settembre. Olivia Wilde, attrice, regista ed attuale compagna del cantante britannico, proporrà il suo “Don’t Worry Darling”, in cui il componente degli One Direction avrà una parte. La trama sembra essere cupa e disturbante con punte horror.

Infine, sempre Fuori Concorso, saranno proiettate al festival anche due serie televisive, entrambe di stampo danese.

La prima è “The Kingdom Exodus” diretta da Lars Von Trier, ultima stagione de “Il regno”, serie tv di metà anni Novanta, diventata cult horror, che trova una conclusione a quasi trent’anni dall’uscita. La seconda è “Copenaghen Cowboy” di Nicolas Winding Refn. A Venezia saranno proposti cinque episodi e si prospetta un ritorno alle atmosfere crime della trilogia di “Pusher”.

Insomma, a settembre Venezia tornerà a vestire elegante. Grandi nomi e proposte frizzanti la riaffermeranno regina del cinema europeo.

(Leonardo Ricci Lucchi)