Ravenna. La Cmc ha 121 di storia, occupa oltre 2.500 lavoratori diretti e circa altri 5.000  nell’indotto, è la quinta azienda italiana nel settore delle costruzioni ed ha lavori e cantieri in ogni angolo del mondo, eppure oggi anche con questi grandi numeri il colosso cooperativo ravennate delle costruzioni è a rischio di fallimento.

Il pericolo è grande e reale, per questo motivo la settimana scorsa l’assemblea dei lavoratori insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil delle costruzioni hanno dichiarato lo stato di agitazione permanente, che è sfociato lunedì mattina 18 luglio in una manifestazione con presidio in Piazza del Popolo a Ravenna davanti alla Prefettura, presenti insieme ai sindacati confederali dell’edilizia oltre 300 lavoratori a cui si sono aggiunti diversi cittadini, il sindaco di Ravenna Michele De Pascale e il presidente di Legacoop Emilia Romagna Giovanni Monti. Durante il presidio una delegazione di soci e lavoratori è stata ricevuta dal Prefetto.

I problemi per la Cmc, attualmente in concordato da oltre tre anni, arrivano alla fine dello scorso mese, la cooperativa necessita di una partnership forte che porti denaro fresco volta al mantenimento della continuità aziendale e ad assolvere agli obblighi concordatari, il 30 giugno si blocca la trattativa con il colosso nazionale delle costruzioni WeBuild.

La situazione va risolta a breve e a questo punto la cooperativa prova a stringere con un altro partner, la nuova trattativa è con la Pavimental del gruppo Autostrade per l’Italia, Cmc vorrebbe chiudere in fretta, ma la nuova operazione necessita di tempi tecnici per la condivisione, lo studio e l’analisi delle informazioni, che dovrebbero portare alla definizione di un accordo auspicabilmente prima della fine di questa estate.

La situazione per Cmc diventa insostenibile, viene attivato ai primi di luglio il tavolo regionale di crisi e a seguito della richiesta della richiesta della Regione Emilia Romagna arriva la convocazione per mercoledì 20 luglio di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico, un passo utile e necessario sulla strada per individuare una soluzione alla vertenza, tale incontro dovrà far emergere dalla discussione tra i vari ministeri e le società coinvolte nella crisi del colosso cooperativo, le possibili alleanze in grado di garantire la continuità industriale. Per questo è forte la preoccupazione tra lavoratori e vertici aziendali della cooperativa per una eventuale crisi di Governo, in quanto le trattative in corso di definizione coinvolgono importanti partners industriali nonché le stesse istituzioni governative e potrebbe vanificare l’intensa attività a cui si lavora da mesi volta a trovare una soluzione finale tale da consentire la salvaguardia e la prosecuzione delle attività produttive.

Una crisi di Governo adesso rischierebbe di lasciare andare alla deriva la Cmc e oltre al blocco per lungo tempo dei numerosi cantieri un po’ in tutta Italia comporterebbe insopportabili costi sociali, per questo i sindacati Fillea- Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil della provincia di Ravenna unitamente a Rsu e lavoratori della Cmc chiedono alla politica una soluzione in tempi brevi, volta a salvaguardare l’occupazione e il futuro lavorativo a migliaia di lavoratori e alle loro famiglie. I sindacati insieme ai lavoratori si riservano di indire ulteriori iniziative a sostegno della lotta per il lavoro in atto in Cmc Ravenna.

 

(Edgardo Farolfi)