Proteste dei cittadini e rassicurazioni degli amministratori ad intrecciarsi, con le difficoltà delle imprese alle prese col paradosso di dover rinunciare a facili commesse a causa del costo dell’energia (e delle materie prime) che taglia loro i guadagni.

Fanno da contraltare i timidi segnali dal mondo della finanza di Fondi che stanno dismettendo asset non ecologici svincolandosi quindi da Società che trattano fossili, carbone, sabbie bituminose, ecc., lasciando così prevedere in un futuro nemmeno tanto lontano una svolta importante per un mondo (quello della Finanza) poco propenso ai cambiamenti, che è invece pronto a cambiare le regole valutative da parte dei grandi investitori internazionali (Fondi pensione e Fondazioni) per porre rimedio in qualche misura al cambiamento climatico, che oggi sta trasformandosi anche in rischio finanziario ed assicurativo sistemico, dirottando i propri investimenti sulle energie “green”.

Pale eoliche in mare (Foto di Alexander Kuhn da Pixabay)

Malcontenti e manifestazioni perciò di parte ambientalista e della politica a lei vicina contro i progetti di sviluppo per nuove estrazioni in Adriatico, anche se coniugate alla transizione ecologica che lega ad esempio i progetti di pale eoliche in mare, che a dir loro non risolverebbero la crisi energetica e avrebbero un grave impatto ambientale.

Ancor peggio ciò su cui si sta dibattendo sulla questione “rigassificatori” che interessa le navi collocate a Ravenna e Piombino che sì garantirebbero una decina di miliardi di metri cubi di mix energetico, ma che sono già state “bollate” dai comitati cittadini e associazioni turistico-ittiche in quanto getterebbero in mare rilevanti quantità di sostanze acide per manutenzioni e pulizia degli impianti.
Come a dire che questo tipo di “sistema industriale” (dall’inizio alla fine del ciclo) non svilupperebbe la capacità né di assorbire né di riutilizzare rifiuti e scorte finendo quindi per danneggiare gli obiettivi primari della sostenibilità circolare: sociali, ambientali, economici ed umani.

Rassicuranti (di contro) le dichiarazioni dei responsabili dei distretti per l’energia, una su tutte quella del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nominato dal Presidente Draghi come commissario straordinario per il rigassificatore regionale che ha spiegato, in attesa del più grande parco eolico e fotovoltaico marino d’Italia ed il progetto di captazione della CO2 (anidride carbonica), come il porto di Ravenna si presti bene ed in tutta sicurezza a diventare hub nazionale per il gas nell’accogliere navi del gas liquefatto, procedere allo stoccaggio, alla sua rigassificazione e alla distribuzione nella rete nazionale grazie a un collegamento a terra operativo già nel 2024,

Tutto ciò per ovviare ai rischi dovuti all’emergenza energetica soprattutto per colpa dei mancati approvvigionamenti causati dalla guerra russo-ucraina. Nell’immediato perciò saranno i rigassificatori uno dei punti fermi, senza però dimenticare la strada tracciata dalla politica di transizione ecologica a favore di eolico e fotovoltaico che non è rinviabile.

All’oggi purtroppo per tutti noi la migliore delle ipotesi non contempla che l’energia sia una risorsa ottenibile a basso costo, in quantità sufficiente e che non danneggi l’ambiente perciò servono compromessi per “fare andare avanti la baracca” ed escludere il rischio di affrontare al buio e al freddo il prossimo inverno, parallelamente alla politica di transizione energetica da fonti fossili a quelle rinnovabili che deve avere il suo corso.

Più presto a dirlo che a farlo per un Paese come il nostro dove spesso si pretende l’impossibile e dove si fanno proprie (a prescindere) illusioni di altri, come quelle ad esempio di chi sostiene che salvare il pianeta non “costerebbe” più di tanto e che quindi faremmo meglio a smetterla di preoccuparci della crescita economica e dei danni che questa può fare all’ambiente, nella convinzione che il rapporto uno a uno tra Pil e gas serra non abbia il minimo fondamento.

Rigassificatori, estrazioni di gas, transizione ecologica da rinnovabili e stoccaggi della CO2, sono per l’immediato futuro solo alcune delle news in agenda “energia” nell’ottica dell’autoconsumo e dell’autosufficienza per promuovere energie verdi e rinnovabili, beneficiando di incentivi fiscali, contribuendo alla decarbonizzazione e alla sicurezza energetica, per così diventare la società “carbon free” cui ambire per un nuovo modello di sviluppo umano ed economico sostenibile.

(Giuseppe Vassura)