Imola. “Il leader di Azione Carlo Calenda non ha solo tradito un accordo sottoscritto, purtroppo rinuncia a rappresentare un’alternativa alle destre. Non è difficile comprendere che solo insieme al Pd e non fuori o contro, l’obiettivo può realizzarsi. Ora avanti con l’alleanza con ancora più determinazione. Siamo noi e non le scissioni o le divisioni che possano incontrare un grande consenso per vincere”. E’ carico l’ex sindaco di Imola e ora senatore Daniele Manca nel denunciare il “tradimento” di Calenda che crea un altro problema al centrosinistra come se non ne avesse abbastanza. Infatti il consenso per vincere, auspicato da Manca, sarà molto difficile da raggiungere davanti a una destra unita e a un “centrino” ipotetico formato da Matteo Renzi con Calenda.
Intanto, il Pd di viale Zappi è allineato e coperto a favore di una ricandidatura di Manca alle elezioni politiche del 25 settembre. Il senatore ha già incassato il via libera dalla segreteria, dalla direzione e dall’assemblea congressuale del 5 agosto a “La Tozzona”. E pure il totonomi del mosaico del Pd nazionale a Roma sembra giocare a favore di Manca, magari stavolta a lottare in un collegio uninominale piuttosto che al sicuro come primo candidato di un “listino” come avvenne quasi cinque anni fa.
A favore di Manca si sono espressi tutti i dirigenti locali del Pd, dal sindaco Marco Panieri al vice Fabrizio Castellari, all’ex ministro Giuliano Poletti fino alla segretaria Francesca Degli Esposti e tanti altri, presenti un centinaio di persone.
C’è ancora da attendere un po’ di tempo, ma Manca sembra lanciato verso un secondo mandato.
(m.m.)