La guerra di Mosca contro Kiev non ha scatenato solamente un scontro tra eserciti e società, ma anche tra due generazioni di leadership. I russi oggi vicini a Vladimir Putin compongono le fila dell’”ultima generazione sovietica”, in Ucraina, invece, la situazione sta cambiando.

I vertici attuali della Federazione russa sono nati durante il mandato di Leonid Breznev, negli anni ’50 e ’60, quando il comunismo stava volgendosi alla ricerca del benessere materiale e dei valori dell’individualismo. Se la Russia avesse avviato processi politici virtuosi per il passaggio di mano del potere politico ed economico, coloro che sono cresciuti sotto Breznev sarebbero stati sostituiti naturalmente dalla “Generazione X” cresciuta nella Perestroika di Michail Gorbaciov (un leader che avrebbe meritato maggior fortuna, nel processo verso uno stato proteso al benessere dei suoi cittadini) e negli anni di Boris Eltsin.

I bambini dell’era Breznev sono cresciuti a pane e delusione, quelli della Perestroika a pane e speranze. Quelli che oggi sono 40 – 50enni hanno vissuto il fermento culturale di un momento storico in cui lo Stato totalitario si stava sgretolando sotto le crescenti aspettative di una piena integrazione della Russia nel mondo. Così non è stato.

Putin ha combattuto questi rigurgiti libertari durante tutto il suo mandato. Gli anni del putinismo sono stati la rivincita per burocrati e gerarchi messi in ombra negli anni ‘90 dalla ricerca di nuovo capitale sociale. Il tratto principale della nomenklatura putiniana è il primato della fedeltà al capo, non delle competenze e potenzialità della persona.

Nel 2014, dopo che la Russia ha annesso la penisola di Crimea e innescato una guerra nel Donbass, l’Ucraina si è trovata ad affrontare una crisi esistenziale e il cambiamento delle élite e delle generazioni al potere è diventato una necessità vitale. Oggi, il governo ucraino, l’ufficio del presidente, l’esercito e altre strutture statali sono guidati da persone che hanno completato la loro istruzione superiore e hanno intrapreso la loro carriera nell’Ucraina post-sovietica. La maggior parte di loro ha creato o costruito qualcosa per sé e ha ottenuto le proprie posizioni vincendo elezioni riconosciute legittime.

Anche per quanto riguarda i battaglioni dell’esercito direttamente coinvolti in questa guerra, l’Ucraina ha iniziato a riformare attivamente le sue forze armate nel 2016, determinandone un cambiamento nell’intera cultura organizzativa militare. Oggi, persone che non hanno diretta esperienza sovietica ricoprono posizioni chiave nell’esercito ucraino e nel settore della sicurezza.

In confronto, nella Federazione Russa il requisito della subordinazione assoluta ai propri superiori si è effettivamente inasprito. Per le generazioni successive a Putin, nella strada lungo il percorso verso gli alti gradi della casta sono stati posti rigidi filtri e barriere, inaccessibili al cittadino comune, che in realtà in Russia non esiste.

Mosca ha già almeno una generazione perduta: quella cresciuta durante gli anni della Perestrojka.

Questo è sintomo di uno degli aspetti fondamentali della Russia contemporanea: non esiste un meccanismo istituzionale automatico per il trasferimento di potere e proprietà. Le autorità che oggi invadono l’Ucraina hanno avuto più di due decenni per sviluppare un apparato politico che rispondesse ai reali bisogni della gente. Invece, hanno costantemente livellato ogni speranza di sviluppo sociale.

In ogni luogo, in ogni nazione che abbia l’obbiettivo della prosperità vi sono ruoli specifici per i giovani, i padri, i nonni: la passione, il lavoro, l’esperienza.

Quando vengono a mancare iniziano i problemi.

(Tiziano Conti)