Imola. Mario Zaccherini parteciperà alle Parlamentarie del Movimento 5 stelle che decideranno chi correrà e come alle elezioni politiche del 25 settembre. Fissate per il 16 agosto, Zaccherini è stato proposto a livello imolese come candidato per il Senato.

Mario Zaccherini

Una corsa complessa, ma Zaccherini è sempre stato un combattente. Basta ricordare la lunga battaglia per fare chiarezza sulle risorse che sono state spese nei decenni nell’autodromo di Imola e sui bilanci della società di gestione. Molto attivo inoltre in movimenti cittadini, fino all’approdo tra i sostenitori del Movimento 5 stelle, che non ha lasciato dopo la debacle della ex sindaca Manuela Sangiorgi, partecipando alla ricostruzione di un gruppo attorno al consigliere comunale Ezio Roi.

Non un politico di lungo corso, ma un cittadino da tempo impegnato sui temi locali. Perché ora, in uno dei momenti più complessi per i 5 Stelle, questa scelta?
“È una scelta concreta, perché sono un sostenitore della Democrazia dal basso, da sempre. In passato, ho fatto mia e sostenuto la filosofia politica di Marino, nella sua – purtroppo breve – primavera all’interno del Pd. Tuttavia, l’unico ambiente in cui si è sviluppato il seme di questa Democrazia è quello del M5s. Certo, a volte l’entusiasmo ha fatto perdere l’obiettivo finale, ma in una democrazia ingessata come quella italiana, è proprio qui che vedo l’unica strada percorribile”.

E allora ecco le Parlamentarie…
“il Movimento affida ai propri iscritti il potere di scegliere da chi farsi rappresentare. Non solo. I candidati dovranno rappresentare realmente i propri territori. A questo aggiungo l’importanza del limite dei due mandati. Vero è che si perdono competenze, ma la rotazione in ambito politico dovrebbe essere obbligatoria per portare nuova linfa e nuovi stimoli, mentre vediamo ormai da troppi anni il balletto dei soliti volti, da destra a sinistra. Inoltre, stiamo assistendo a spettacolucci di bassa lega, in cui il Pd si contorce per trovare alleati e poltrone per tutti, avendo completamente perso di vista i programmi concreti, e il tandem Calenda-Renzi rinnega accordi, accordicchi e parole spese solo qualche giorno prima. In questo avvilente scenario, la speranza concreta è il M5s: questa è democrazia, è vera rappresentanza ed è quindi un valore importante”.

Parlaci del percorso che ti ha portato a questa decisione.
“Questa è una bella domanda. A Imola, il Movimento sta attraversando un momento di rifondazione, grazie al lavoro di Ezio Roi. Abbiamo elaborato gli errori fatti, trasformandoli in esperienza per fare ancora meglio. Non è stato facile, perché la ferita è ancora aperta. In questa fase, il rovinoso precipitarsi della situazione politica nazionale ci ha costretto a individuare rapidamente due candidature. Abbiamo l’obbligo di essere presenti per rispettare i 2.257 cittadini che ci hanno accordato la fiducia alle Comunali del 2020. Il nome della Lorenza D’Amato è emerso forte, per la candidatura alla Camera, mentre per il Senato si è acceso un bel confronto. Il nome condiviso da tutti era proprio quello di Roi, ovvero colui che più di tutti oggi rappresenta il Movimento 5 stelle imolese. Invece Ezio, ancora una volta, ha voluto dare un esempio di coerenza politica e di responsabilità, spiegando che preferiva rimanere consigliere comunale, nel pieno rispetto dell’impegno preso con gli elettori imolesi. A quel punto è stato condiviso il mio nome ed eccomi qua. Imola c’è, l’entusiasmo pure, e da qui parte la nostra nuova sfida per questa Democrazia”.

Cosa trovi nel Movimento che non è negli altri partiti?
“Trovo la vera Democrazia dal basso e trovo Giuseppe Conte. A mio parere, il Conte II è stato uno dei migliori governi degli ultimi 30 anni. L’attenzione alle persone che hanno bisogno di uno Stato forte e presente, al mondo del lavoro, della scuola e la transizione ecologica non possono non attenzionare l’elettorato progressista. Aggiungo: il successo del Recovery Plan e la posizione di non sudditanza nel contesto internazionale, sono la cifra di questo uomo politico scoperto dal Movimento. Non ultimo, pensando ai vari leader, tutti professionisti della politica retribuiti da decenni dai cittadini, Giuseppe Conte si distingue ancora una volta perché ha una professionalità propria”.

Quali le tue speranze personali e quali quelle per il voto del 25?
“Non ho speranze, ma certezze perché abbiamo già vinto. In questi giorni, si sono riaccesi i riflettori dei media sul Movimento 5 Stelle Imola. Si parla di Lorenza e Mario, ovvero si parla del Movimento. Questo è l’obiettivo. Ci siamo, siamo qui, siamo presenti per chi crede in noi e per invitare chi si è trincerato nel non voto a tornare alle urne per darci fiducia. Non siamo qui solo per promettere, ma per fare vedere quanto concretamente fatto durante i Governi Conte. Non voglio fare la lista della spesa, ma con il Decreto Dignità abbiamo recuperato in parte le storture del Job Act, con il Bonus 110% abbiamo rilanciato l’economia del paese tutelando l’ambiente e a chi, sbagliando, lancia anatemi sulle truffe ricordiamo che sono pochissime e che le vere truffe sono legate al Bonus Facciate, non fatto da Conte, ma da un adepto dell’Agenda Draghi. Stavamo pure lavorando per ridurre l’evasione fiscale, ma trovare alleati su questo punto è veramente dura. Senza dimenticare la Riforma Bonafede (applaudita dall’Europa), purtroppo in parte ridimensionata dalla Riforma Cartabia (criticata, invece, dall’Europa).
Per il 25 mi aspetto un riposizionamento attorno al 15%. Dopo l’accordo Letta-Calenda pensavo al 20% perché mi rifiutavo di credere che tanti elettori del Pd (la base è ormai l’unico soggetto valido rimasto) fossero pronti a votare personaggi come la Gelmini che ha devastato la scuola pubblica (ricordo le manifestazioni di piazza del Pd contro di lei), ma nel giro di una settimana le alleanze sono nuovamente cambiate. Penso che, purtroppo, Letta abbia trasformato il Pd in un partito di Navigator, ovvero un’agenzia di somministrazione lavoro per i Di Maio, Carfagna e professionisti vari”.

(Valerio Zanotti)