Bologna In questa prima parte dell’estate 2022 il comparto turistico prosegue il recupero delle perdite causate dalla pandemia, nonostante il persistere di rischi per l’economia causati dal protrarsi della guerra in Ucraina, dall’inflazione e dalle tensioni sui prezzi delle materie prime e dell’energia.

Una spiaggia (Foto di Gianni Crestani da Pixabay)

Negli ultimi 30 giorni le province della riviera adriatica, dalla spiccata propensione turistica estiva, mostrano un completo recupero delle affluenze nei negozi e luoghi di ricreazione di Rimini (+45,8%), Ravenna (+20,6%), Forlì-Cesena (+6,3%) e Ferrara (+1,2%).

“Finalmente un po’ di respiro per un settore che è stato tra i più penalizzati dalla pandemia. I dati dell’analisi del nostro Centro studi ci dicono che il comparto turistico continua a recuperare le perdite degli ultimi due anni – afferma Davide Servadei, presidente di Confartigianato Emilia Romagna . Complice il bel tempo che da mesi splende in gran parte del Paese, le spiagge della riviera adriatica, l’Appennino, le città d’arte e i borghi emiliano romagnoli sono meta di tanti turisti. Devo anche sottolineare lo sforzo di amministrazione comunali, associazioni, Pro loco, che per questo 2022 hanno messo in cantiere tantissimi eventi di grande qualità. Ciò dimostra che l’Italia deve puntare sempre di più sul turismo come settore dell’economia che può portare grandi benefici a tutto il Paese. In questo contesto il mondo della micro, piccola, media impresa e dell’artigianato in tutti suoi aspetti sono un baluardo che con la loro presenza garantiscono qualità dei prodotti e dei servizi”.

Gli ultimi dati a luglio 2022 mostrano che la dinamica giornaliera dei flussi di frequentazione di negozi e luoghi di ricreazione si avvicina ai livelli pre-crisi (-2,5%), mentre i flussi verso gli hub di trasporto segnano un più limitato -5,2%.

L’artigianato nei settori interessati dalla domanda turistica

La spesa dei viaggiatori stranieri che visitano il Nord-Est Italia si concentra per il 41,1% in alloggio mentre il restante 58,9%, pari a 3,8 miliardi di euro, comprende trasporti passeggeri (fornito da residenti sul territorio nazionale), ristorazione e acquisti di prodotti artigianali e del made in Italy. Nel complesso si tratta di un paniere di beni e servizi per i quali la qualità fa la differenza, consolidando l’elevata reputazione dell’offerta turistica italiana.

Le imprese artigiane sono attori primari in questo segmento di attività: alla fine del primo trimestre 2022 le imprese artigiane attive in attività interessate dalla domanda turistica sono 17.008, pari al 13,6% dell’artigianato totale. A livello provinciale l’artigianato a vocazione turistica con più alte incidenze sul totale dell’artigianato del territorio si osserva a Rimini (17,4%) e Bologna (15,1%).

Le difficoltà

Continua a preoccupare la difficoltà di reperimento delle figure professionali. A luglio 2022 sono i cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici le figure professionali più ricercate in Emilia-Romagna. Trend in crescita anche per altre figure professionali legate al settore del turismo, come gli addetti all’accoglienza, informazione e assistenza della clientela.

Turismo estivo

Nel triennio 2019-2021 in Emilia-Romagna le presenze ad agosto sono state il 27,9% del totale (superiore al 24,5% medio nazionale) e nell’ultimo anno 2021 i mesi estivi di luglio, agosto e settembre hanno concentrato il 64,8% delle presenze turistiche. Gli ultimi dati disponibili sul turismo riferiti all’anno 2021 indicano per l’Emilia-Romagna quasi 31 milioni di presenze, che la posizionano 4º nella classifica nazionale dopo Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana.