Imola. Special Olympics, ancora piuttosto sconosciuta a livello territoriale e in generale nella regione Emilia-Romagna, è una realtà riconosciuta a livello mondiale. Si distingue per l’adozione di un programma che coinvolge più di quattro milioni di famiglie di atleti con disabilità intellettiva che si sperimentano ogni giorno in più di 32 discipline sportive differenti in oltre 170 paesi nel mondo.
Tutto ha avuto inizio negli anni ’50/60, quando Eunice Kennedy Shriver osservò come le persone con disabilità intellettiva venivano trattate ingiustamente. Aveva anche osservato che molti bambini con disabilità intellettiva non avevano nemmeno un posto in cui giocare.
Riuscì a convincere suo fratello John Fitzgerald Kennedy, che nel frattempo era diventato presidente degli Usa, a promuovere la nascita di associazioni che si occupassero di bambini con problemi simili a quelli della loro sorella disabile Rosemary e nel 1968 Eunice Kennedy Shriver fondò Special Olympics.
Special Olympics utilizza lo sport come mezzo per una piena inclusione nella società delle persone con disabilità intellettiva, attraverso l’organizzazione di allenamenti, competizioni atletiche ed eventi sportivi.

Un momento di Sport senza barriere


La missione di Special Olympics è quella di offrire l’opportunità di allenarsi e gareggiare in una varietà di sport olimpici a bambini ed adulti con disabilità intellettiva e partner (atleti senza disabilità intellettiva) durante tutto il corso dell’anno.
Ciò consente loro di sviluppare ed accrescere il proprio benessere fisico, dimostrare coraggio, sperimentare la gioia di partecipare in un clima di scambio continuo ed in un ambiente protetto. Si mettono in campo le abilità, si stringono amicizie con altri atleti, si vivono esperienze uniche assieme ai tecnici, ai volontari, ai propri familiari e a tutta la comunità.
Ora Special Olympics arriva finalmente a Imola Questo come si traduce concretamente sul nostro territorio di Imola? Che prospettive ci sono per i nostri atleti?
Quali vantaggi ci sono nella nascita di un Team che possa a tutti gli effetti essere trampolino di lancio verso un nuovo modo di concepire l’inclusione sportiva e sociale?
Al momento la nascita del Team è affiliata alla Ssd SportUp di Imola e troverà lo spazio per gli allenamenti del Team all’interno del complesso sportivo “Enrico Gualandi” di via Ortignola.
Essere parte di questa società sportiva è per tutti un grande vantaggio rispetto ad altre realtà nascenti per diversi
motivi:
1) consente alla squadra di avere una “casa” e una base nella quale riconoscersi e da cui partire, che possa tutelare la delicatezza delle esigenze speciali che quotidianamente ci troviamo ad affrontare attraverso l’accoglienza che da anni sperimentiamo in questi impianti sportivi e che possa sostenere i nostri atleti con interesse e partecipazione accompagnandoli in questo nuovo step di crescita del loro percorso
2) crea la possibilità di allenarsi in spazi e orari consoni, grazie ad uno spazio riservato e al contempo condiviso con coetanei, famiglie e utenti della piscina in una realtà che porterà una nuova visione dello sport per persone con fragilità intellettiva arricchendo chiunque desidererà incontrare i nostri atleti nelle loro ore di allenamento e preparazione alle gare
3) ha un vantaggio economico importante per i familiari che non devono sostenere spese di tesseramento per l’iscrizione degli atleti (essendo tesserati con Uisp che ha già una convenzione nazionale Special Olympics), ma solo il costo degli allenamenti e dello spazio acqua occupati.
Nella pratica di gara i regolamenti dell’attività motoria e sportiva utilizzati dal Programma Special Olympics sono stati adeguatamente adattati alle abilità speciali differenti che le persone con disabilità
intellettiva possono presentare.

Rispetto alle altre organizzazioni sportive:

1) Le opportunità sportive sono per tutti i livelli di abilità (es. non è necessario saper nuotare con uno stile completo perché vi sono gare come i 10 metri assistiti che permettono a tutti di poter partecipare con le loro abilità)
2) Le divisioni consentono competizioni eque (i ragazzi nella gare partono in batterie con altri atleti che hanno il loro stesso tempo e abilità)
3) Le premiazioni sono per tutti gli atleti partecipanti e non solo per i primi tre classificati (per permettere a tutti di vincere, riconoscere le loro vere abilità ma soprattutto rinforzare e dare valore all’impegno e alle sfide affrontate per acquisire le competenze necessarie per ottenere quel risultato).
L’attività sportiva consente di ottenere benefici a livello fisico, psicologico e cognitivo; questo vale per tutti e a maggior ragione per le persone con disabilità intellettiva. Ciò che viene valorizzato è il percorso che la persona affronta per ottenere il risultato che si concretizza nella gara.
Come per ogni atleta, il suo valore e l’esito della competizione dipendono da ore e ore di allenamenti che nel caso dei ragazzi disabili si traduce spesso nell’abbracciare sfide enormi non solo per migliorare la tecnica, ma anche per acquisire nuove risorse relazionali, nuove autonomie e nuove competenze di gestione emotiva e comportamentale.
Un vero e proprio lavoro a 360° che rende quindi evidente il valore aggiunto e il potenziale di crescita.