Non vi sarà passato inosservato il fatto che in alcuni supermercati o in altri centri di spesa dove vi recate di vostra preferenza non sono presenti, o scarseggiano, le bottiglie di acqua minerale frizzante. Non è questa l’occasione e tanto meno il luogo dove iniziare una discussione circa l’opportunità o meno di bere acqua addizionata di anidride carbonica: più volte ci è stato raccomandato di non bere bevande addizionate di CO2, di preferire la preziosa acqua che (per il momento) fuoriesce dal rubinetto di casa spesso più controllata delle costose bottiglie in un litro e mezzo che promettono miracoli alla salute, alla nostra digestione e persino alla nostra bellezza (!), ma la libera scelta (compresa quella di farsi del male) deve essere appannaggio di ciascuno di noi.

Occorre però riflettere sul perché di questa scomparsa o di questa carenza. La risposta è molto semplice: l’anidride carbonica (la CO2 che si manifesta nelle gioiose bollicine che tanto stuzzicano il nostro palato) scarseggia e, se le cose continueranno in questo modo, finirà per non essere più reperibile.

Un’ azienda nel vicino ferrarese ha sospeso la produzione di CO2: si tratta di un’azienda tra le maggiori presenti sul mercato italiano e l’unica, in campo nazionale, che produce ammoniaca e volete conoscerne la ragione? Il prezzo del gas metano ha raggiunto livelli tali da non consentire oltre equilibrio di bilancio, cioè di mantenere la corretta proporzione tra costi e possibilità di ricavo.

Da più parti si è fatta presente l’opportunità di intervenire al fine di calmierare la crescita del prezzo del metano (materia fondamentale per molti settori di produzione e particolarmente per l’energia elettrica, ma la levata di scudi è stata immediata: “… non si può intervenire senza incidere sulla libertà e il diritto d’impresa”. Tuttavia, fateci caso, nell’attuale vivacissima campagna elettorale, l’argomento non riceve alcuna attenzione mentre il prezzo dei combustibili fossili risulta essere (e lo sarà ancora per molti anni a venire) di fondamentale importanza per la correttezza dei parametri economici a livello nazionale.

A causa (principalmente) della guerra tra Ucraina e Russia, le forniture di gas naturale sono fortemente diminuite e, stando alla legge della domanda e dell’offerta, i prezzi hanno lievitato. Naturalmente la possibilità di intervento può diversificarsi, ma vediamone due esempi: in Italia si inseriscono voci “dare in bilancio” per sovvenzionare i poveri cittadini che vedono salire alle stelle le bollette energetiche di casa, mentre nella non lontana Germania si è intervenuti immediatamente “statalizzando” le imprese che gestiscono l’acquisto e la distribuzione del gas. Colà deve essere scomparso il diritto d’impresa oppure si è valutato opportuno statalizzare la gestione dei beni di fondamentale importanza per lo stato stesso. Dalle nostre parti, alcuni anni fa, risultò vincente il “Sì” che chiedeva di rendere unicamente pubblica la gestione dell’acqua potabile: completamente e vergognosamente ignorato. Anche in questo caso si andava a ledere il diritto d’impresa …?

Vuoi vedere che tra un po’ anche l’acqua … Ci attende il peggio!

(Mauro Magnani)