Imola. Segna “Bel tempo” la lancetta del barometro appena ‘tornato a casa’, nel palazzo comunale, sotto il portico dell’ex bar Bacchilega, in pieno centro storico. Nel tardo pomeriggio del 24 agosto, infatti, la restauratrice fiorentina Anna Giatti, a cui il Comune ha affidato l’incarico del lavoro, lo ha rimontato al suo posto, al termine dell’intervento. Il barometro era stato smontato nell’aprile scorso, per avviarne il restauro e la messa in funzione. Il lavoro è consistito nell’apertura dello strumento, nella pulizia dalla polvere e da altri corpi estranei, nel trattamento delle parti ancora funzionanti con un prodotto antiossidante, rispettoso del materiale. Il vetro originale è stato lucidato e molato leggermente per togliere i graffi.

“Non ci sono stati particolari problemi nella pulitura dei pezzi che costituiscono lo strumento. Sicuramente l’operazione più complessa è stata quella della registrazione e della taratura del barometro affinché possa percepire correttamente le variazioni atmosferiche, pur con approssimazione perché siamo in presenza di uno strumento antico che non corrisponde ai nostri attuali parametri. Altro passaggio non complesso ma sicuramente delicato, è stato quello della molatura del vetro di copertura: essendo un vetro antico presentava fragilità e quindi l’operazione, che pure deve avere una certa forza, poteva causare problemi” spiega Anna Giatti.

Va detto che un barometro storico non ha, ovviamente, le capacità di predizione metereologica attuale ma, appunto per questo, va conservato nella sua storicità: non si pretende da un oggetto storico che sia preciso al millimetro ma se ne apprezza la qualità e si storicizza la sua funzione.

Il barometro storico e la sua restauratrice Anna Giani

Un barometro di pregio – “Il barometro del palazzo comunale è uno strumento realizzato ad inizio Novecento e con ogni probabilità è stato montato nella sede della piazza indicativamente fra il 1905 e il 1910: sono comunque in corso ricerche per verificare la data esatta della sua costruzione e della sua collocazione”, racconta Oriana Orsi, storica dell’arte dei Musei civici di Imola, che ha seguito il progetto di restauro. “A realizzare il barometro – aggiunge Oriana Orsi – è stata la ditta Pietro Sbisà di Firenze, specializzata nella produzione di strumenti scientifici ottici: cannocchiali, telescopi, lenti e via dicendo, fondata nel 1896, con sede in piazza della Signoria, a Firenze. Si tratta quindi di un oggetto di pregio, che porta un marchio conosciuto internazionalmente. Da molti anni non era più funzionante e versava in condizioni precarie per via dello sporco, delle ossidazioni delle parti metalliche e dei segni vandalici sul vetro che copre il quadrante”.

Proprio per le sue caratteristiche di pregio, il restauro del barometro è stato affidato ad Anna Giatti, restauratrice fiorentina, specializzata in strumenti scientifici, accreditata nell’elenco dei restauratori professionisti del Ministero della Cultura, che è stata seguita nel lavoro dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici che ha dato il nulla osta all’esecuzione del restauro. E vista la particolarità e delicatezza dell’intervento, per il suo restauro sono serviti alcuni mesi.

Soddisfazione per il rimontaggio del barometro, dopo il restauro, è stata espressa dal sindaco Marco Panieri, che sottolinea: “Il barometro del portico è un oggetto importante, identitario della città e dei suoi abitanti, una sorta di “cuore meteorologico” accanto al quale chi viene in piazza si ferma a parlare e spesso gli regala uno sguardo. Per questo, ci siamo dati l’obiettivo di un suo restauro per riconsegnarlo funzionante allo sguardo di chi si ferma sotto il portico, proprio all’incrocio fra il cardo e il decumano, nel cuore della città”.