Dopo lo stallo dovuto a restrizioni e lockdown, il turismo riparte a livello internazionale con effetti estremamente positivi sull’industria italiana. Una buona notizia per chi ha un’agenzia viaggi e, più in generale, per tutte le realtà che operano nel turismo e che nei mesi passati hanno visto concretizzarsi il rischio di un completo crollo del settore a livello mondiale.

Dallo scorso aprile si registra un trend positivo sia nelle destinazioni di mare che nelle località turistiche di montagna e nelle città d’arte. Le prenotazioni arrivano non solo da italiani, ma anche da turisti stranieri, con una forte presenza di americani. Questi ultimi rappresentano un target particolarmente rilevante, perché risultano i turisti con la maggiore propensione a spendere nel Belpaese.

Stando ad uno studio di Confcommercio, nel periodo compreso tra giugno e settembre i turisti stranieri in Italia spenderanno 17 miliardi di euro. Di questi oltre 2,1 miliardi sarebbero da attribuire al pubblico americano. Un incremento del 20% rispetto ai valori registrati nel 2019, ottenuto anche in virtù di un cambio euro-dollaro più favorevole per i turisti d’oltreoceano.

Positivi i dati sull’affluenza: i soli turisti americani fanno registrare 4,4 milioni di presenze nelle strutture ricettive nel periodo compreso tra luglio e settembre. Un dato che conferma il ritorno ai livelli pre-Covid.

La ripartenza del turismo straniero verso l’Italia riguarda anche l’Europa, con un netto avvicinamento ai dati registrati nel 2019. Nel periodo giugno-settembre la Spagna dovrebbe ritornare ai valori pre-Covid, con un milione di passeggeri.

Anche il Regno Unito procede verso i livelli del 2019, recuperando mese per mese. Per il quadrimestre estivo si stimano arrivi con passeggeri dal 16% al 6% in meno rispetto all’affluenza pre-pandemica. Le previsioni parlano di un mercato da poco meno di 2 milioni di arrivi nel periodo estivo, che prima del Covid aveva fatto registrare un trend positivo, specie per quanto riguarda le regioni del Centro e Sud Italia.

Riparte con più calma il turismo tedesco. I viaggiatori che arrivano in Italia in aereo sono il 27% in meno rispetto a luglio 2019, mese cruciale per questo segmento del mercato vacanziero. Questo trend negativo si riflette anche nelle previsioni per il mese di settembre, per cui si stima un -18% degli arrivi rispetto al periodo precedente le restrizioni.

I dati sul turismo tedesco potrebbero risultare preoccupanti se si considera che questo è il maggiore mercato di incoming per il nostro Paese (poco meno di 7,5 milioni di arrivi tra giugno e settembre). Tuttavia, nell’analisi è necessario valutare anche l’effettiva incidenza del trasporto aereo, scelto solo dal 50% dei teutonici che si spostano verso l’Italia.

Non stupisce quindi che ci sia un incremento di presenze nelle destinazioni facilmente raggiungibili in auto dalla Germania, con particolare riferimento al Nord-Est e alle aree del Centro-Nord Adriatico. Numeri più bassi al Sud e nelle Isole.