La capacità di rinnovare anche con prodotti televisivi storici come Sanremo, per attrarre spettatori più giovani, si è interrotta a causa di un adattamento troppo di continuità col passato finendo per aggiungere format di “leggerezza” come Il Cantante Mascherato, Ballando con le Stelle, L’Isola dei Famosi oppure Amici, desiderio (sbagliato) di un’offerta soft in tempi peraltro complessi.

Sempre sugli scudi (purtroppo) i talk show dove gli esperti di tutto (cioè di nulla) fanno quel bullismo psicologico che somiglia tanto alle dispute da osteria ed è forse per questo motivo che tanti studiosi giustamente si rifiutano di partecipare a queste kermesse dove si mescolano solo ipotesi e propaganda.

Televisione (Foto di Vidmir Raic da Pixabay)

TV perciò “ordigno bellico” da manipolare con cura e da tenere, come direbbe sarcasticamente qualcuno, fuori dalla portata dei bambini? Può darsi perché sembra quasi che se un evento non viene trasmesso dalla televisione è come se non sia accaduto, a New York come a Genova nei giorni del G8.

Infatti sarà sempre il crollo delle due torri a prevalere sullo scempio dei corpi dilaniati, la TV non ci fa vedere quella che è la tragica natura dell’attacco terroristico ma solo la sua perfetta esecuzione. Così come sarà sempre il black block l’individuo, l’eroe che agisce da solo forte del suo diritto di ribellione e i poliziotti gli oppressori chiusi in una armatura da guerre stellari che agitano manganelli dal valore simbolico di un passato inenarrabile.

Un difetto questo pericolosamente ricorrente della TV, che è quello di far credere che esibirsi platealmente sia una strategia vincente e da seguire, invece alla lunga quando si tratta di idee sbagliate o falsità tutto ciò non paga, ma ci vuole tempo perché questa cultura scompaia e una falsa idea svanisca.

La linea dell’informazione meteo-climatica è invece ancora all’anno zero malgrado i tulipani che in Finlandia fioriscono a marzo, gli orsi in Russia che non vanno più in letargo e i tornado in Pianura Padana.

Inascoltate d’altronde le dichiarazioni e allarmismi di gran parte degli scienziati, che sono sempre stati convinti della gravità della situazione ambientale mondiale, che da decenni dichiarano invano che ci sarebbe stato il 99% di probabilità sulle previsioni di un catastrofico global change, che poi si è materializzato con conseguenze nefaste.

Perché l’habitat è diventato così inabitabile? Perché da troppo tempo ci comportiamo da terrestri maldestri. La Terra è malata? Si ma non è grave. Siamo in troppi? C’è posto per tutti. Manca l’acqua? Provvederemo. C’è la fame? Si c’è, ma solo perché il cibo è mal distribuito. Lo Smog? Ci abitueremo, niente paura, siamo terrestri da millenni e siamo ancora quà a dispetto di tante altre creature più grosse di noi che si sono estinte! Una miriade di idee sbagliate, come quella che se è vero che lo sviluppo tecnologico di cui godiamo ha fatto danni, questi danni può risolverli.

Più presto a dirlo che a farlo risolvere infatti i danni causati da tecnologia e soprattutto sovrapopolazione, ossia troppi abitanti e se non per quanti siamo, sicuramente per quanto consumiamo, i troppi sono troppi.

Compartecipe dei nostri guai è stata anche la globalizzazione che avrebbe dovuto portare benefici, ma che invece sta mostrando oggi la sua faccia più oscura perché una globalizzazione giusta avrebbe dovuto migliorare la vita di tutti o almeno di quasi tutti, ma non è successo.

Anche a ciò sarebbe necessario porre rimedio, e la TV può far tanto informando delle tante possibilità per migliorare la qualità della vita, iniziando ad esempio dall’eliminazione dei brevetti che impediscono l’accesso a prezzi abbordabili ai farmaci salvavita oppure creando un meccanismo per ristrutturare debiti ingestibili, come ad esempio quelli di un Paese come il nostro, che soffoca ripresa economica e benessere.

(Giuseppe Vassura)