Spett. redazione,
dopo tante (vuote) chiacchiere spese in consiglio comunale a Imola dall’assessore all’Istruzione e al Diritto allo studio, nonché vicesindaco Castellari, sulla difesa dei diritti degli alunni più fragili, quelli bisognosi di assistenza e supporto educativo competente, scopriamo che al Comune non importa niente né dei bambini né dei lavoratori e men che meno della qualità del servizio educativo: la gara l’ha vinta chi ha fatto l’offerta economica più bassa.

Un consorzio di cooperative che opera a livello nazionale in tanti ambiti (sanità, cultura, ecc) dunque non specializzato nei servizi educativi che ha avuto, in varie realtà territoriali, diverse traversie con i dipendenti.

Il libero mercato ha le sue regole, ma in ambiti così delicati, in cui si affidano agli educatori i propri bambini, l’aspetto economico non dovrebbe avere la meglio, travolgendo il criterio principe della qualità del servizio.

Perché delle due l’una: o fino ad oggi abbiamo pagato troppo un servizio educativo non all’altezza, oppure l’Amministrazione non ha saputo scrivere il bando di gara.

Crediamo, a ragione, che la risposta giusta sia la seconda, e la responsabilità è ancor più grave, visto che l’Anac, ma anche la Città Metropolitana, avevano addirittura fornito delle linee guida per la redazione dei bandi in cui si sollecitava l’adozione di criteri di qualità in grado di non far prevalere il criterio del prezzo più basso ed evitare gli effetti distorsivi dei grandi ribassi. Indicazioni che il Circondario non ha correttamente applicato, forse dimenticandosi di verificare se il prezzo offerto e quindi le retribuzioni dei lavoratori del settore fossero in linea con i minimi ministeriali, e che infatti hanno determinato il travolgimento della qualità a favore del prezzo ridotto.

Così ci siamo ritrovati con l’esito paradossale per cui non avremo il candidato con il maggior punteggio sulla qualità del servizio, ma quello che farà spendere meno all’Amministrazione.

Un risultato da mani nei capelli, che probabilmente nemmeno l’Amministrazione si aspettava e che è il frutto di un gravissimo errore tecnico e politico, le cui conseguenze le pagheremo noi, i nostri bambini e i lavoratori.

Un altro boomerang di questa Amministrazione.

(Marinella Vella – Lista Cappello)