Imola. Un bando di gara, quello dei servizi educativi del Comune, che ha generato molte polemiche. Infatti è inaspettatamente cambiato il gestore: non più le coop “istituzionali” Solco e Seacoop che da circa trent’anni gestivano il servizio, ma le coop In Cammino e Ancora. In teoria un cambio della guardia indolore, in realtà la novità ha provocato molto malcontento fra i lavoratori delle coop imolesi, i genitori dei bambini e parecchi cittadini.

L’Alleanza delle Cooperative Italiane – Imola intende porre l’attenzione sugli esiti della gara d’appalto relativa ai servizi educativi, assistenziali e di mediazione scolastica del Nuovo Circondario Imolese.
“A riguardo si ritiene di dover sollevare una questione che inerisce ad un elemento di forte interesse per l’intera comunità: la qualità di servizi che rappresentano un pezzo importante del welfare territoriale, sostenendo le esigenze di centinaia di famiglie sul territorio, oltre che la qualità e la dignità del lavoro sociale. A preoccupare è il metodo applicato per le aggiudicazioni di servizi. Nel determinare l’esito della gara in oggetto infatti è l’elemento del prezzo ad incidere in modo decisivo, ribaltando la valutazione sulla qualità nel quale le cooperative del territorio risultavano ampiamente in vantaggio, rispetto alle aziende aggiudicatarie in alcuni dei lotti. La gara attribuisce 80 punti alla qualità, ma la formula utilizzata  per la valutazione della componete economica amplifica l’effetto del ribasso, premiando in modo difficilmente recuperabile chi offre lo sconto maggiore sulla base d’asta. Una base d’asta che a confronto con quella di altre gare simili su altri comuni della Città metropolitana risulta addirittura più bassa.
Non siamo di fronte ad un fenomeno nuovo e purtroppo nemmeno isolato. L’utilizzo di questo tipo di formule è riscontrabile in tante gare uscite negli ultimi mesi in svariati comuni del bolognese”.

“Tale scelta – spiega l’Alleanza – non rispetta lo spirito e la lettera del Protocollo Appalti, firmato nel 2019, su forte stimolo del mondo cooperativo, tra Comune di Bologna, Città Metropolitana e parti sociali. Tale protocollo stabilisce che il bando di gara nel disciplinare i criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa debba “utilizzare formule che facciano prevalere in modo significativo la qualità della proposta progettuale del proponente sul solo prezzo”. Tale scelta – si motiva di seguito – è necessaria ad “evitare effetti distorsivi che limitino la competizione, in particolare al fattore del massimo ribasso”. Il Protocollo è tra l’altro in linea con lo spirito delle indicazioni dell’Anac per l’affidamento dei servizi sociali.

Quando poi si tratta, come nel caso in oggetto, di appalti relativi ad attività ad alta intensità di manodopera, è consistente il rischio che un forte ribasso sul prezzo finisca per tradursi nella mancata valorizzazione del lavoro del personale impiegato, che è parte consistente del costo complessivo del servizio.

Oltre alla perplessità per il metodo applicato nell’assegnazione della gara in oggetto, si aggiunge il timore che da parte delle Istituzioni si attenui l’attenzione (nei fatti e non a parole) a valorizzare il criterio della qualità dei servizi offerti al territorio, che è invece è stata forte in questi anni.

L’Alleanza delle Cooperative di Imola concorda sullo sforzo che le Istituzioni, le imprese e soggetti economici e sociali stanno facendo per valorizzare e promuovere a vari livelli il territorio nelle sue tipicità, nei suoi prodotti e servizi. “In questo territorio parte significativo di questo sforzo è portato avanti anche da tantissime cooperative che hanno fatto dell’appartenenza al territorio del Circondario imolese un fattore di qualità e di successo. Anche il welfare costruito in questi anni fa parte delle eccellenze che la comunità esprime. Ci preme sottolineare anche la problematicità che si verrà a creare, e in parte si sta già creando, per il fatto che circa trecento lavoratori si troveranno in pochissimi giorni nella condizione di scegliere tra due opzioni. Ciascun lavoratore dovrà decidere se rimanere nella sua attuale cooperativa, dove spesso è anche socio e dove da anni si sta reciprocamente investendo nella sua professionalità o accettare l’offerta di lavoro della cooperativa subentrante, alla quale non è legato se non dall’opportunità di continuare un lavoro. Se prende piede la logica di premiare il maggior ribasso questa rischia di non essere l’ultima volta”.

Anche gli istituti scolastici potrebbero subire la scelta che gli operatori faranno. “Potrebbero essere costretti a rinunciare a professionisti che da anni lavorano con loro oppure potrebbero mantenerne una parte, ma con una organizzazione di supporto diversa da quella collaudata con successo nei decenni passati (elemento che crediamo sia dimostrato dal maggior punteggio ottenuto sulla qualità in sede di gara dalle cooperative locali), non in rete nel territorio e comunque tutta da provare”.

Il tema del disagio per le famiglie e dei minori fragili è fondamentale per l’Alleanza delle Cooperative di Imola ed è il principale, perché il servizio oggetto di gara è pensato per loro. “Tale aspetto è collegato ai due punti precedenti. Il disagio che vivono è chiaro; ci sono educatori che per anni hanno seguito i loro figli e potrebbero non esercitare più questo servizio. Pensiamo però che sarebbe improprio contrapporre due parti deboli e due diritti: la possibilità di ricevere un buon servizio e contemporaneamente un buon lavoro in una buona organizzazione dovrebbero andare insieme”.

La decisione di bandire una gara “che, in ultima istanza, premia il prezzo rappresenta una scelta dell’Amministrazione e non un obbligo dettato da qualche norma ed ha creato le condizioni del cambio di gestione proprio a ridosso della partenza della scuola”.