Imola. Sulla vicenda del bando per i servizi educativi, vinto dopo circa trent’anni da cooperative non prettamente del territorio imolese, interviene anche Imola Futuro (presidente Giuseppina Brienza, ndr) che è una forza del centrosinistra che alle ultime elezioni amministrative non è riuscita a eleggere nemmeno un consigliere comunale.

Giuseppina Brienza, presidente di Imola Futuro

Siamo consapevoli che le gare di appalto si devono fare e sappiamo che le stesse possono essere vinte anche da cooperative non territoriali – comincia la lista di centrosinistra -. A nostro avviso, i criteri adottati dal bando devono indiscutibilmente tutelare la continuità dei servizi e la loro qualità, oltre che un sistema territoriale di alto livello come quello che Imola ha e, non ultimo, criterio importantissimo, accertarsi che il costo relativo alla retribuzione dei lavoratori sia in regola con i minimi ministeriali. Chiediamo, quindi, perché la commissione tecnica della centrale di committenza circondariale abbia adottato un sistema che attribuisce sì 80 punti alla qualità, ma che utilizza poi una formula che amplifica la
componente economica del 20% che aumenta l’effetto al ribasso. Questo criterio ha fatto saltare l’intento che vorrebbe premiare la qualità del servizio, premiando invece, inevitabilmente, il prezzo minore. Inoltre, perché non è state presa in considerazione la possibilità di utilizzare la linea guida per la redazione dei bandi della Città metropolitana di Bologna che, proprio per evitare delle distorsioni economiche peggiorative, ha caldamente consigliato di spostare il punteggio di attribuzione 80 – 20 a 90 – 10, ovvero 90% alla qualità e 10% al ribasso economico?”.

“Riteniamo quindi – conclude Imola Futuro – che quanto successo sia, invece, frutto di un errore tecnico molto grave che ha coinvolto suo malgrado anche l’amministrazione, un’
amministrazione di centrosinistra che ha sempre avuto a cuore le scuole del proprio territorio e dei servizi educativi e alla persona.
Ciò premesso, chiediamo che l’amministrazione, insieme ai sindacati, tuteli la regolarità dei passaggi e dei contratti lavorativi mantenendoli invariati, che tuteli la qualità del servizio e che intervenga tempestivamente là dove si creino situazioni inadempienti. Chiediamo che le famiglie dei bambini più fragili vengano supportate in questo passaggio e che non subiscano gli ingiusti danni di eventuali disservizi”.

Molto strano, ancora prima di iniziare i servizi si mettono in dubbio le capacità di due coop quali In Cammino e Ancora?