Venezia. Una Sigourney Weaver in forma, che non nasconde l’età, è l’interprete della pellicola vista alla mostra del cinema di Venezia. Il regista del film è il grande protagonista della giornata. Paul Schrader che riceve il Leone d’oro alla carriera e presenta fuori concorso questo suo ultimo film, il crime thriller ‘Master Gardener’, con Joel Edgerton oltre alla Weaver. Impianto classico, con una storia di redenzione e riscatto.

Foto Mostra del cinema di Venezia

Il capo giardiniere del titolo, Narvel Roth (Edgerton) si dedica alla cura dei terreni di una bellissima tenuta e asseconda la sua datrice di lavoro, la ricca vedova Mrs Haverhill (Weaver), carattere deciso e duro.

La donna chiede all’orticoltore di raddrizzare la sua pronipote ribelle e travagliata Maya, rimasta orfana e preda di cattive compagnie, facendola lavorare con sé. La cura della ragazza porterà a galla gli oscuri segreti di un passato violento che l’uomo aveva tentato di nascondere per anni. Presto Roth scopre di dover scegliere tra le due donne: la vedova e la giovane nipote.

Ci sono le tematiche spesso presenti nella filmografia di Schrader, classe 1946, anche sceneggiatore (Taxi driver, Toro scatenato), a partire dal suo film più noto American gigolò, che ha lanciato nel 1980 Richard Gere. La solitudine, l’uomo che sbaglia, il sesso, la violenza, la redenzione e l’amore sono presenti in questa pellicola, dove viene data particolare attenzione alle piante, indicate come metafora delle opportunità che la vita può offrire: il seme che giace anche per centinaia di anni e che, se coltivato nel modo giusto, con cura e amore, si desta e produce mirabili fiori.

Fiori che sbocciano, che rendono sublime un bosco, che possono venire devastati ma poi ritornano ad adornare i giardini. Giardini da dirigere e orientare nella crescita. Ritmo pacato come il carattere del giardiniere, anche nei momenti di tensione. Il film si colloca nel solco delle pellicole medie hollywoodiane, capaci di intrattenere in sala lo spettatore. Applausi contenuti in sala Darsena.

Caterina Grazioli)