Imola. Il Consorzio Blu non ci sta e annuncia di avere “conferito specifico mandato affinché, nell’interesse collettivo e di coloro che rappresentiamo, vengano segnalate all’autorità giudiziaria le condotte finora perpetrate. Non possiamo accettare di essere additati come coloro che comprimono diritti e tutele o non valorizzano il lavoro”.

Continua con toni alti la discussione scatenata dal Bando del Circondario imolese sui Servizi di integrazione scolastica ed educativi. Dopo la presa di posizione degli operatori del territorio imolese, arriva un’ulteriore presa di posizione del Consorzio che ha vinto l’appalto. “Avendo partecipato ad una procedura ad evidenza pubblica nel pieno rispetto delle norme europee e nazionali, ed essendo risultati primi in graduatoria, da giorni siamo oggetto di un’aggressiva campagna denigratoria che quotidianamente si dipana con interventi a più livelli”.

Servizi educativi (Foto di Holly Dornak da Pixabay)

Nei giorni scorsi in un comunicato stampa su carta intestata dell’Alleanza delle Cooperative italiane di Imola viene evidenziato “il rischio che un forte ribasso sul prezzo finisca per tradursi nella mancata valorizzazione del lavoro del personale impiegato, che è parte consistente del costo complessivo del servizio”.

Una dichiarazioni che il Consorzio Blu, che fa parte esso stesso così come la cooperativa assegnataria del servizio all’Aci, contesta apertamente: “Una dichiarazione resa a fronte di un ribasso del 5% e prima che sia stato possibile sottoscrivere anche solo un contratto di lavoro. Del tutto a priori quindi”.

Nel medesimo documento viene inoltre segnalato il problema che avranno i lavoratori che “si troveranno in pochissimi giorni nella condizione di scegliere tra due opzioni”. “La possibilità di scelta è quindi un rischio per i lavoratori e sarebbe stato di maggior tutela per loro non poter scegliere alcunché – si legge nel comunicato -. La preoccupazione è estesa anche agli istituti scolastici ‘che si troveranno a subire la scelta che gli operatori faranno’, come se ciò non appartenesse all’ordinario”.

In merito alla posizione di “alcune organizzazioni sindacali” che in base a quanto riportato dalla stampa avrebbero dichiarato “…di averci messo una pezza…”, “evidentemente l’esito della gara è stato differente rispetto a quanto doveva essere. Una ulteriore sigla – da quanto si apprende – avrebbe invece sostenuto di non aver sottoscritto l’accordo sindacale per evitare ‘accordi capestro’ e/o che i lavoratori fossero costretti ‘a comprare a scatola chiusa’. Il verbale dell’accordo in questione prevede l’impegno formale di Consorzio Blu a mantenere inalterate le condizioni contrattuali in essere, gli scatti di anzianità maturati e maturandi, il monte ore contrattuale, la qualifica ed il livello ricoperti, con recepimento degli accordi territoriali, rinuncia al periodo di prova, garanzia che la sede di lavoro rimanga compresa all’interno del territorio del circondario imolese e senza alcun obbligo di divenire soci della cooperativa. Non è dato sapere cosa dovesse essere maggiormente specificato, né sono state avanzate richieste in tal senso”.

Le condizioni contrattuali dei singoli lavoratori “saranno importate in base a quanto risultante dalle buste paga (le ultime 6), con prevalenza in caso di contrasto fra queste, delle indicazioni relative alla busta paga del mese di giugno 2022. Sembra che il periodo estivo sia stato foriero di numerosissime ‘promozioni’, tali da quadruplicare i lavoratori inquadrati al livello D2 (il più elevato per le figure educative), la cui incidenza sull’organico totale sarebbe passata da circa il 15% (valore indicato in sede di gara) al 60%”.

Il Consorzio non tralascia nemmeno la politica: “Dichiarati europeisti e convinti cosmopoliti rimarcano l’importanza della ‘valorizzazione del territorio’, aspetto in effetti di particolare rilievo nella fattispecie, ove un servizio per la città di Imola dovrebbe essere gestito addirittura da stranieri provenienti da Faenza o Bologna”

Non solo. “Comitati ‘spontanei’ di operatori convocano manifestazioni alle 9.00 del mattino, in coincidenza con l’esordio di parte delle attività educative (evidentemente il pomeriggio non era possibile farlo). Post critici vengono pubblicati sui social – prima che abbia avuto inizio qualsivoglia servizio – per essere ripresi e rilanciati da siti di informazione locale. Messaggi audio con ricostruzioni distorte vengono fatti circolare e inoltrati all’Amministrazione comunale destinataria di ripetute ‘sollecitazioni’ e critiche esplicite per non aver ‘presidiato i tecnici’ con insistenze che l’hanno spinta a dichiarare pubblicamente: ‘… la politica non decide chi partecipa e chi vince’. Pressoché contestualmente alle redazioni locali vengono inviate ‘spontanee’ lettere aperte dagli operatori che dichiarano ‘Dispiace anche sottolineare come su queste gare il risparmio ottenuto dai Comuni corrisponda all’incirca al costo per la riparazione di un paio di buche stradali … una manciata di euro!’. Pertanto il tanto declamato massimo ribasso corrisponde ad una manciata di euro. Perché quindi i lavoratori dovrebbero preoccuparsi? Perché dovrebbero pensare che una manciata di euro possa pregiudicare le loro retribuzioni? E per quale ragione nessuno rammenta che quelle risorse potrebbero essere destinate dall’Amministrazione comunale a potenziare i medesimi servizi? Non possiamo accettare inerti tutto questo. Non possiamo accettare che venga gettato gratuito discredito su chi si è semplicemente attenuto alle regole vigenti. Non possiamo accettare di essere additati come coloro che comprimono diritti e tutele o non valorizzano il lavoro, senza che ciò sia minimamente accaduto o meglio, prima ancora che potesse accadere. Non possiamo accettare il concorso di comportamenti (che non sembrano affatto casuali) che potrebbero incidere sul corretto svolgimento di una gara pubblica turbandone gli esiti. E soprattutto non possiamo accettare condotte che si riverbereranno inevitabilmente sull’utenza, producendo disagi a carico di coloro che devono essere in ogni modo salvaguardati (non con le parole ma con i fatti), rimanendo estranea da dispute e contese di ogni sorta”.

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