Sulla vicenda del nuovo affidamento dei Servizi Educativi al Consorzio Blu, dopo circa trent’anni in cui se ne erano occupati Il Solco e Seacoop, intervengono i sindacati di categoria. Per la Fp Cgil Imola Mirco Sergi e Maurizio Serra, per la Cisl Fp Area Metropolitana Stefano Franceschelli e per la Fisascat Cisl Silvia Balestri.

L’assegnazione dell’appalto sull’inclusione scolastica per il territorio di Imola ad una Società diversa da quelle che hanno gestito il servizio da molti anni a questa parte ha creato un naturale clima di grande apprensione nei lavoratori non coinvolti da cambi appalto da anni che ha portato alla diffusione di notizie che meritano di essere precisate e chiarite.

Funzione pubblica Cgil Imola, Cisl FP Area metropolitana, Fisascat Cisl Amb hanno chiarito fin da subito le criticità che si potevano rilevare nell’aggiudicazione, dove la valutazione della qualità del servizio passa in secondo piano rispetto all’offerta economica: l’Amministrazione ha operato questa scelta non tenendo conto delle Linee Guida formulate dalla Regione Emilia-Romagna. La nostra contrarietà rispetto a un metodo che privilegia la questione economica e non la professionalità degli operatori ha radici lontane.

A partire da questa posizione abbiamo lavorato per garantire le migliori tutele possibili a partire da quelle contrattuali, alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti. Per questo motivo abbiamo sottoscritto dopo una maratona di diverse ore un verbale di accordo con il Consorzio che si è aggiudicato il servizio.

Come previsto da questo verbale, ampiamente discusso durante l’assemblea che si è tenuta il 5 settembre, le lavoratrici/ri mantengono gli stessi livelli retributivi e di inquadramento in essere con i datori di lavoro precedenti, è previsto l’assorbimento dei contratti a termine in cui il rapporto è in essere, nonché la prelazione di quelli che hanno già cessato, oltre ad impegnare il nuovo Datore a garantire il mantenimento della sede di lavoro nel Circondario Imolese, per garantire la continuità educativa e la conciliazione tempi di vita e di lavoro.
Tutto ciò è stato fatto in pochissimo tempo sia per il ritardo nell’assegnazione sia per la volontà di garantire la continuità educativa e assistenziale.

Il verbale sottoscritto obbliga il datore di lavoro a garantire la stessa retribuzione contrariamente a una miriade di voci circolanti che suggeriscono cali di retribuzione e fantomatici spostamenti verso altre sedi di lavoro più o meno lontane.

Si può essere d’accordo o meno sulle modalità di aggiudicazione – situazione che alimenta anche un dibattito politico oltre che sindacale -, ma il lavoro di tutela di queste organizzazioni sindacali non può essere messo in discussione e se lo si fa occorre parlare di merito e non di situazioni fantasiose. Dispiace che non tutte le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto della Cooperazione sociale abbiano sottoscritto il verbale: riteniamo però che la tutela complessiva delle lavoratrici e dei lavoratori debba essere un caposaldo invalicabile. Poi sarà ciascun lavoratore/ice a scegliere con quale datore di lavoro proseguire la propria attività. Tutelare la professionalità di educatrici, educatori, operatori sociosanitari e personale impiegato negli accompagnamenti è l’unico strumento per tutelare l’inclusione scolastica e la qualità del servizio reso.