Settembre è ora di scegliere? “Io penso che comunque vadano le elezioni sarà un autunno, e anche un inverno molto complesso e difficile.” Parte così la nostra conversazione con Gianmaria Balducci, presidente nazionale di di Legacoop Produzione & Servizi.

E inevitabilmente le prime parole sono dedicate alla questione energetica “ la prima decisione da prendere riguarda i il tetto ai costi dell’energia ci sono già opzioni sul tappeto, come lo svincolo della bolletta elettrica dai costi del metano , visto il ruolo rilevante che ha ormai, nel paese, il settore delle fonti energetiche alternative. Si tratta di un primo passo importante non solo per quel settore di imprese particolarmente energivore (dalla ceramica alle fonderie, industria alimentare, ecc.) ma anche per quella vasta area di imprese piccole e piccolissime che comunque consumano molta energia e si vedono arrivare bollette insostenibili, che in parte scaricano sui loro prodotti dando il via ad un vorticoso fenomeno inflattivo che già vediamo e che inevitabilmente sarà più accentuato nell’autunno.
Questi meccanismi concatenati generano un clima di sfiducia che a sua volta mette in moto fenomeni recessivi che già ora cominciamo a vedere, c’è maggiore timidezza nei mercati (e si nota un rallentamento degli ordinativi). E si vive quasi la consapevolezza che ai prezzi energetici del 2020 con buona probabilità non si tornerà mai più anche perché siamo orientati verso le rinnovabili che  tempo fa erano più costose delle fonti fossili. E una strada da percorrere e proprio per questo dobbiamo costruire percorsi di incentivazione (magari senza ricorrere a logiche malate come il 110%) ragionevoli per farci fare un salto di qualità che data la collocazione geografica del nostro paese dovrebbe essere per noi più semplice. Si tratta di agire rapidamente e applicare quelle tecnologie già esistenti che possono rendere più efficienti tutti i consumi da quello domestico al caso della grande industria ( e anche in questo caso vanno previste incentivazioni, in particolare pensando al credito di imposta e a linee di finanziamento o fondi agevolati).”

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Come stanno attrezzando le aziende cooperative per far fronte a questa emergenza?
“Siamo investiti come tutti gli altri attori economici da questa bufera ma a noi, come coop, compete anche la doverosa capacità di costruire una programmazione di medio-lungo periodo. Noi non possiamo solo dire come già qualcuno sta facendo “mettiamo tutti in cassa integrazione” e dobbiamo conciliare emergenza e pensiero lungo.
Per questo sto spingendo per una gestione finanziaria estremamente mirata, può sembrare in contrasto con la necessità di investire sulle energie rinnovabili, ma dobbiamo fare molta attenzione per non avere smottamenti aziendali.
E’ la strategia che sta seguendo anche Coopfond (il fondo di Legacoop di sostegno alle aziende cooperative) che ha gestito le risorse in maniera oculata perché consapevole che in autunno molte avranno bisogno di aiuto. E non dimentichiamo che il settore bancario è già partito con la revisione dei tassi di interesse. E ricordo anche che uno degli assi da giocare per ottenere sostegno dalle banche è legato alla qualità dei progetti in chiave di sostenibilità.”

Torniamo all’autunno.
“Sarà molto complicato perché le dinamiche energetiche coinvolgono un po’ tutti, saranno necessarie scelte impopolari e temo che ci saranno anche forti tensioni sociali.”

E questa volta possiamo dire che anche il resto d’Europa deve fare i conti con i problemi energetici.
“Si, soprattutto la Germania che è molto dipendente dal gas, in particolare quello russo mentre la Francia, da sempre sbilanciata sul nucleare è meno pressata dalle difficoltà energetiche.”

Germania ed Italia sono i due più importanti paesi manifatturieri della UE, può questa condizione favorire soluzioni condivise a livello europeo?
“E’ come minimo auspicabile perché il nostro paese, da solo, ben difficilmente può trovare soluzioni: faccio un esempio se la Banca Europea decidesse di stringere sull’acquisto dei nostri debiti ci troveremmo in un una bruttissima situazione.
Non ce lo potremmo permettere anche alla luce delle mirabolanti promesse elettorali che prevedono meno tasse e maggiori spese correnti.
Abbiamo invece bisogno, per non dare il via ad una forma di recessione, prevedere aiuti seri sul versante dei costi energetici. Altrimenti ci potremmo trovare in una situazione di questo genere: le aziende chiudono perché se lavorano vanno in perdita e invece degli aiuti sulle bollette lo Stato si deve far carico di una ampia platea di lavoratori in Cassa Integrazione, non sarebbe una strategia di lungo respiro. Mi aspetto un impegno davvero collettivo per sviluppare una cooperazione nazionale in grado di gestire questa fase molto critica.”

Ora i partiti si mettono in fila per chiedere a Draghi di togliere le castagne dal fuoco.
“Una tattica vecchia, consapevoli di dover gestire una patata bollente chiedono al tecnico di far accettare al paese le medicine più amare, sapendo che da qui a qualche mese non sarà più lui al comando.”

Forse, verrebbe da dire  perchè le scelte europee per fermare l’invasione dell’Ucraina sono formalmente confermate e quindi…
“E’ doveroso intervenire per fermare le invasioni ma le scelte tattiche non sembrano aver dato i risultati auspicati.

( m.z,)