Imola. Un confronto “al burro” con poche frecciate quello fra i sette candidati nell’uninominale alla Camera del collegio che comprende tutti i Comuni del Circondario Imolese  organizzato dal Nuovo Diario Messaggero il 14 settembre in un cortile di palazzo Monsignani un po’ meno pieno di gente rispetto ad altre iniziative simili degli anni passati.

Nella breve presentazione chiesta a ogni candidato, piccole furbizie da parte di Benedetta Fiorini che “scorda” di essere stata eletta nel 2018 con Forza Italia e di essere passata solo dopo alla Lega e di Mara Mucci che si vanta di un’esperienza in Parlamento già fatta, ma non dice che fu eletta con il Movimento 5 stelle.

Il direttore del Diario incalza subito i candidati chiedendo se avrebbero dato o meno la fiducia al governo Draghi se fossero stati in Senato, quando è caduto.

Il candidato del centrosinistra Angelo Bonelli, presenti per la giunta Castellari la Spada e Gambi oltre al presidente de consiglio Roberto Visani, vacilla un po’: “La caduta del governo Draghi è stata un errore per il Paese perché sarebbe stato meglio affrontare la questione del caro-energia con i pieni poteri. I responsabili della caduta sono il Movimento 5 stelle, la Lega e Forza Italia. Come portavoce dei Verdi, noi siamo comunque critici nei confronti del governo che non ha puntato subito sulle energie rinnovabili”. Un po’ di lotta, un po’ di governo insomma.

Per Italexit, Stefania Chiappe, dice un “no alla fiducia, avrei preferito che Mario Draghi non avesse fatto finta di cadere per vedere lui e il suo governo poi alla prova del Bilancio dello Stato a ottobre”.

Non molto diversa la lettura di Lorenza D’Amato del Movimento 5 stelle: “Mi sarei astenuta come abbiamo fatto, la scelta di cadere è stata di Draghi stesso, noi avevamo cercato un punto d’incontro sui nostri nove punti programmatici per portare a termine la legislatura”.

“Rimando al mittente (Bonelli e pure D’Amato, ndr) le accuse di aver fatto cadere il governo – attacca la rappresentante del centrodestra Benedetta Fiorini -. Coloro che hanno creato la crisi sono stati Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, a tal punto sarebbe stato necessario cambiare almeno alcuni ministri ma non è stato fatto. Comunque, la legislatura sarebbe finita fra pochi mesi, ora ci sono le elezioni che penso daranno un governo duraturo con una visione pragmatica del Paese”.

“Il governo è caduto con dei pretesti – sottolinea Mara Mucci – io avrei votato come hanno fatto Azione e Italia Viva (che rappresenta nel collegio, ndr) la fiducia al governo anche perché ci saremmo risparmiati una gestione un po’ pasticciata del caro-energia quando invece serviva una politica energetica seria e strategica”.

Per il No secco al governo Draghi anche Alessandro Bernardi dell’estrema sinistra di Unione Popolare e Giuseppe Cordaro di Italia Sovrana e Popolare, un sovranista doc.

Si passa al caro-energia. Per la Chiappe “il problema del rincaro è iniziato prima della guerra che lo ha esagerato. Serve uno scostamento di bilancio per dare una mano a imprese e famiglie in questo momento di forte difficoltà”.

La D’Amato si affida al fatto che “chi ama Giuseppe Conte lo fa perché sa che il M5s non lascia indietro nessuno come ha fatto affrontando bene l’emergenza Covid e con il reddito di cittadinanza. Se Conte sarà aletto, gestira bene pure la questione del caro-energia”.

La Fiorini sostiene che “l’allarme energia esisteva dalla fine del 2021, mi riferisco alla tenuta sociale del Paese. Sappiamo che i prossimi mesi saranno difficili, sarà necessario uno scostamento di bilancio, si vedrà di quanto”.

Ed ecco una differenza radicale con il centrosinistra perché secondo Bonelli “la questione energetica e quella sociale vanno di pari passo. Bisogna indicare un tetto al prezzo del gas a livello di Europa, se quest’ultima si rifiutasse, come Italia dovremmo mettere un tetto nazionale. Siamo contrari a uno scostamento di bilancio che ricadrà sulle giovani generazioni. Piuttosto bisogna tassare gli extraprofitti e gli utili esagerati che stanno facendo imprese come anche l’Eni”.

Per la Mucci “i cittadini sono stanchi di proposte generiche, vogliono parlare di tali argomenti con chi è del territorio e conosce bene le imprese energivore e meno, e i bisogni reali delle famiglie”.

Ferri di Unione Popolare dice un “No forte e chiaro alla guerra dove a morire sono sempre i poveri, l’Italia si deve mettere in una posizione di mediazione rispetto al conflitto”.

Infine, una chiusura sulla discarica Tre Monti. Per la D’Amato “è troppo grande e vecchia e per di più contiene rifiuti speciali. Gia un Comitato di cittadini ha fatto ricorso al Tar e in seguito al Consiglio di Stato contro l’ampliamento e lo ha vinto. Il presidente della Regione Bonaccini disse all’epoca che la faccenda era chiusa. Poi Hera ha continuato con la sopraelevazione e ciò è un rischio per la salute e la sicurezza delle persone. Basta con la discarica, sì al riciclo porta a porta migliore dell’attuale raccolta differenziata”.

La Chiappe si mostra molto preparata sul tema citando date e tempi dei ricorsi sull’ampliamento e sulla situazione della sopraelevazione “che vale comunque 187mila tonnellatte delle quali una parte intanto sono già state conferite” dichiarandosi ovviamente contraria e a favore di una diminuzione del packaging sui prodotti comprati in grandi magazzini e negozi.

Telegrafica la Fiorini: “La nostra posizione contraria è chiara da tempo, il problema è stato rimandato da Bonaccini a Roma, ora tocca alla sinistra dire cosa vuole fare”. Da “vecchio” comunista Ferri coglie al balzo l’occasione per fare una battuta: “Mettere la parola sinistra e Bonaccini nella stessa frase è un ossimoro”.

Contro la discarica pure la Mucci: “Siamo contro la discarica, in questo territorio la raccolta differenziata è ampia grazie all’attenzione dei cittadini e si potrebbe pensare a impianti innovativi di smaltimento dei rifiuti dove potremmo essere i numeri uno in Italia”.

Infine il Verde Bonelli: “La raccolta differenziata è una scelta nobile, va fatta bene e mi pare che l’Amministrazione comunale di Imola la stia facendo con merito pure dei cittadini. Sulla discarica Tre Monti ricordo che l’ampliamento è stato cancellato, deve arrivare un parere attualmente bloccato sulla sopraelevata, poi nel medio periodo bisognerà bonificare tutto e riservare magari l’area per pannelli fotovoltaici”.

(m.m.)