Imola. Davanti a circa un centinaio di persone sotto al Centro Cittadino il 16 settembre, pochi giovani fra bandiere e manifesti con il viso di Giorgia Meloni, a un certo punto spunta Guido Crosetto, cofondatore di Fratelli d’Italia, non candidato alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre, ma probabilissimo ministro “di peso” se il centrodestra vincerà nelle urne fra poco più di una settimana.

Crosetto è un “omone” abile a schivare le domande sulle diversità presenti tutt’ora nel centrodestra in Europa (Orbàn, ndr) “Occupiamoci principalmente dell’Italia, il nostro atlantismo comunque rimane; il presidenzialismo serve ad avere un governo che duri cinque anni e decida (Macron in Francia non ne è più così sicuro, ndr) e su un eventuale  scostamento di bilancio bisognerà fare prima bene i conti se andremo nella stanza dei bottoni”.

A fargli da corollario la candidata all’uninominale del centrodestra nel collegio del Circondario Benedetta Fiorini della Lega, ormai con gli stessi slogan da settimane: “Bonelli è capace di dire solamente dei No, ci serve una squadra unita”, Galeazzo Bignami, Marco Lisei e perfino Nicolas Vacchi, solitamente prolisso, spendono pochissime se non nessuna parola mentre le consigliere comunali imolesi Maria Teresa Merli e Serena Bugani si accomodano nella prima fila del pubblico, di nero vestite.

Crosetto è uno capace di parlare alla “pancia” del suo elettorato e parte con una battuta: “Oggi mi hanno sballottato in giro per tutta l’Emilia Romagna, chiuderemo stasera alle 23.30 a Bologna e se ne avremo ancora voglia, andremo in discoteca a fare campagna elettorale per Sgarbi. E’ fondamentale avere eletti sul territorio. Se dopo tanti anni di lavoro, a un imprenditore e di conseguenza ai suoi lavoratori cade sulla testa il caro-bollette attuale che ti stravolge la vita, hai bisogno delle istituzioni che devono servire la gente con la Politica, non i tecnici. Draghi incontra persone come lui, che hanno vissuto come lui e la pensano come lui, ma che per il prorpio ruolo sono sempre state lontane dal popolo”.

Poi continua: “Lo Stato è la somma dei cittadini, ognuno deve portarne un pezzo e fare la propria parte. Guardate, è vero che la Meloni vuole fare la rivoluzione, chi non fa il proprio lavoro al meglio e ti fa aspettare mesi, se non anni, per darti un parere che in Francia arriva in un giorno, deve avere paura del nostro eventuale arrivo al governo. In Cina (comunista, ndr) per fare un’autostrada di mille chilometri serve un anno, in Francia quattro, da noi decenni”.

Infine Crosetto si scaglia contro il Reddito di cittadinanza: “C’è qualcuno che sta dicendo che lavorare sia uguale a stare a casa sul divano senza far niente e magari non accetta i lavori proposti fino a cinque o più volte, non è accettabile. Il Reddito va dato a chi non ha niente o e disabile oppure è una casalinga che non ha ottenuto la pensione di reversibilità, non a chi è in grado di lavorare”.

(m.m.)