E’ di queste ore prima la notizia, poi la cronaca di quanto è accaduto nelle vicine Marche: in poche ore è caduta la quantità d’acqua che, normalmente, cade nell’intero periodo di un anno. Si parla di quaranta centimetri di acqua caduta sulla terra in poche ore.

Fiumi di acqua e fango, senza controllo possibile, hanno invaso tutto ciò che hanno trovato nel loro cammino verso quote più basse, trascinando nel loro impeto tutto ciò che hanno incontrato.
Purtroppo il conto delle vittime è alto e altrettanto alto il numero dei dispersi.

Semplicistico e stupido parlare di maltempo trovandosi di fronte ad un evento di tale portata. Qualcosa di simile è accaduto nella vicina Francia non molte settimane fa e, se prendiamo in considerazione una parte di mondo un po’ più lontana, riceviamo notizie dal Pakistan che descrivono una catastrofe senza precedenti in quelle terre: precipitazioni intensissime e continue per oltre quindici giorni hanno finito per coinvolgere oltre 30 milioni di persone che hanno visto portare via dalla furia dell’acqua intere coltivazioni, strade, infrastrutture, interi villaggi spazzati via. Al momento si contano 1500 morti e di un numero imprecisato di dispersi.

Serve qualche altra catastrofe per convincere i nostri amministratori del vero pericolo che incombe su tutti noi? La nostra superficialità, ignoranza e supponenza stanno presentando un conto davvero salato e siamo ancora solo all’inizio di quanto accadrà nel prossimo futuro se non si decide una vera e propria inversione di tendenza allo spreco incondizionato di combustibili fossili, al disperdere nell’atmosfera tonnellate di anidride carbonica ogni giorno e al nostro assurdo vivere quotidiano in piena e colpevole supponenza.

Al momento, ascoltando le superficiali promesse dei duellanti alla battaglia del rinnovo delle Camere si deve assistere ad un silenzio devastante al riguardo: sono tutti fin troppo intenti ad accusarsi a vicenda di ogni tipologia di errore, commesso o promesso in un futuro vicino, ma non riescono a comprendere ciò che le mutazioni climatiche potrebbero rappresentare per l’intera umanità.

In tutta franchezza, ci si trova davanti a responsabili di decisioni che, in passati lontani o recenti, non sono neppure stati sfiorati dalle problematiche relative al clima e se non lo sono stati in tempi di maggiori disponibilità e possibilità, risulta quasi impossibile sperare in un’inversione di tendenza. Tutti costoro sono fin troppo impegnati a far passare o no un piccolo aumento a stipendi di 240.000 euro l’anno, come volete che possano interessarsi ad un mondo che sta finendo? Mi piacerebbe, vorrei trovare parole di speranza, di concretezza per non parlare di certezza, ma non le trovo.

Ho ricevuto dai Medici senza frontiere un filmato che illustra, per quanto possibile, ciò che è accaduto e sta accadendo in Pakistan: dovrebbe essere trasmesso due volte al giorno su tutti i canali televisivi, inserito sui social e su tutti gli altri canali di informazione pubblica e privata. Servirebbe?

(Mauro Magnani)