Le Sezioni Anpi di Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno hanno avuto il grande merito di organizzare un approfondimento sui movimenti ed organizzazioni neofasciste, ben documentate dal sempre ottimo Giovanni Baldini.

Ogni volta che si parla di questa indagine, i numeri paiono sempre più impressionati. Ma al di là del dato numerico, fondamentale per comprendere la situazione, l’elemento che sconcerta è la vastità di “mondi” nei quali i movimenti neofascisti hanno messo piede.

Si parla di associazioni sportive e ricreative, ma anche di assistenza e protezione civile. A fianco a questi gruppi troviamo anche organizzazioni a scopo di lucro, quali attività di ristorazione e di abbigliamento.

Sono tante, magari di piccole dimensioni, ma sparse nel territorio. Ma soprattutto, sono organizzate e spinte da senso di militanza. Va da sé che la scelta di sfruttare metodi di partecipazione apparentemente extra-politici come può essere un gruppo di motocilisti o un gruppo culturale, ma anche un pub, permette di coinvolgere sempre più persone, per lo più giovani. Inoltre le attività di solidarietà, fornisce loro un apparente volto di persone affidabili e con senso civico.

La domanda che qui interessa è. Perché questi gruppi esistono e si espandono sempre più? Le risposte possono essere tante, prima di tutte dove trovano la benedizione per la propria esistenza.

Qui si dovrebbe aprire una parentesi storica e politica, ossia sull’omessa de-fascistizzazione dell’Italia post Liberazione, ma anche l’interpretazione ancora oggi molto permissiva della Legge Scelba del 1952 e della Legge Mancino del 1993. Del resto Forza Nuova oggi esiste ancora, così come altri cartelli politici di identico pensiero.

Probabilmente l’agibilità politica proviene anche e soprattutto dalla destra presente in Parlamento, che proprio non riesce a definirsi antifascista. Tanto per essere chiari, Fratelli d’Italia ha espresso il desiderio di abrogare la Legge Mancino. Inoltre pochi giorni fa, il Vicepresidente del Senato La Russa ha sostenuto che siamo tutti eredi del Duce (notizia passata in quarto o quinto piano).

Quindi torniamo alla prima domanda, ossia perché esistono. La risposta sembra essere semplice: perché vogliono politicamente contare qualcosa, magari con apparentamenti con partiti maggiori.

Come ben spiegato da Baldini, negli ultimi anni abbiamo assistito ad esponenti di quei mondi sostenere o finire nelle liste di partiti poi presenti in Parlamento. Questo è il dato che preoccupa maggiormente: il passaggio dal piccolo circolo di periferia con una manciata di iscritti al Parlamento può essere relativamente breve.

Se poi siamo, come una carica dello Stato ha appena detto, tutti eredi di Mussolini, allora il passaggio è ancora più breve.

(Andrea Valentinotti)