Se n’è andato il maestro Nino Taglioni. Ma non è scomparso nella memoria dei suoi allievi, che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.
Ma non va dimenticato nella comunità degli ecologisti, degli ambientalisti che in lui hanno avuto un instancabile animatore fin dai primi anni ‘80.

Socialista vero, capace di dialogo con le nuove generazioni e innamorato del nascente pensiero ecologista.

Nei primi anni ‘80 Nino Taglioni era presidente del Distretto scolastico di Lugo, una istituzione che dirigeva con passione e generosità.
In questa veste contribuì con ad avviare, con un gruppo di verdi nascenti, l’Università Popolare di Romagna, la più importante Università Verde Italiana, che fece scrivere di Lugo a Gianfranco Amendola: “Atene Verde d’Italia”.

Ma che cosa era questa Università Verde? Corsi di ecologia autogestiti con un piccolo contributo di iscrizione, tenuti al sabato pomeriggio nell’aula magna del Liceo scientifico in viale Orsini, dai più importanti scienziati e studiosi italiani di ecologia del tempo.

E a quel tempo l’ecologia era una cultura ed una scienza ancora allo stato nascente.

Ma vedere oltre quattrocento persone iscritte, di tutte le età e professioni, ascoltare una lezione sull’Entropia è stata una esperienza unica.

I Pesticidi, Il nucleare, L’inquinamento dell’aria, l’agricoltura biologica, Le medicine non convenzionali, le energie rinnovabili, la vita nei fiumi, inquinamento e tumori… alcuni dei tanti temi trattati.

Giornali e riviste mandarono inviati a Lugo a raccontare di questa esperienza.

Aldo Sacchetti, Giorgio Celli, Laura Conti, Virginio Bettini, Enrico Falqui, Gianni Mattioli, Dino Amadori, Vincenzo De Santis, Fulco Pratesi, Giovanni Damiani ma anche Jeremy Rifkin… tra i tanti relatori.

E poi corsi di cucina, visite guidate alle aree naturalistiche e ad aziende agricole biologiche, corsi di agricoltura biologica per agricoltori.

Un fiorire di iniziative in tutti i campi: dalla prima pizza biologica di Valerio Francesconi e Gabriele Serantoni alla costruzione delle prime liste verdi alle amministrative, al referendum contro i pesticidi.

Nino era attivo anche nelle lotte: ricordo, tra le tante, la battaglia vinta per evitare un mega-pollaio industriale alle porte di Sant’Agata.

Tenne una relazione in un gruppo di studio sulla scuola al primo grande convegno, La terra ci è data in prestito dai nostri figli, delle Liste Verdi a Pescara, nel 1984.

Testimonianza di quella stagione, raccontata anche nel libro “La cultura dei Verdi in Italia” edizione Franco Angeli, oltre alle innumerevoli dispense ciclostilate e vendute in tutta Italia, in due libri che Nino ci aiutò a pubblicare: “ABC dell’ecologia” e “Agricoltura Alimentazione Salute” che contiene anche una sua prefazione. La biblioteca Trisi di Lugo li possiede.

Nino poi ha continuato nel suo impegno culturale e nella sua costruzione artigianale di aquiloni. Lo ricordo, qualche anno fa, alla festa del Bio Marchè al Parco del Loto, mentre insegnava ai bambini a mettere insieme le canne e la carta e lo spago e la colla.

Se oggi abbiamo, almeno in parte, almeno una consistente minoranza, una coscienza ecologista, se abbiamo un Parco come quello del Loto, se abbiamo piste ciclabili, se differenziamo i rifiuti… lo dobbiamo a persone come Nino.

Generose ed instancabili nel momento propizio per cambiare la visione del mondo e della specie umana.

Oggi la situazione è grave e drammatica e resta moltissimo da fare.

Serve a tutti, ed alle nuove generazioni in particolare, avere memoria e radici per trovare l’energia buona che costruisce.

(Paolo Galletti)