Dall’acquisto di una casa alla gestione del patrimonio aziendale, sono moltissimi gli ambiti in cui si incontra il concetto di bene, con particolare riferimento ai beni immobili e mobili. Ma come orientarsi tra queste categorie? Cosa stabilisce la normativa?

Secondo l’articolo 810 del Codice Civile, si definiscono beni le cose che possono “formare oggetto di diritti”. A rientrare in questa categoria sono quindi solo quelle proprietà su cui è possibile esercitare un diritto. In termini giuridici, sono considerati beni gli oggetti che assommano tutte le seguenti caratteristiche.

• Utilità, ossia disporre di capacità adeguate a soddisfare specifiche necessità umane;

• Limitatezza;

• Accessibilità, intesa come possibilità di sottoporre il bene a procedure di espropriazione.

Chiarito quali sono le caratteristiche che rendono un oggetto un bene giuridico, passiamo ad una distinzione fondamentale, quella tra beni immobili e mobili. I primi sono i terreni e tutto ciò che è incorporato al suolo, sia in maniera naturale che artificiale. Rientrano quindi in questa categoria le sorgenti, i corsi d’acqua, gli alberi, le costruzioni, gli edifici galleggianti saldamente assicurati alla riva e destinati a rimanervi in maniera permanente.

Il bene mobile viene invece definito per differenza rispetto al bene immobile: sono quindi mobili tutti i beni che non si rispecchiano nella definizione del bene immobile, non essendo ancorati al terreno in maniera naturale né artificiale. Questo stando a quanto stabilito dall’articolo 815 C.C.

Sia quelli mobili che quelli immobili sono beni giuridici, nonché beni strumentali, a condizione chiaramente che siano nelle disponibilità di un’impresa o di un professionista e vengano utilizzati per lo svolgimento delle attività professionali.

Oltre a quella chiaramente identificata dalla normativa nella loro definizione, esistono delle differenze pratiche tra beni mobili ed immobili per quanto riguarda la garanzia rappresentata dagli stessi. Ma anche in termini di circolazione e pubblicità.

Il regime di circolazione applicato ai beni varia a seconda che si parli di mobili o immobili. Nel primo caso è molto più semplice, poiché la circolazione del bene si determina con il semplice trasferimento dello stesso: la consegna dell’oggetto permette di trasferirne anche la proprietà. Per i beni immobili invece il trasferimento è subordinato alla forma scritta.

Analoga la questione dei meccanismi pubblicitari relativi alla proprietà dei beni stessi. Per quelli immobili è obbligatorio annotare ogni vicenda giuridica negli appositi registri pubblici, per quelli mobili la presenza di un registro pubblico riguarda solo alcune specifiche categorie (ad esempio auto e moto).

In linea generale, infatti, il possesso dell’oggetto garantisce il trasferimento materiale ed è considerato condizione sufficiente per permettere a terzi di venire a conoscenza della proprietà del bene.

Ultimo, ma non meno importante, il capitolo della garanzia reale. I beni immobili possono essere oggetto di ipoteca, mentre su quelli mobili si applica il diritto di pegno.