Imola. L’ormai ex senatore Vasco Errani, che non si è voluto ricandidare, giunge al centro Giovannini verso le 20.15 del 20 settembre davanti a una quarantina di militanti del Pd e di Articolo Uno che si presentano alle elezioni politiche del 25 settembre sotto lo stesso simbolo con “Democratici e progressisti”. E, introdotto brevemente da Anna Pariani, cerca subito di dare una scossa positiva ai presenti.

“Guardate che ci sono ancora un 40% di aventi diritto al voto che non hanno ancora deciso se votare o per chi votare – sottolinea Errani -. Noi dobbiamo andare fra loro in questi ultimi giorni di campagna spiegando che c’è una crisi economica e sociale sottovalutate. L’inflazione vola e il prezzo del pane sta aumentando del 15% diminuendo fortemente il potere d’acquisto delle famiglie e i tassi di interesse aumentano mettendo in difficoltà le piccole e medie imprese che accedono a mutui e che sono il tessuto produttivo dell’Italia”.

“Il costo dell’energia è aumentato del 300% ma chi lo fa è la Borsa di Amsterdam dove ci sono i fondi speculativi più forti del mondo – continua Errani -. Se non si raggiunge un accordo in Europa nei prossimi mesi e qualcuno come l’Olanda potrebbe essere contrario, l’Italia dovrà mettere un tetto al prezzo del gas nel nostro Paese come hanno fatto Spagna e Portogallo. Un mercato senza regole, come vuole la destra, genera ingiustizia e disuguaglianze. Oggi i primi venti uomini ricchi nel mondo hanno un reddito superiore a quello di altre tre miliardi di persone. E serve un salario minimo collegato ai contratti, il cui numero deve diminuire dai mille finti attuali a un’ottantina”.

“Dobbiamo fare autocritica – sentenzia l’ex governatore dell’Emilia Romagna – rispetto al Jobs Act e al Blairismo, è una stagione che dobbiamo lasciarci alle spalle, lo dico a Matteo Renzi, una stagione dove i licenziamenti arrivano via mail da un giorno all’altro, abbiamo lasciato più di una generazione in totale precarietà e magari qualcuno si lamenta se fanno pochi figli in tali condizioni”.

Poi l’attacco “alla destra che propone un nucleare ‘bufala’ che si sta ancora studiando e che se andrà bene arriverà fra 25-30 anni, una destra che vuole le energie fossili che inquinano fortemente e generano i cambiamenti climatici come le ‘bombe d’acqua’. Invece le energie rinnovabili costano meno di quelle fossili. Bisogna lavorare meno, ma tutti in settori come quello della cultura, un’impresa è di valore se il suo bene sociale viene redistribuito. La destra si è dimenticata spesso l’emergenza Covid quando la pandemia mordeva forte e ora incita una progressiva privatizzazione della sanità. La sinistra deve schierarsi apertamente per un sistema universalistico pubblico della sanità. Infine la destra propone la flat-tax, che fa pagare le tasse pencentualmente uguali a chi ha 18mila euro di reddito annuo e a chi ne ha 18 milioni. Per fare ciò, con una netta diminuzione di ciò che va all’erario sarebbe necessario tagliare su sanità, istruzione e welfare del lavoro, l’opposto di noi”.

Finalmente una persona seria di sinistra che parla chiaro. Peccato che Errani non si candidi più al Senato e che il Pd e Articolo Uno candidino, per di più a Bologna e Imola, una persona che nulla ha mai avuto a che fare con la sinistra nei suoi 40 anni da parlamentare: ovvero Pier Ferdinando Casini.

(Massimo Mongardi)