Imola. “Un erbario simbolico” è il tema della mostra, visitabile fino al 30 ottobre, curata da Marco Violi e allestita all’interno delle vetrine della Galleria dei ritratti del Museo diocesano di Imola, che prevede l’esposizione di otto dipinti inediti Roberto Gammone, realizzati appositamente per questa occasione dall’artista romano.

Denso di significato è il titolo, “Un erbario simbolico”, scelto accuratamente per l’esposizione. L’erbario è, generalmente, un libro in cui vengono descritte le piante medicinali e le loro proprietà, accompagnate da illustrazioni oppure una collezione di piante disseccate e classificate, fatta con metodi e scopi scientifici, indispensabile per il loro studio.

La mostra è anch’essa un erbario sui generis, come evidenzia l’articolo indeterminativo “un” nel titolo, è questa una tipologia con caratteristiche proprie; non ha infatti lo scopo di descrivere le specie vegetali dal punto di vista scientifico naturalistico, ma da quello simbolico, che motiva l’ultima parte del titolo.

Gli otto soggetti finemente ritratti da Roberto Gammone sono fiori che nella tradizione cristiana sono evocati come simboli di significati spirituali: la rosa di colore rosso, la rosa dai toni rosa, l’ortensia, la peonia, l’iris, l’hemerocallis, la passiflora e infine la cassia, pianta associata al Santo Cassiano, patrono della città e della diocesi di Imola, che entrerà presto a far parte delle essenze vegetali del palazzo vescovile.

Le opere che compongono l’esposizione sono piccoli olii su tavola che rispettano nelle loro dimensioni pressoché la grandezza reale delle specie vegetali ritratte, proprio come avviene negli erbari che raccolgono piante vere disseccate. Per lo stesso, motivo ciascuna immagine è corredata da una descrizione che illustra il significato simbolico del fiore.

“Un erbario simbolico”, risultato raffinato di un progetto armonico che mette in dialogo natura e artificio, interno ed esterno, museo e giardino, si inserisce perfettamente nell’ambito della rassegna regionale “Vivi il Verde”, giunta alla nona edizione, a cura di Regione Emilia-Romagna, alla quale il Giardino storico mons. Signani aderisce per tutto il mese di settembre.

Il Giardino storico mons. Signani

Nel cuore del palazzo vescovile di Imola, che dal 1962 ospita al piano nobile il Museo e la Pinacoteca diocesani della città, è tornato a fiorire da poco più di un anno il rigoglioso giardino storico, ora intitolato a monsignor Giovanni Signani. Le sue sembianze attuali sono il frutto di un complesso e meticoloso lavoro di riqualificazione, compiuto tra la fine del 2020 e maggio 2021, che ha ridonato a questo giardino all’italiana l’eleganza di un tempo. L’opera di ripristino si è infatti mossa sulla traccia di un rilievo del 1901, realizzato dall’ingegnere imolese Luigi Orsini, capace di restituire con estrema veridicità l’idea di come fosse sistemato lo stesso spazio nell’Ottocento. Oggi il giardino storico ospita una ricchissima varietà di essenze, più di mille, tra alberi, rosai, cespugli, fiori e una collezione di più di cinquanta agrumi, che incantano i visitatori che decidono di dedicare un po’ del loro tempo alla scoperta dei tesori del palazzo vescovile di Imola.

Apparentemente, un giardino è un luogo che può sembrare molto distante da un museo, quasi l’opposto, se ci limitassimo a concepire quest’ultimo come un mero contenitore di opere d’arte e il primo come una semplice area verde con fiori, piante e alberi.

Il giardino storico e il museo diocesano di Imola sono, in realtà, molto più vicini di quanto si possa immaginare, e non solo fisicamente. Il meraviglioso hortus conclusus sorge all’interno delle mura del palazzo vescovile e le sale del museo, al piano nobile, si affacciano su di esso, tanto che le finestre offrono una suggestiva veduta dall’alto del giardino e, viceversa, dal basso, si possono scorgere alcune porzioni degli ambienti museali. Questo reciproco richiamo mette in luce come questi due spazi debbano essere percepiti come un continuum, dove uno è il complemento inseparabile dell’altro.

Il museo e il giardino storico sono uniti da un legame profondo, che risale alla loro intima essenza, ossia sono entrambi portatori di un messaggio spirituale.

Il Diocesano ospita nelle sue sale una vastissima collezione di arte sacra tra dipinti, sculture, arredi, tessuti liturgici, codici miniati e molto altro. Si tratta di un patrimonio di enorme valore storico, culturale, ma anche religioso, in quanto ogni opera è testimonianza in forma d’arte dell’esperienza di fede della Comunità locale, che è ancora viva e attuale.

Allo stesso modo il giardino storico si inserisce perfettamente nella cornice che lo ospita, grazie alla presenza di tante specie vegetali che hanno un significato simbolico all’interno della tradizione cristiano-cattolica, come, per citarne alcune, le rose, le passiflore, gli agrumi, i melograni. Lo stesso parterre formale può essere interpretato come una cattedrale vegetale, dotata di un cardo e un decumano e di elementi verticali -cipressi, carpini e palme- che fungerebbero, idealmente, da colonne architettoniche a sostegno della volta celeste. In particolare, le centinaia di rose che impreziosiscono le aiuole possono essere considerate come la comunità cristiana; anche i loro colori sono significativi e strumentali a un’interpretazione simbolica religiosa cristiana: il rosso si associa alla passione di Cristo, il bianco alla verginità di Maria, le due gradazioni di giallo alla trasfigurazione e alla regalità; le rose screziate in bianco e rosso rimandano, invece, alla pietà.

Non è dunque per niente casuale la scelta di allestire all’interno del Museo diocesano una mostra, dal titolo “Un erbario simbolico”, le cui opere hanno come soggetto fiori, non fiori comuni, ma una selezione di quelli presenti nell’area verde del palazzo vescovile: fiori dipinti che riproducono quelli del giardino con un realismo tale da sembrare veri, gli stessi fiori, così perfetti in natura, da sembrare opere d’arte.

Il concerto

A questo si aggiunge un concerto d’arpa di Nicoletta Sanzin, domenica 25 settembre, che si terrà nell’arena del giardino storico alle ore 19.30, entrambi organizzati da Emilia-Romagna Festival.

Sempre nell’ambito della rassegna “Vivi il Verde”, nel weekend del 24 e 25 settembre, nei consueti orari di apertura (per tutta la giornata di sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 e nel pomeriggio di domenica) vi sarà spazio per le visite guidate tematiche, nelle quali sarà possibile ammirare, insieme alle fioriture autunnali, la nuovissima pianta di cassia.

“Giardini di ieri, giardino oggi: storie e nuove visioni” è il tema della manifestazione di quest’anno e non poteva essere più aderente a quella che è la realtà del nostro giardino: un luogo antico, che racchiude in sé secoli di storia, o meglio, di storie, di chi negli anni questo spazio lo ha creato, abitato e inevitabilmente cambiato, ma è anche e soprattutto un luogo del presente, che ogni giorno trae nuova linfa da chi con passione e dedizione se ne prende cura e dai tanti visitatori che a ogni passaggio rendono questo spazio sempre più vivo e reale.

Museo e Pinacoteca diocesani di Imola e delle Carrozze (Palazzo Vescovile, piazza Duomo 1).

Orari di apertura: martedì, mercoledì e giovedì: ore 9-12; martedì e giovedì: ore 14-17; sabato: ore 10-13 / 15-19; domenica: ore 15-19

Info: [email protected] https://www.facebook.com/museodiocesanoimola/