Imola. Una rimpatriata a cui hanno risposto in più di 50 persone tra chef, camerieri e maître. L’iniziativa, che si è svolta lo scorso 4 settembre, è nata grazie a Nicola Bindini, uno dei ragazzi cresciuti nelle cucine del San Domenico, che ha così voluto ricordare i bei momenti passati con i suoi mentori: Valentino Marcattilii, Natale Marcattilii e Gianluigi Morini insieme agli altri suoi compagni di viaggio. Ad accoglierli e promuovere la reunion Max Mascia, alla guida del San Domenico da oltre 10 anni.

Il San Domenico di Imola, bistellato più longevo d’Italia, nel corso della sua storia ha visto e formato moltissimi giovani creando legami ancora oggi solidi. Ognuno di questi ragazzi ha dato molto al “Sando” che li ha resi parte di una famiglia allargata e ancora oggi affiatata. Ciascuno, a modo suo, ha poi fatto propri gli insegnamenti dei tre mentori portando la propria esperienza in tutto il mondo.

“È stato difficile trattenere le emozioni davanti a tutti, non avevo ancora vissuto nulla di simile prima d’ora. Un’occasione più unica che rara che ci dimostra quanto il San Domenico sia stato prezioso per tanti altri oltre a noi” ha commentato Valentino Marcattilii – icona della grande cucina italiana nel mondo, che già verso la fine degli anni ’70 accoglieva giovani promesse da tutta Italia come Giancarlo Perbellini – chef pluristellato, ancora legatissimo a Max Mascia e alla famiglia del San Domenico.

Leonardo Mantovani – addetto alla sala per ben 18 anni, ha aperto Callegherie nel centro storico di Imola. Oppure come Silvano Brescianini che arrivò a 18 anni per diventare chef, oggi è il Ceo della cantina Barone Pizzini e presidente del Consorzio Franciacorta.

Tanti dei presenti hanno avuto la grandiosa opportunità di lavorare nella sede americana del San Domenico di New York, dove era importante garantire un servizio in pieno stile San Domenico. Un’esperienza che spesso è diventata trampolino di lancio per intraprendere la carriera di chef o maître negli States, come nel caso di Franco Lazzari ora proprietario dei ristoranti Eccetera Eccetera e Viceversa nella Grande Mela.

Le cucine del “Sando” avevano e hanno ancora una fama tale da attirare ragazzi da tutto il mondo, come nel caso di Paul Bartolotta che dal Milwaukee chiese di poter svolgere uno stage di qualche mese, rimanendo poi nella brigata per diversi anni.