Quando saluto amici alla fine della vacanza augurando buona ripresa autunnale spesso aggiungo ‘e che Dio ci aiuti’, per metà preghiera laica, per metà scherzo. I parlamentari in questa campagna elettorale usano spesso e volentieri temi religiosi della serie ‘Dio, Patria, Famiglia. Sin dall’Unità d’Italia la presenza (e fino al Concordato l’assenza) dell’elettorato cattolico e del Vaticano nella nostra storia politica è determinante. Si va dai catto-comunisti (scomunicati) e il microfono di Dio, Padre Lombardi, nel primo dopoguerra[1] a Papa Giovanni (eletto nel 1958) e Aldo Moro nei ruggenti anni ’60 quando per i cattolici divenne possibile collaborare con i socialisti e i comunisti. Kissinger tuttavia minacciò Moro di gravi conseguenze se si fosse avventurato su quella strada. L’insegnamento cristiano che inizia con ‘Beati i poveri perché di essi è i Regno dei cieli’ ha sempre avuto una dottrina di giustizia sociale, fortemente sviluppata nel secolo scorso. Pensiamo alle posizioni quasi rivoluzionarie della chiesa cattolica in Sud America e vediamone una conseguenza: un forte proselitismo delle confessioni Evangeliche e Pentecostali in Brasile, che formano fino ad un terzo dell’elettorato, fedeli sostenitori di Bolsonaro in un’ottica in cui ci si salva da soli (sia spiritualmente che economicamente). Questo non impedisce a Bolsonaro di partecipare a molte cerimonie religiose cattoliche allo scopo di mobilitare masse elettorali cattoliche, nonostante la sua agenda politica abbia generato abusi ecologici, negato politiche sociali, tollerato la criminalità e criminalizzato i movimenti sociali. Anche in Italia un presunto riferimento religioso con finalità elettorali prende piede; un’agenda falsamente religiosa collegata al neoliberismo e con tratti di morale conservatrice che promuove intolleranza.[2] Il Cardinale Zuppi, presidente della CEI, ha fatto dal 20 Agosto in poi lunghi interventi di analisi che evitavano accuratamente di avvicinarsi a questo o quel partito. Ha menzionato doveri e responsabilità, non ‘valori cristiani’ ed ha lodato il governo Draghi. La linea ufficiale è importante, però la partita si gioca in piazza e sui vari pulpiti, mediatici ed elettronici ma anche pulpiti reali, su cui pontificano gli influencer (o, nel lessico gramsciano ‘gli intellettuali’). Straordinaria l’abilità di questa ‘cultura dello spettacolo’ di ingoiare, digerire e poi defecare in versione migliorata e corretta attori e idee fastidiosamente contestatori, riducendoli all’impotenza o facendo loro dire il contrario di quel che intendevano. Per questo risultato l’uso delle emozioni, per meglio dire dell’emotività, è veramente efficace. La risonanza emotiva di parole come PIL, tasso d’interesse, riserve energetiche o tasso d’inflazione è scarsa, invece parole come Dio e patria fanno ancora rizzare i peli a molti nostri compatrioti. Riflettete a come la marcia suonata dalla banda del paese provochi uno stato d’animo (emozione) immediata e spontanea. Non sono più di moda le complesse analisi politiche, fanno cassa le emozioni a buon mercato, socialmente condivise[3]. La religione, Dio e la famiglia sono certo argomenti che si possono giocare su registri emotivi potenti: Il violino dell’analisi politica vien coperto dalla grancassa. Vorrei spezzare una lancia a favore dell’analisi politica e di uno scontro elettorale focalizzato non su promesse cui nessuno crede ma sulla realtà (sgradevole) che assale oggi l’Italia più di molti altri paesi europei. Nemmeno Draghi può più farci scudo, dopo esser stato dipinto come un moderno San Gennaro. Quando viene meno la speranza si deve ricorrere alla volontà. L’analisi, così lontana nel tempo, che fa Togliatti nel suo testamento politico, suona stranamente contemporanea.

‘L’assassinio di Kennedy[4]ha palesato fino a che punto può giungere l’attacco dei gruppi reazionari. Non si può in nessun modo escludere che nelle elezioni presidenziali debba trionfare il candidato repubblicano (Goldwater)[5]che ha nel suo programma la guerra e parla come un fascista. Il peggio è che l’offensiva che costui conduce sposta sempre più a destra tutto il fronte politico americano, rafforza la tendenza a cercare in una maggiore aggressività internazionale una via di uscita ai contrasti interni e la base di un accordo con i gruppi reazionari dell’Occidente europeo. Ciò rende la situazione generale assai pericolosa.

Nell’Occidente europeo la situazione è molto differenziata, ma prevale, come elemento comune, un processo di ulteriore concentrazione monopolistica, di cui il Mercato comune è il luogo e lo strumento. La concorrenza economica americana, che si fa più intensa ed aggressiva, contribuisce ad accelerare il processo di concentrazione. Diventano in questo modo più forti le basi oggettive di una politica reazionaria, che tende a liquidare o eliminare le libertà democratiche, a mantenere in vita i regimi fascisti, a creare regimi autoritari, a impedire ogni avanzata della classe operaia e ridurre sensibilmente il suo livello di esistenza’[6] Togliatti conclude il memoriale di Yalta sconsigliando all’USSR una rottura con la Cina, che poi avverrà.

Oggi sono determinate forze politiche[7] a presentare una versione politicizzata della tradizione cattolica, ma non scordiamo l’età avanzata di Papa Francesco: il suo successore speriamo sia uno Zuppi ma potrebbe anche essere un Ratzinger. La realtà prismatica di una struttura ecclesiale che è sopravvissuta per più di 1900 anni ha luci ed ombre e una sua propria agenda: senza il supporto dei cattolici americani non sarebbe stata possibile la tenace erosione della legislazione sulla legittimità dell’aborto negli USA, che dura da oltre mezzo secolo.

La mia conclusione è che, abbandonata la speranza, ci resta l’ottimismo della volontà.

(Cecilia Clementel)

[1]  Anche la quotidianità conta: in zone rosse l’invito dal pulpito a votare DC nel 1948 spesso risultò nell’abbandono della chiesa da parte della metà maschile della congregazione.

[2] Un documento elaborato dalla chiesa cattolica brasiliana in vista delle elezioni presidenziali cita il libro di un giornalista italiano Iacopo Scaramuzzi: ‘Dio? In fondo a destra. Perché i populismi sfruttano il cristianesimo’.

[3] Vedi i media sulla crisi ucraina.

[4] Togliatti scrive nel 1964, poche ore prima di un malore letale a Yalta, Kennedy fu assassinato nel 1963.

[5] Oggi parliamo di Trump.

[6]  http://www.ricercastoricateorica.org/Novecento/TOGLIATTI-memoriale-yalta.htm

 

[7] Esiste una profonda e silenziosa spaccatura politico-ideologica nella chiesa cattolica italiana, ma la chiesa di destra (es. Opus Dei) mantiene una bassa visibilità.